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Come spiegare Dante ai bambini

di Niccolò De Rosa - 22.03.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
L'autore della Divina Commedia è considerato il padre della lingua italiana, ma non solo. Ecco come spiegare Dante ai bambini

In questo articolo

Perché spiegare Dante ai bambini?

Dante Alighieri è una figura centrale per la cultura del nostro Paese: in Italia non esiste città o paesino che non abbia una via, una strada o una piazza intotalata a Dante e anche la persona meno meno avvezza alle letture umanistiche ne conosce l'inconfondibile sagoma, se non altro perché è ritratto sul dorso delle monete da due euro coniate dalla nostra Zecca.

Insomma, che ce ne si accorga o meno, il nostro quotidiano "trasuda" Dante e anche senza bisogno di addentrarsi in complicate questioni filologiche, sarebbe bene che fin da piccoli i bambini familiarizzassero con questo personaggio, magari sviluppando la consapevolezza che ogni volta che parlano (o scrivono) nella nostra bella lingua, dovrebbero essere un po' grati allo "zio" Dante. Ci sono anche tante frasi di Dante per bambini.

Chi era Dante Alighieri?

Dante Alighieri fu un poeta e letterato fiorentino che visse tra il XIII e il XIV secolo. In realtà il suo vero nome era Durante di Alighiero degli Alighieri, perché all'epoca non tutti avevano il cognome (solo le famiglie più importanti ne sfoggivano uno) ed era abitudine identificare una persona citandone anche il padre.

Nacque nel 1265 e anche se non sappiamo bene il giorno esatto, si data l'evento tra il 21 maggio e il 21 giugno, poiché lo stesso Dante ci ha tenuto ad informarci di essere del segno dei Gemelli in quanto, da buon medievale, era convinto che le influenze degli astri fossero importanti nel destino di una persona. Membro di una famiglia benestante (anche se non tra le più prestigiose della città), Dante fu molto attivo nella turbolenta vita politica di Firenze, che allora era scombussolata da continue lotte interne e dal duro scontro tra guelfi (sostenitori del Papa) e ghibellini (sostenitori dell'Impero, l'altra grande autorità che regnava in Europa). Dante era un guefo, anzi un guelfo Bianco, che ad un certo venne a scontrarsi con la fazione dei guelfi Neri, i quali ebbero la meglio e cacciarono i loro avversari, tra cui Dante stesso. Dante infatti dal 1302 venne esiliato dalla su città (che al tempo era una patria vera e propria) e vissa da esule fino alla sua morte, giunta nel 1321. Grand parte della Divina Commedia fu scritta proprio durante il periodo dell'esilio.

Insomma, Dante Alighieri non fu affatto un "topo di biblioteca", ma ebbe una vita molto movimentata!

Le opere

La sua opera più importante è naturalmente la Divina Commedia (anzi, Commedia, l'aggettivo "divina" lo aggiu se Boccaccio), l'intramontabile poema allegorico in cui Dante racconta il suo viaggio nell'aldilà attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso, ma prima del suo capolavoro fu poeta stilnovista (ossia aderente ai canoni del Dolce Stil Novo) e cantò l'amor cortese nelle Rime giovanili e nella Vita Nova, una specie di raccolta autobiografica in cui Dante termina il proprio processo di maturazione e sancisce il legame tra la scrittura e la sua visione dell'Amore per Beatrice (la sua donna-angelo), che rappresenta l'unico sentimento in grado di elevare l'essere umano.

Dante però scrisse anche di politica (De Monarchia), della propria concezione di filosofia e, in generale, del intero sapere umano (Convivio) e si occupò anche di linguistica con il De Vulgari Eloquentia, un trattato in latino dove si occupa di quella lingua volgare che lui stesso avrebbe nobilitato qualche anno dopo proprio con la Divina Commedia.

Perché Dante è così importante?

Insieme ai suoi "colleghi" Petrarca e Boccaccio, Dante è considerato il "padre della lingua italiana". Prima di Dante infatti era il latino la lingua letteraria per eccellenza, mentre il volgare (ossia la lingua del vulgo, del popolo) era riservata solo al modo di parlare quotidiano o a componimenti di minore importanza.

Il Dolce Stil Novo cominciò a scardinare questa concezione ma fu proprio Dante Alighieri a conferire un'altissima dignità letteraria ed artistica ad un dialetto - il volgare fiorentino - che divenne una lingua vera e propria, tanto che secoli dopo venne presa a modello per strutturare l'Italiano moderno. Senza la Divina Commedia e il lavoro di Dante oggi, forse, non parleremmo la stessa lingua che invece utilizziamo ogni minuto della nostra vita.

