Estate 2019

Come sfruttare le vacanze per migliorare la relazione con i figli

09 Luglio 2015 | Aggiornato il 01 Agosto 2019
Durante l'anno si vive di corsa e senza volerlo ci si perde un po'. Recuperare/migliorare il rapporto con i propri figli e ritrovare un buon clima familiare durante le vacanze, via o a casa, diventa dunque sempre più importante. Ecco 10 suggerimenti di Rosanna Schiralli, psicologa e psicoterapeuta, autrice di numerosi libri di psicologia per genitori
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1

I COMPITI: UN PO' AL GIORNO, MA IN VACANZA NO. E’ l’incubo che ci accompagna per tutta l’estate. L’ideale sarebbe toglierseli di mezzo subito dopo la fine della scuola così dopo non ci si pensa più. Ma sono pochi i virtuosi che lo fanno. Stabiliamo allora insieme al bambino una tabella di marcia, aiutandolo a pianificare la sua attività (ma senza fare i compiti al posto suo!). Se si lamenta che sono troppi, diciamogli che ci dispiace, che se fossimo state noi le maestre gliene avremmo dati di meno, così si sente compreso nel suo disagio: quelli che ci sono, però, bisogna farli. Ma quando mamma e papà sono in ferie, che si vada fuori o si resti a casa, niente compiti: la vacanza deve essere relax e spensieratezza per tutti.

2

AL CENTRO ESTIVO: SOLO SE NECESSARIO. Da quando finisce la scuola, sono tanti i bambini che vengono mandati ai centri estivi. Per carità, a volte non se ne può fare a meno, ma si tenga presente che le varie attività che si organizzano, per quanto giocose, richiedono un impegno continuo, per il fisico ma anche il cervello. Se possibile, limitiamo l’orario di permanenza, concediamo al bambino maggiore relax nel weekend o alterniamo il centro estivo con altre soluzioni, come la casa al mare dai nonni.

3

NIENTE SVEGLIA IN VACANZA! Se non ci sono programmi precisi, durante le vacanze sarebbe bello se i bambini potessero svegliarsi secondo i propri bioritmi, fare colazione con calma, lavarsi e vestirsi con i loro tempi, che sono fisiologicamente più lenti rispetto a noi adulti. Sarà più propenso a svegliarsi presto quando sarà necessario.

4

NO AL BABY CLUB H24! Ammettiamolo, è il sogno nascosto di tanti genitori quello di trascorrere le vacanze in un luogo di villeggiatura dove i bambini vanno quasi tutto il giorno al baby club mentre mamma e papà si dedicano a tutt’altro. Il desiderio di relax è legittimo, ma in vacanza bisogna essere un po’ più disponibili con i bambini, che hanno bisogno di condividere esperienze ed emozioni con i genitori, di sentirsi desiderati ed accettati, altrimenti si sentono come un pacco scaricato alla prima occasione. Pensiamoci: come ci sentiremmo noi se andassimo al mare con un’amica che, appena arrivate, ci molla e fa tutto tranne che stare con noi?

5

AL RISTORANTE, PARLA ANCHE CON LUI! Quante volte si vedono adulti al ristorante che chiacchierano solo tra loro di cose “da grandi” e bambini che sbadigliano o si lagnano, salvo giocare con l’ipad o giochini vari portati da casa o essere affidati alla baby sitter del locale. Un po’ ci può stare, ma i bambini desiderano anche stare con voi, intervenire nei vostri discorsi e sentirsi parte della famiglia. Ogni tanto parlate con lui di cose che interessano anche a lui!

6

LE BUONE MANIERE NON VANNO IN VACANZA. In vacanza i genitori tendono ad essere più permissivi e tolleranti con i figli, proprio per non creare conflitti e tensioni. Qualche deroga si può fare, però l’educazione e il rispetto delle buone maniere non possono andare in vacanza: non si corre nei corridoi degli alberghi, non si urla al ristorante, non si solleva la sabbia ai vicini d’ombrellone. Non bisogna aver paura di dire no, basta comunicare con fermezza quel che si può e non si può fare, senza dilungarsi con troppe prediche: siete voi i piloti dell’aereo!

7

MAMMA SONO STANCO! Andate al villaggio turistico o al mare e lo vedi stanco e lamentoso. Ma come è possibile che si lagni di essere stanco anche in vacanza? A meno che non sia reduce da una decina di corsi sportivi, probabilmente si sta annoiando. Proponigli di fare un gioco insieme: di colpo la stanchezza sparirà come per incanto!

8

OGNI TANTO LASCIA CHE SI ANNOI. Un po’ di noia però ogni tanto fa bene. I bambini di oggi non sono abituati ad annoiarsi, perché hanno sempre qualcosa da fare e se non ce l’hanno ci affrettiamo a trovargliela noi. Invece la noia è un’opportunità alla quale non dobbiamo sottrarre i nostri figli, perché dà loro la possibilità di rielaborare le esperienze vissute, aguzzare l’ingegno per inventarsi un nuovo gioco, stimolare la creatività, stare bene con se stesso anche se non ha niente da fare.

9

RICAVATEVI MOMENTI IN CUI STARE DAVVERO INSIEME. Non c’è niente che innervosisce di più un bambino che il finto interesse del genitore quando parla o gioca con lui. Almeno adesso che siamo in vacanza, ogni tanto dedichiamogli del tempo in cui stare solo con lui, senza guardare il tablet, parlare con l’amica e senza mostrare fretta o impazienza. Il bambino si accorge se stiamo parlando con lui ma pensiamo ad altro, se gli rispondiamo ma non lo ascoltiamo, se giochiamo ma non partecipiamo davvero al gioco. E’ importantissimo per la costruzione dell’autostima sentirsi interessante agli occhi del genitore, percepire che se gioca con lui è perché ci prova gusto, non perché gli sta facendo una concessione. Non occorre stargli dietro tutto il giorno, basta anche poco tempo, ma di qualità, dopodiché lui si dedicherà ad altro, contento e appagato.

10

AL RITORNO DALLE VACANZE, RIPRENDERE I RITMI NORMALI CON GRADUALITA'. In vacanza gli orari di sonno e pasti saltano, ma quando si avvicina il rientro a scuola, bisogna concedergli un periodo di assestamento per riprendere le “vecchie abitudini”: ogni giorno si va a nanna un po’ più presto e ci si sveglia più presto, si ricominciano a fare i pasti agli orari canonici, si controllano i compiti, si sfogliano insieme i libri nuovi, si sceglie l’astuccio e il diario. Insomma, si accompagna gradualmente il bambino al ritorno alla normalità.

I COMPITI: UN PO' AL GIORNO, MA IN VACANZA NO. E’ l’incubo che ci accompagna per tutta l’estate. L’ideale sarebbe toglierseli di mezzo subito dopo la fine della scuola così dopo non ci si pensa più. Ma sono pochi i virtuosi che lo fanno. Stabiliamo allora insieme al bambino una tabella di marcia, aiutandolo a pianificare la sua attività (ma senza fare i compiti al posto suo!). Se si lamenta che sono troppi, diciamogli che ci dispiace, che se fossimo state noi le maestre gliene avremmo dati di meno, così si sente compreso nel suo disagio: quelli che ci sono, però, bisogna farli. Ma quando mamma e papà sono in ferie, che si vada fuori o si resti a casa, niente compiti: la vacanza deve essere relax e spensieratezza per tutti.
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