Viaggi in famiglia

Gradara, la storia di Paolo e Francesca

Di Ettore Pettinaroli
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24 Aprile 2014
La storia d'amore più raccontata dai grandi poeti degli ultimi otto secoli ha avuto come teatro di svolgimento la Rocca di Gradara. Bisogna subito sottolineare che si tratta di un episodio realmente accaduto, ma che nel corso del tempo ha assunto toni da leggenda proprio per l'enfasi con cui è stata cantata da Dante Alighieri, Boccaccio, Petrarca, Foscolo e D'Annunzio.
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La storia d'amore più raccontata dai grandi poeti degli ultimi otto secoli ha avuto come teatro di svolgimento la Rocca di Gradara. Bisogna subito sottolineare che si tratta di un episodio realmente accaduto, ma che nel corso del tempo ha assunto toni da leggenda proprio per l'enfasi con cui è stata cantata da Dante Alighieri, Boccaccio, Petrarca, Foscolo e D'Annunzio, solo per citare gli autori italiani più conosciuti.

Era la seconda metà del XIII secolo quando Guido da Polenta, Signore di Cervia e Ravenna decise di dare in moglie la figlia Francesca a Giovanni Malatesta che lo aveva aiutato a sconfiggere un nemico. Costui però era davvero di brutto aspetto e per di più zoppo. La bella Francesca fu però convinta con un inganno: al posto dell'orribile Giangiotto (così era soprannominato il promesso sposo proprio a causa della zoppia) le fu presentato il di lui fratello Paolo, detto il Bello e l'assenso alle nozze fu immediato.

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Francesca si accorse troppo tardi del tranello in cui era caduta. Pur disperata diede al marito una figlia, chiamata Concordia. Ma soprattutto continuò a vedersi di nascosto con Paolo il Bello, che nonostante tutto aveva perdonato per l'inganno.

Giangiotto lo venne a sapere. Una mattina finse di partire per Pesaro ma subito rientrò nel castello da un passaggio segreto. Aprì la porta dell'appartamento di Francesca proprio mentre lei baciava l'amato cognato. Furibondo il marito tradito impugnò la spada. Nel momento in cui stava per colpire Paolo, Francesca gli si parò di fronte per far scudo a Paolo con il proprio corpo. Ma la spada di Giangiotto trafisse e uccise entrambi.

Sulla tragica vicenda fu avvolto un manto di silenzio, nessuno doveva sapere che cosa fosse davvero accaduto. Il corpo di Francesca fu trovato quasi per caso solo quattro secoli dopo quel giorno, di Paolo il Bello non si seppe più nulla. Nella Divina Commedia, Dante li collocò nel V girone dell'Inferno perché il loro peccato era comunque considerato molto grave. Però, impietosito, li fa vagare insieme per l’eternità.

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