Ma i meriti di Dante non finiscono qui: nella Divina Commedia (l'opera lettararia italiana più famosa nel mondo) , con i suoi mostri infernali, le penitenze divine e i personaggi descritti il Sommo Poeta ha infatti regalato uno straordinario affresco della società medievale italiana, consentendoci di capire più da vicino come poteva ragionare un uomo di quel tempo.

L'Inferno di Dante

L'Inferno di Dante è la parte più citata e conosciuta della Commedia, nonché quella più affascinante (anche per un bambino). Qui infatti Dante si sbizzarisce a inventare pene fantasiosissime (e spesso truculente) per i dannati seguendo il principio del contrappasso, il quale regola le pene "invertendo" la colpa o rendendole simili ai peccati commessi. Qualche esempio? Così come in vita si sono lasciati trasportare dalle passioni, così i lussoriosi vengono sballottati in eterno da una tempesta divina (contrappasso per analogia). Gli ignavi invece, che in vita non presero mai una decisione e sono sempre rimasti fermi, all'Inferno devono correre continuamente punzecchiati da sciami d'insetti.

Altro grande elemento di fascino sono poi i mostri infernali, spesso presi in prestito dalla mitologia, come Minosse, il giudice che decide il girone di destinazione dei dannti o Cerbero, il cane a tre teste che fa la guardia al terzio cerchio dell'Inferno.

Dante e Beatrice

L'amore di Dante verso Beatrice è probabilmente il tema cardine dell'intera opera dantesca.

Il nostro Sommo Poeta infatti era sposato con Gemma Donati - dalla quale ebbe anche quattro figli - ma come spesso accadeva all'epoca, il suo vero amore era riservato ad un'altra donna, Beatrice appunto, che però non lo ricambiava e morì molto giovane. Di questa donna angelica Dante ne descrisse l'apparizione nella Vita Nova e che poi ne fece una delle sue guide, insieme a Virgilio e San Bernardo, nel viaggio ultraterreno narrato nella Divina Commedia.

L'amore cantato da Dante però è ben più di una passione o un'infatuazione romantica per una bella donna: l'amore dantesco è un sentimento che eleva l'anima dell'uomo, che lo rende migliore e lo porta ad avvicinarsi a Dio, che infatti il poeta identifica con l'Amore stesso («l'amor che move il Sole e l'altre stelle»). In questo modo Beatrice non è più solo una fonte d'ispirazione per comprre sonetti, ma un vero angelo che salva l'anima di Dante!

Libri per ragazzi su Dante

Per aiutare i più giovani ad avvicinarsi a Dante si più ricorrere alla letteratura per ragazzi, in grado di offrire un primo sguardo sulla complessa figura del poeta fiorentino. Ecco qualche titolo

Dante per bambini (Inferno e Purgatorio) di Federico Corradini

In questi due volumi dedicati all'Inferno e al Purgatorio descritti da Dante nella Divina Commedia, Federico Corradini, insieme alle illustrazio di Silvia Baroncello, racconta i personaggi e i luoghi che Dante e Virgilio incontrano lungo il loro cammino di risalita verso il cielo.

La Divina Commedia raccontata ai bambini di Annamaria Piccione (Mondadori)

Attraverso un'originale riscrittura, la Commedia si trasforma in un romanzo d'avventura che tra incontri inaspettati, scenari mozzafiato, demoni brontoloni e canti angelici conduce Dante nei tre regni dell'aldilà, accompagnato dalle immagini lievi e ironiche di Francesc Rovira.

La divina avventura. Il fantastico viaggio di Dante di Cerni, Gambino e Distefano (Coccole Books)

Il libro ripercorre le principali tappe del viaggio di Dante, seguendo il racconto della Commedia attraverso l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso e assumendo lo sguardo di un bambino.

Il mio amico Dante di geronimo Stilton (Piemme)

Il giornalista più famoso di Topazia incontra Dante Alighieri e ne offe una rilettura a misura di ragazzo.

Divina Commedia - Activity Book: i mostri di Dante di Guccinelli. Vaiol e Volpi (Salani)

Un viaggio che raccongta diciassette personaggi mostruosi dell' Inferno legati ad altrettante minacce e che, attraverso racconti, esempi, fumetti e giochi, stimola i ragazzi ad affrontarli con arguzia e pensiero critico, ma soprattutto con leggerezza e ironia.

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