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Bambini in vacanza con i nonni, 10 consigli anti ansia

Di Simona Regina
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24 Luglio 2015 | Aggiornato il 21 Agosto 2017
​Andare in vacanza con i nonni può essere per un bambino un momento di grande crescita. Il piccolo, però, va preparato per tempo e la separazione deve avvenire in modo graduale. Ai nonni bisogna spiegare le abitudini del nipote, senza essere troppo rigidi. L'importante è far sentire al piccolo che vi fidate di loro. Ecco 10 consigli per gestire al meglio le vacanze con i nonni.​

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Alcuni lo fanno a tempo pieno, praticamente tutti i giorni. Altri, invece, fanno baby-sitting di tanto in tanto, qualche giorno alla settimana. Stiamo parlando dei nonni, che secondo l’Istat si collocano al primo posto tra coloro che si prendono cura dei più piccoli quando non sono a scuola e i genitori sono impegnati. 


E poi ci sono loro, i nonni che vivono in altre città, e che non vedono l’ora che finisca la scuola per trascorrere le vacanze in compagnia dei nipoti con cui non possono condividere la quotidianità durante il resto dell’anno. E in effetti, anche (o soprattutto) d’estate, per molte famiglie poter contare sulla disponibilità dei nonni è un’ancora di salvezza, quando la scuola chiude i battenti ma per mamma e papà non è ancora arrivato il momento di andare in ferie. Ecco 10 consigli per mandare il bambino in vacanza con i nonni senza ansie:

 

1 Prima di partire preparate il piccolo alla vacanza dai nonni
Se si tratta della prima volta, è importante preparare il passaggio di consegne, rassicurando il bambino e dando ai nonni le informazioni essenziali sulle abitudini del nipotino o della nipotina.

 

“Perché se è vero che i bambini si adattano piuttosto facilmente, è anche vero che mantenere anche in vacanza alcune abitudini (per esempio la lettura di un libro per addormentarsi, gli stessi cereali a colazione) può rendere più facile trascorrere giorni e giorni lontani da casa” spiega Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore all’università Statale di Milano.


“Ovviamente dipende dall’età (generalmente dopo i tre anni sono più pronti ad affrontare la separazione), dall’aver già dormito qualche notte senza mamma e papà, e dal tipo di relazione instaurata con i nonni, ma in generale un bambino affronta meglio il distacco se preparato” aggiunge.


Allora che fare? “Spiegategli che trascorrerà un po’ di tempo solo con i nonni mentre voi rimarrete a lavorare. Parlategli della vacanza che farà. Mostrategli foto del luogo in cui andrà e coinvolgetelo nel preparare la valigia, in modo che possa scegliere alcuni oggetti da portare con sé: il suo giocattolo speciale, la sua tazza della colazione, ecc.”.

 

2 Se è la prima vacanza con i nonni, il distacco deve essere graduale
La durata della vacanza è bene che sia misurata, oltre che sulla disponibilità dei nonni, anche sulla fase di crescita del bambino. “Per bambini più piccoli, per esempio, è opportuno che il distacco avvenga in modo graduale - per cui i primi giorni meglio stare a casa dei nonni tutti insieme - e che la separazione non sia troppo prolungata, per cui mamma e papà ci sono nel fine settimana” aggiunge Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dello sviluppo all’università di Roma e autrice, tra gli altri, del saggio "Arrivano i nonni".

 

I bambini così hanno l’opportunità di ambientarsi e “alla fine non c’è da stupirsi se chiederanno di rimanere il più possibile in vacanza con i nonni e di ripetere l’esperienza anche gli anni successivi”.

 

3 I nonni devono essere disponibili a giocare con il nipote

La vacanza con i nonni può essere un’esperienza, affettiva e di crescita, speciale. Ovviamente, al successo concorrono diversi fattori. Se il bambino ha l’opportunità di conoscere e giocare con altri bambini e i nonni sono liberi da impegni e pronti a mettersi in gioco (il che significa anche stancarsi) la vacanza funziona meglio. “I nonni devono cioè essere pronti a stravolgere la loro routine, per giocare, proporre attività di svago e divertimento e trascorrere in relax il tempo con i nipotini” suggerisce Ferraris.

