Viaggi in famiglia

Abruzzo e Molise, itinerario con i bambini

Di Ettore Pettinaroli
29 Aprile 2014
Il piacere di scoprire le piccole grandi meraviglie del nostro Paese. E' questo il filo conduttore di un itinerario tra Abruzzo e Molise, che pur discostandosi dalle spiagge e dalle più rinomate città d'arte di questo lembo d'Italia, non mancherà di affascinare e sorprendere i bambini.
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Civitella del Tronto

Ci sono tanti paesi in Italia che si chiamano Civitella. E sono tutti luoghi speciali, certamente molto antichi perché il loro nome deriva dalla parola latina civitas. Civitella del Tronto (TE) è tra i più belli. Colpisce la fantasia già da lontano, quando percorrendo la strada che unisce Teramo e Ascoli Piceno compare all'improvviso come una fortezza inviolabile sulla cima di un cocuzzolo roccioso. Un tempo era l'estremo avamposto del Regno di Napoli al confine con lo Stato Pontificio. Per essere sicuri che nessun esercito potesse conquistarla gli Spagnoli vi costruirono una fortezza immensa, tra le più grandi d'Europa, lunga ben 500 metri. In effetti nessuno riuscì a distruggerla. Così, attraversato il ponte levatoio, si può trascorrere un'intera giornata camminando lungo bastioni e camminamenti, visitando gli alloggiamenti militari, le carceri, le polveriere, ma anche i forni, le stalle, le cisterne,. Tutto al plurale, perché ci abitava davvero un sacco di gente. Poi si scende in paese, tutto in pietra e con le strade dette rue, come in Francia. Curioso, vero? C'è ne è una strettissima. La chiamano “ruetta” e per alcuni è la più angusta d'Italia. Magari non è proprio così, però fa davvero impressione. Chi ci abitava non soffriva certo di claustrofobia.

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Sulmona

Per soddisfare la maestra, al ritorno a casa si può raccontare di avere visitato la città natale di Ovidio, uno dei più importanti poeti latini. Doveva avere un bel caratterino, visto che a causa di alcuni suoi scritti l'imperatore Augusto lo mandò in esilio nella zona delle lontanissime foci del Danubio. E di lui si racconta che leggesse con i piedi, tanto che nella Chiesa di S. Annunziata c'è una sua statua del XV secolo che lo ritrae con una corona di alloro e un grosso libro proprio sotto i piedi. Ovidio scrisse numerose poesie d'amore. Tutte dolcissime. Proprio come i confetti, che hanno reso famosa in tutto il mondo la cittadina abruzzese. Naturalmente sono buonissimi e realizzati con tutte le varianti possibili della lavorazione della pasta di mandorle. Ma qui sono anche belli da vedere. Le vetrine di decine di negozi, infatti, traboccano di fiori e composizioni di fantasia completamente realizzati proprio con i confetti. Nessun dubbio su quale possa essere il souvenir di una gita a Sulmona, dunque. Ai dolcetti che accompagnano le feste più importanti, dal battesimo al matrimonio, è perfino dedicato il Museo dell'arte e della tecnologia confettiera, che ha sede nella fabbrica di confetti Pelino una delle più antiche e conosciute della città. Ci vanno tutti, non solo i ghiottoni.

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Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Sono una quarantina gli esemplari di Orso marsicano che vivono nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Sembrano tanti, ma è difficilissimo vederli. Ma in fondo è una fortuna,. Anche se di animo buono, gli orsi a volte si innervosiscono e allora sono guai. Meglio ascoltare i racconti dei guardia parco, farsi accompagnare da loro nelle zone che frequentano per osservarne le tracce e, a volte, le carcasse degli altri animali che hanno avuto la sfortuna di incontrarli quando gli orsi avevano fame. Oppure si va al Centro Visita dell'Orso di Villavallelonga (AQ) dove si possono ammirare immagini, video 3D e pannelli illustrativi. Molto più tranquilla è la passeggiata nella Riserva integrale della Camosciara, nel comune di Civitella Alfedena (AQ). L'accesso è limitato per non disturbare gli animali, che però si possono davvero osservare numerosi e da vicino. Anche in questo caso conviene farsi accompagnare dalle guide del Parco: bisogna camminare un pochino, ma con loro si va a colpo sicuro e si possono imparare tante cose sulle abitudini degli abitanti dell'area protetta. Al ritorno dalla passeggiata si fa tappa al Centro visita di Civitella Alfedena (AQ) dove ci sono anche due aree recintate dove vivono rispettivamente il lupo appenninico e la lince. Il Parco però non è solo degli animali. A Villetta Barrea c'è il Museo della Transumanza che racconta un sacco di storie sui pastori e sulla loro vita faticosa su e giù per le montagne del Parco insieme alle greggi: ci sono i loro equipaggiamenti, gli attrezzi per la produzione della lana e del formaggio, le immagini dei luoghi dove dormivano. Chi se le immaginava tutte queste cose?

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Agnone

Vi ha emozionato il suono delle campane della Basilica di San Pietro in occasione dell'elezione di Papa Francesco? Sappiate che quei rintocchi magici nascono in questo piccolo paese dell'Appennino molisano dove fin dal Medioevo è attiva quella che è diventata la più famosa fabbrica di campane del mondo: la Pontificia Fonderia Marinelli. E' davvero affascinante osservare da vicino come nascono le campane, dalle più nobili e importanti delle grandi cattedrali a quelle utilizzate nelle più sperdute chiesette il cui suono spesso scandisce come un orologio le giornate di chi lavora nei campi. Ma altrettanto interessante è la visita al Museo storico della Campana "Giovanni Paolo II". C'è la più vasta collezione al mondo di bronzi sacri, tra cui la preziosa “Campana dell'anno mille”, ma anche i modelli e i calchi delle realizzazioni artistiche più famose e gli antichi attrezzi utilizzati per la loro realizzazione. La visita può essere condotta da una guida, così è facile scoprire segreti e trucchi utilizzati per rendere unica ogni campana, ed è preceduta dalla proiezione di un filmato che percorre le varie fasi di lavorazione.

Civitella del Tronto

Ci sono tanti paesi in Italia che si chiamano Civitella. E sono tutti luoghi speciali, certamente molto antichi perché il loro nome deriva dalla parola latina civitas. Civitella del Tronto (TE) è tra i più belli. Colpisce la fantasia già da lontano, quando percorrendo la strada che unisce Teramo e Ascoli Piceno compare all'improvviso come una fortezza inviolabile sulla cima di un cocuzzolo roccioso. Un tempo era l'estremo avamposto del Regno di Napoli al confine con lo Stato Pontificio. Per essere sicuri che nessun esercito potesse conquistarla gli Spagnoli vi costruirono una fortezza immensa, tra le più grandi d'Europa, lunga ben 500 metri. In effetti nessuno riuscì a distruggerla. Così, attraversato il ponte levatoio, si può trascorrere un'intera giornata camminando lungo bastioni e camminamenti, visitando gli alloggiamenti militari, le carceri, le polveriere, ma anche i forni, le stalle, le cisterne,. Tutto al plurale, perché ci abitava davvero un sacco di gente. Poi si scende in paese, tutto in pietra e con le strade dette rue, come in Francia. Curioso, vero? C'è ne è una strettissima. La chiamano “ruetta” e per alcuni è la più angusta d'Italia. Magari non è proprio così, però fa davvero impressione. Chi ci abitava non soffriva certo di claustrofobia.
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