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Anton Janša, la storia del padre dell'apicoltura moderna

di Ines Delio - 17.05.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il 20 maggio si celebra la Giornata Mondiale delle Api, una data scelta poiché coincide con la nascita di Anton Janša: ecco la sua storia

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Anton Janša, padre dell'apicoltura moderna

Il 20 maggio si celebra la Giornata Mondiale delle Api. C'è un motivo preciso per cui è stata scelta tale data. Questo giorno coincide con la nascita di Anton Janša, pioniere dell'apicoltura moderna in Slovenia, ma anche pittore e primo professore di apicoltura nella Vienna imperiale. Vi raccontiamo la sua incredibile storia.

Chi era Anton Janša

La numerosa famiglia Janša di Breznica, uno dei dieci villaggi del comune di Žirovnica nella regione dell'Alta Carniola, in Slovenia, era povera, ma si distingueva per il suo talento nella pittura. Anton Janša nacque il 20 maggio 1734. Era il maggiore di nove figli e fin da bambino aveva il desiderio di imparare a dipingere. Nel 1766 si recò a Vienna insieme al fratello Lovro, di 15 anni più giovane, dove si iscrisse a una scuola di incisione e pittura su rame; il fratello Valentin li raggiunse un anno dopo. Lovro e Valentin divennero pittori di successo, mentre Anton decise di dedicarsi all'apicoltura, dal 1769, dedicandosi a una passione che aveva fin da piccolo.

Si candidò così a un bando ("Ekonomie Gesselschaft") che cercava un insegnante qualificato di apicoltura. Nel 1770 superò gli esami con lode e divenne il primo professore imperiale di apicoltura presso la scuola di Augarten a Vienna, istituita da Maria Teresa d'Austria. Il suo lavoro comprendeva viaggi, durante i quali diffondeva e promuoveva l'apicoltura nelle terre austriache e dava lezioni pratiche sulle nuove scoperte scientifiche e sulle proprie osservazioni. Anton Janša scrisse anche libri di testo molto importanti, in cui presentava il proprio metodo di apicoltura, che era significativamente diverso dagli insegnamenti di altri studiosi dell'epoca. Nello specifico, scrisse due notevoli libri specialistici (in tedesco): "Trattato sulla sciamatura delle api" (Abhandlung vom Schwärmen der Bienen), nel 1771, seguito da "Manuale completo di apicoltura " (Vollständige Lehre von der Bienenzucht), uscito postumo nel 1775.

Entrambi i volumi hanno introdotto nuovi sviluppi nelle conoscenze apistiche dell'epoca, correggendo diverse idee sbagliate, e un progetto razionale di apicoltura legata al mondo contadino e nel rispetto della natura.

Alla morte di Anton Janša, l'imperatrice Maria Teresa emanò un editto in cui obbligava tutti gli apicoltori a seguire le indicazioni contenute nelle sue opere. Negli anni, Janša non aveva mai perso l'abitudine di dipingere, e così si possono ancora osservare le arnie dipinte nel suo apiario, tuttora visitabile, grazie alle cure della Società Apistica slovena.

Gli importanti contributi di Anton Janša all'apicoltura

I contributi più importanti allo sviluppo dell'apicoltura sono stati forniti proprio da Anton Janša. A lui si deve la modifica delle dimensioni e della forma delle arnie, in modo che potessero essere impilate come blocchi per consentire lo spostamento di un maggior numero di arnie nei vari pascoli (per gli apicoltori, un pascolo per le api è un insieme di diverse piante che producono molto nettare e polline per le api mellifere e altri insetti).

Janša fu, inoltre, il primo a scoprire il ruolo e l'importanza dei fuchi (cioè i maschi delle api), spiegando che fecondavano l'ape regina e sfatando l'errata convinzione, diffusa al tempo, che fossero invece portatori d'acqua dell'alveare. Introdusse nel resto del mondo l'ape carnica, originaria della Slovenia centrale, e divulgò le scoperte di altri naturalisti sulle api, tra cui Giovanni Antonio Scopoli.

Dove ammirare l'apiario di Anton Janša

Sebbene la casa natale di Anton Janša non esista più, è possibile ammirare il suo apiario a Breznica, costruito intorno al 1734, che si trova ancora orgogliosamente nello stesso punto e permette ancora oggi di conoscere la storia dell'apicoltura e la vita dell'apicoltore sloveno. La struttura originale, ricostruita nel 1965, è stata sottoposta a un restauro completo nel 2017, con l'utilizzo di materiali tradizionali e naturali, rispettosi sia delle api che dei visitatori.

L'alveare di Janša è stato dichiarato monumento di importanza locale. Ad Anton Janša sono dedicati, inoltre, il Museo dell'apicoltura di Radovljica e un Centro studi sull'apicoltura nella valle di Završnica.

Le api sono un tipo di mosche, create da Dio perché con la loro diligenza e il loro instancabile lavoro provvedano alle esigenze dell'uomo di prodotti insostituibili come il miele e la cera. Tra tutte le creature del Signore, non ce n'è altra che sia allo stesso tempo utile, docile e poco esigente, com'è l'ape.

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