Leggi anche: 10 regole d'oro per essere dei buoni nonni


4 Se al piccolo viene un po' di malinconia, il nonno può raccontare una storia
In particolare nei primi tre anni di vita, è plausibile che i bambini possano provare un po’ di nostalgia dei genitori, in particolare la sera, prima di andare a letto. “Raccontare una bella storia o leggere un libro può essere un buon modo per tranquillizzarli. I bambini sono curiosi e assetati di storie, per cui i nonni possono cogliere l’occasione per raccontare aneddoti del proprio passato. Anche il gioco, poi, è una forma di terapia naturale” specifica Ferraris.

 

5. Fissate degli appuntamenti telefonici giornalieri 

Inoltre “concordare appuntamenti quotidiani, al telefono o via Skype, può servire a mantenere un filo diretto con mamma e papà” aggiunge Pellai, che affronta il tema della separazione mamma/bambino nel libro "I papà vengono da Marte le mamme da Venere". E se la malinconia prende il sopravvento, i nonni sono avvisati: “mostrate comprensione e rincuorate il vostro nipotino dicendogli che sentirà presto la mamma, per esempio tra un’ora, e di tanto in tanto scandite il contro alla rovescia”. Insomma, con una manciata di coccole, una buona dose di divertimento e una spolverata di parole rassicuranti non è difficile scacciare la malinconia.

 

6 Non mostrate al piccolo la vostra ansia quando lo lasciate dai nonni
Una raccomandazione, però, va fatta anche ai genitori: “non mostratevi voi per primi ansiosi e al momento della partenza salutate vostro figlio con calore e entusiasmo, senza indugi: se la caverà bene anche senza di voi” rassicura Ferraris.


7 Non siate troppo rigidi se i nonni gli concedono qualche vizio
È bene, inoltre, che mamma e papà, se decidono di affidare il piccolo di casa ai nonni, non pretendano che quest’ultimi si attengano a uno schema rigido di regole e prescrizioni.

“Ben venga che forniscano una 'tabella di marcia' con i consueti orari di pappa, nanna e riposini, ma poi non devono fare i controllori a distanza, riducendo le telefonate a un resoconto dettagliato di ciò che ha mangiato, di quante ore ha dormito e per quanto tempo ha visto i cartoni animati. Ai nonni è consentito concedere piccole trasgressioni e qualche vizietto, tanto i bambini sanno che una volta a casa si torna alle solite regole. Purché, ovviamente, la vacanza non si traduca in giornate intere sul divano davanti la tv” afferma Pellai. Leggi anche: I nonni lo viziano!

 

8 Dimostrate al bambino di aver piena fiducia nei nonni
“E in ogni caso, prima della partenza, le raccomandazioni ai nonni, sulle abitudini che sarebbe opportuno mantenere anche in vacanza e su come gestire eventuali momenti di sconforto, meglio non farle in presenza dei bambini: per loro è importante percepire che mamma e papà hanno piena fiducia in nonno e nonna” aggiunge Ferraris.


9 La vacanza con i nonni è un'opportunità per fare nuove esperienze
Il bambino, lontano da mamma e papà, ma sotto lo sguardo attento e amorevole dei nonni, sperimenta, pian piano, la propria autonomia, in un ambiente diverso dal solito, dove ha l’opportunità di fare nuove esperienze. “Se la vacanza poi è a casa dei (o con i) nonni che abitualmente vivono distanti, l’estate diventa l’occasione speciale per creare una complicità e un legame affettivo che rimarranno per sempre nella memoria emotiva di entrambi (nonni e nipoti)” conclude Pellai. Un appuntamento che, se si rinnova di anno in anno, sarà atteso con trepida emozione dal piccolo che cresce. Leggi anche: Dormire dai nonni per una sera

 

10 E mentre il bambino è via, rinsaldate la vostra vita di coppia

Senza sottovalutare poi, che pur rimanendo in città a lavorare, mamma e papà possono “godere” di un periodo più o meno lungo in cui non sono investiti dalle responsabilità genitoriali e possono vivere a pieno la relazione di coppia.