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Tosse e raffreddore nei bambini: 13 cose che (forse) non sai

Di Simona Regina
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28 Novembre 2017 | Aggiornato il 10 Settembre 2018
Che fare per gestire e prevenire questi fastidiosi malanni di stagione? L’abbiamo chiesto a Renato Cutrera, direttore della broncopneumologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

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Raffreddamenti e infiammazioni delle alte vie respiratorie (URI) rappresentano una delle cause più frequenti che inducono a consultare il pediatra. In particolare dall'inizio dell'autunno e fino a quando fa freddo.
Che fare per gestirle e prevenirle al meglio? L’abbiamo chiesto a Renato Cutrera, direttore della broncopneumologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e presidente della Società italiana malattie respiratorie infantili.

 

1 Mio figlio sta sempre male

I bambini piccoli, in età prescolare (quindi fino ai 6 anni), hanno in media 6 episodi di infezioni delle vie respiratorie superiori all'anno: tosse, raffreddore, mal di gola. Ma le infezioni alle alte vie respiratorie possono essere ancora più frequenti, anche una al mese, nel periodo tra settembre e aprile. In questo caso si parla di infezioni respiratorie ricorrenti (IRR): un quadro clinico non insolito in età pediatrica. In particolare i più colpiti sono i bambini che frequentano l'asilo nido. Del resto, il sistema immunitario dei bambini, nei primissimi anni di vita, non è completamente maturo. “Il bambino non ha ancora una memoria immunologica perché deve ancora conoscere i germi presenti nell’ambiente e dove ci sono più bambini circolano più germi. Ecco perché si ammalano più spesso”. Tuttavia, arrivati alla scuola primaria, sono meno vulnerabili per i meccanismi di difesa sviluppati negli anni precedenti.

 

 

2 Che faccio?

È comprensibile che un genitore si preoccupi, ancor di più se alle prime armi. “Ma possiamo rassicurarli” afferma Cutrera. “È del tutto normale che nel corso dell’anno un bambino/a affronti episodi lievi di raffreddamento e infiammazione senza febbre o con febbre non molto alta che non dura più di 48 ore, con tosse che va e viene per alcuni giorni e un po’ di raffreddore che dura al massimo una settimana. In questo caso non è necessario correre dal pediatra”. È opportuno invece consultarlo “se il raffreddore dura più a lungo, se la tosse persiste tutti i giorni per 4 settimane (può essere il campanello di allarme che qualcosa non vada), in caso di febbre alta, che non va via dopo tre giorni e compromette lo stato generale, per cui il bimbo è poco vigile”.

 

3 Quando il naso cola o è chiuso

Il raffreddore è tra le infiammazioni più frequenti delle alte vie respiratorie. È normalmente caratterizzato da ostruzione, congestione, sgocciolamento e secrezione nasale dovute a infezioni virali del tratto respiratorio superiore. Di solito si può curare con l'aspirazione del naso e lavaggi nasali con soluzioni saline. Da evitare, soprattutto nei bambini più piccoli, l'utilizzo di antistaminici, decongestionanti nasali, espettoranti o antitussivi per i possibili effetti collaterali.

 

4 Aiuto: ha la tosse

La tosse è un meccanismo di difesa. La forma più frequente nei bambini è quella acuta: un fastidio che tipicamente si risolve in 4-5 giorni. Per alleviarlo si può ricorrere a rimedi non farmacologici, come per esempio bere molto: i liquidi hanno un effetto emolliente, rendendo il muco fluido e quindi più facilmente eliminabile. Può essere utile anche cercare di umidificare l'ambiente per inumidire le vie aeree e sciogliere il catarro.

 

 

5 L'importanza della convalescenza

In caso però di infezioni respiratorie ricorrenti (quindi se il bambino si ammala più volte durante l’inverno, anche una/due volte al mese), “il pediatra può valutare l’opportunità di intervenire con un immunomodulante per rinforzare le difese immunitarie” spiega Cutrera. Che sottolinea anche l’importanza della convalescenza: “bisogna dare il tempo necessario all’organismo di rimettersi e di fare di nuovo il pieno di difese immunitarie e la convalescenza è la migliore medicina. Per questo nei casi più gravi e persistenti si consiglia di sospendere per un po' la frequentazione del nido”.

 

6 Il mal di gola

Anche il mal di gola, inteso come sensazione dolorosa localizzata alla faringe, e in particolare la faringite acuta rappresenta una delle infiammazioni più comuni in età pediatrica.  
La causa più comune di mal di gola è la faringite virale, mentre tra le forme batteriche la faringite streptococcica è la più frequente e in circa la metà dei casi decorre in forma sub-clinica, cioè senza evidenti segni clinici, motivo per cui vanno sempre valutati i possibili sintomi associati (febbre, difficoltà respiratoria, rapidità di insorgenza) e va eventualmente eseguito, ovviamente su indicazione del proprio pediatra, un tampone faringeo per valutare la necessità della terapia antibiotica, perché è appunto un esame per diagnosticare le forme di mal di gola batteriche.  Altrimenti, tendenzialmente la faringite virale passa da sé in pochi giorni, senza bisogno di farmaci. Ma se necessario, sempre su consiglio del pediatra, si può ricorrere alla somministrazione di paracetamolo o farmaci anti-infiammatori non steroidei (ibuprofene) per alleviare il dolore o in caso di febbre alta. Importante una buona idratazione: quindi far bere tanta acqua.

 

 

Per affrontare e prevenire tosse e raffreddore, non sottovalutate:

 

7 l’importanza del sonno. I bambini (ma il discorso vale anche per noi adulti) devono dormire a sufficienza perché la carenza di sonno, specie se cronica, abbassa le difese immunitarie. “Indebolisce l’organismo, e di conseguenza si è meno pronti a difendersi da virus e batteri in agguato” chiarisce Cutrera.
   

8 l’importanza di una sana alimentazione: in particolare, assicuratevi che i pasti giornalieri comprendano sempre frutta e verdura, il cui consumo fa bene per l’apporto di vitamine dagli effetti antivirali. Da evitare bibite e cibi con troppo zucchero che rallentano la funzione immunitaria.
   

9 l’importanza dell’attività fisica, perché l'esercizio riattiva la circolazione del sangue potenziando la funzione immunitaria.
   

10 l’importanza di lavarsi le mani: lavaggi frequenti e accurati possono contrastare la circolazione dei germi.
   

11 l’importanza di stare all’aria aperta, anche d’inverno: perché vestendosi adeguatamente il freddo non fa male. Quindi molto meglio coprirsi bene e uscire un po' di casa, che non restare chiusi in un ambiente bello caldo in cui i virus prolificano e si diffondono con maggiore facilità.

 

12 l’importanza di respirare un’aria pulita: “quindi non esponete i vostri figli al fumo passivo ed evitate di portarli col passeggino in strade con alta densità di traffico veicolare. Inoltre, se abitate in zone molto trafficate e soprattutto ai primi piani, per arieggiare approfittate delle ore notturne” consiglia il medico.

 

13 l'importanza della vaccinazione antinfluenzale annuale: “è sicuramente indicata come forma di prevenzione attiva delle infezioni delle alte vie respiratorie per quei bambini che hanno patologie croniche, quindi sono pazienti più vulnerabili” chiarisce Cutrera.