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Leggere i libri ai bambini: uno strumento per crescere e stabilire relazioni

di Nostrofiglio Redazione - 24.11.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Leggere ai bambini è importante perché permette di stabilire delle relazioni attraverso lo sviluppo del linguaggio

Leggere ai bambini: uno strumento per crescere e stabilire relazioni

Perchè leggere ai bambini è così importante? Ce lo spiega la pedagogista Silvia Ferretti, raccontandoci i benefici del favoloso mondo della lettura.

Tra le varie forme di comunicazione di cui l'essere umano si serve, il mezzo più comune e diffuso è costituito dal linguaggio verbale.

Il linguaggio non costituisce unicamente uno strumento per comprendere i messaggi di altre persone, ma è anche un mezzo per conoscere l'ambiente che ci circonda e le sue principali caratteristiche.

Proprio parlando con altre persone, infatti, il bambino viene a conoscenza del mondo che lo circonda, per cui è stimolato all'esplorazione e alla ricerca, può allargare i suoi orizzonti conoscitivi e arricchire le sue esperienze, superando i limiti percettivi in una visione più completa e dinamica della realtà.

L'educazione linguistica in famiglia e nelle comunità educanti, riveste una funzione molto importante: ha lo scopo di sviluppare il linguaggio attraverso l'acquisizione di competenze comunicative e far sì che non si riduca alla semplice ripetizione di parole non comprese né interiorizzate.

Attraverso il dialogo e l'interazione verbale si può fornire al bambino un valido modello di riferimento linguistico, che si può integrare con simpatici scioglilingua e divertenti canzoncine.

C'è anche un altro ottimo strumento che contribuisce alla promozione dello sviluppo del linguaggio: la lettura.

La pratica della lettura favorisce nel bambino molteplici abilità che veicoleranno la sua mente per tutto il percorso della vita.

L'aspetto ancor più di spessore nel proporre un libro ai bambini è quello legato alla relazione. Una relazione molto profonda che si crea tra chi legge e chi ascolta.

Quando leggiamo una storia, il bambino ha un coinvolgimento attivo perché il nostro rapporto con lui è diretto e continuo.

La lettura ad alta voce crea una condivisione tra le parti, un momento esclusivo. E' proprio così! Leggere è un momento esclusivo!

Nel momento in cui il genitore o il caregiver legge un libro al bambino, non può fare altro e per il bambino sentire centrata tutta l'attenzione su di sé, è una sensazione incomparabile.

E' fondamentale creare intorno a quel momento un'atmosfera raccolta, di tranquillità e di concentrazione.

Leggendo ai bambini è consigliabile fare di frequente delle brevi pause e lasciare talvolta il discorso come in sospeso (ad esempio: "Il cavaliere si fermò all'entrata della caverna, guardò dentro e vide…").

I bambini avranno in tal modo la possibilità di elaborare meglio ciò che stanno ascoltando, e anche quella di partecipare con forte coinvolgimento al racconto (ad esempio, immaginando per proprio conto ciò che il cavaliere potrà aver visto).

Il libro diventa il mediatore di una relazione

Questa intima relazione che si crea attraverso l'utilizzo degli albi illustrati, permette di affrontare con il bambino tematiche importanti e a volte delicate.

Certi racconti molto semplici si prestano a essere reinterpretati utilizzando bambolotti, burattini o le ombre cinesi.

Ecco, quindi, che si ha l'opportunità di conversare con il bambino sui contenuti delle favole, sui temi basilari: il rapporto con i genitori, le emozioni come la paura, la gioia, la tristezza, lo stupore.

Si possono contestualizzare i personaggi e le loro qualità (buoni e gentili o crudeli e arroganti) e verbalizzare i loro sentimenti e i loro comportamenti: "Perché ha fatto questo?" "Doveva essere proprio impaurito!" "Tu cosa avresti fatto?"

L'importante è che si resti sempre su un piano giocoso e che non venga chiamato in causa il bambino stesso ma che si drammatizzi la storia mantenendo viva la voce e l'azione del personaggio in corso.

Che cosa può nascere dalla lettura di una favola?

Possono nascere molte idee!

Si può invitare il bambino a interpretare la favola con un disegno.

Un'altra idea è quella dell'inversione dei ruoli: è il bambino che racconta la favola all'adulto, come se questo fosse un bambino.

Inoltre, si può drammatizzare la storia.

Sceneggiarla insieme, divenendo attori. Il bambino può essere uno dei personaggi; l'adulto può interpretare, di volta in volta, con voci e mimiche diverse, tutti gli altri.

E' possibile poi inventare qualche fiaba o storia con i bambini stessi. Lo si può fare iniziandola, poi chiedendo loro un suggerimento su come proseguire, poi andando avanti fino a un nuovo bivio in cui si chiede nuovamente un suggerimento e così via.

 

Come si può allenare l'abitudine alla lettura fin dalla tenera età?

Per i bambini non esiste un tempo definito sufficiente ad allenare l'abitudine alla lettura.

Esiste però una buona procedura. Inserire la lettura nella sua routine fino a farlo divenire un suo stile di vita.

Quindi attrezzando per lui, inizialmente, e con lui successivamente, un "angolo della lettura", dove leggere e riporre i libri di varia natura e dove creare uno spazio di cura e ascolto. La lettura diventerà così per il bambino un buon compagno.

Insomma, il potere della lettura aiuta il bambino a conoscere e a parlare bene. I momenti più adatti dipendono dai suoi ritmi.

La costanza è strategica. Per i curiosi. Per chi vuole sorridere. Per i bambini che divengono grandi…lettori!

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