Viaggi in famiglia

Lombardia, itinerario con i bambini

Di Ettore Pettinaroli
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28 Aprile 2014
Il verde di foreste e parchi, l'azzurro dei laghi. E' un mondo a tinte dolci quello che circonda Varese, non a caso definita città-giardino per la magnificenza dei parchi che circondano le sue dimore storiche. Ma tonalità soft, non significa noia. Al contrario. Ecco un itinerario durante il quale la sorpresa è sempre dietro l'angolo.
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Che dire, per esempio, dell'incredibile parata di treni d'epoca e carrozze del Museo dei Trasporti Ogliari, a Ranco? Quanti ricordi per mamma e papà, e di conseguenza quante storie da raccontare.

E, ancora, la meraviglia dei “paesi dipinti”, primo tra tutti Arcumeggia, con le case affrescate da grandi artisti contemporanei che raccontano sui muri storie di vita, di lavoro e di sport. Luoghi spesso segreti, talvolta da “conquistare” con l'aiuto del navigatore, ma assolutamente unici e divertenti.

Poi c'è il Lago Maggiore, un universo d'acqua sul quale si affacciano autentici tesori a misura di bambino. A cominciare dalla Rocca Borromeo di Angera. Sembra un normalissimo, seppur maestoso, castello. Sembra, per l'appunto. Ma una volta entrati sarà difficile convincere i piccoli ad abbandonare il Museo della Bambola e degli automi che si trova tra quelle mura. Qualche chilometro più a settentrione, l'Eremo di Santa Caterina del Sasso pare eternamente in bilico sulla scogliera strapiombante. E' bello raggiungerlo scendendo la lunga scalinata scavata nella roccia, salvo poi tornare al parcheggio approfittando dell'ascensore.

Di sicura presa sui più piccoli, sono anche le minicrociere a bordo di battelli e traghetti che fanno la spola sul Verbano. Meta d'obbligo sono le Isole Borromee, a ridosso della sponda piemontese del lago. Tra fastosi palazzi e giardini popolati da pavoni e pappagalli che svolazzano in libertà, anche in questo caso il ricordo rimarrà indelebile.

1) La Rocca Borromeo di Angera

Possente, solida, rassicurante. La Rocca Borromeo, costruita su uno sperone roccioso che domina il paese di Angera, controlla da nove secoli il passaggio di genti e merci sul Lago Maggiore e sulle sue sponde. Inutile dire che era molto difficile per i malintenzionati farla franca. O tornavano sui propri passi oppure finivano in prigione. Oggi entrare nella Rocca significa compiere un viaggio a ritroso nel tempo, che si dipana tra la Sala della Giustizia, con i suoi splendidi affreschi, il Cortile nobile, la Tinaia (un grande torchio per l'uva del XVIII secolo), le torri e le mura ancora inespugnabili.

Le bimbe però sono attratte soprattutto dal Museo della Bambola, suddiviso in 12 sale e con oltre mille pezzi in esposizione: bambole in stoffa, legno, plastica, cartapesta, ceramica, cera, alcune vecchie di secoli, raccontano la storia del giocattolo più famoso , e acquistato, al mondo.E per i maschietti? Loro si perderanno nelle sale del Museo degli automi, che raccoglie giocattoli e statuette automatizzate del XIX secolo provenienti soprattutto da Francia e Germania. Già, i robot sono molto più vecchi di quanto potevano immaginare.

Info: Rocca Borromeo, Angera (VA); tel.0331 931300; www.borromeoturismo.it

Stampa gratis il disegno da colorare della Rocca di Angera

2) Museo dei trasporti Ogliari

Che cosa ci fa quel treno parcheggiato nel verde della campagna a ridosso di Ranco? Qualche burlone gli ha rubato i binari condannandolo all'immobilità? Niente affatto. Basta guardarsi bene intorno per rendersi conto che di treni ce ne sono a decine, posti uno accanto all'altro a raccontare l'evoluzione della storia del trasporto attraverso mezzi e ambientazioni di grande suggestione. Non manca proprio niente: c'è un grande sezione dedicata alle carrozze, ci sono antichi autobus, tram (anche uno trainato dai cavalli) e filobus. Una cremagliera sembra arrampicarsi fino in cielo: si chiama Emmina e quando era in servizio superava pendenze impossibili.

La visita si conclude nella Città Ideale, un enorme plastico costruito con le proprie mani dal fondatore del Museo Francesco Ogliari con due chilometri di binari, 64 treni, impianti a fune, autobus, 180 scambi, 15 chilometri di rete elettrica, 680 carrozze, 193 locomotive. Chissà quanto si è divertito a costruirlo?

Info: Museo dei trasporti Ogliari, via Alberto 99, tel. 0331 975198, Ranco (VA); www.museodeitrasportiogliari.it

3) Eremo di Santa Caterina del sasso

Sembra appiccicato con la colla a una parete di roccia a strapiombo sulle acque del Lago Maggiore, vicino al paese di Leggiuno. E deve essere una colla molto resistente visto che l'Eremo di Santa Caterina è in quella posizione apparentemente precaria da quasi 900 anni. Ma chi mai può avere avuto un'idea tanto particolare? Secondo una leggenda fu un ricco mercante della zona che, salvatosi da un naufragio avvenuto durante la traversata del lago, decise di ritirarsi in preghiera e meditazione proprio su quella scogliera. Così fece costruire la cappella dedicata a Santa Caterina d'Egitto alla quale in seguito si aggiunsero altre due chiesette. E' invece assolutamente provato il miracolo di inizio '700, quando cinque enormi massi precipitarono sulla chiesa, ma restarono impigliati nella volta di una cappella, senza causare gravi danni, rimanendo sospesi per quasi due secoli. Per molti proprio a queste pietre "traballanti" è dovuto il nome all'Eremo che, per esteso, è Santa Caterina del Sasso Ballaro.

All'Eremo si arriva scendendo una scalinata panoramica di 286 gradini oppure, per chi arriva in barca, risalendo 80 scalini. Per i più pigri c'è anche un ascensore scavato nella roccia.

Info: Eremo di Santa Caterina dal Sasso, Via Santa Caterina 13, Leggiuno (VA), tel. 0332 647172; www.santacaterinadelsasso.com

4) Arcumeggia e i “paesi dipinti”

Non sempre dipingere sui muri delle case è vietato. Il paesino di Arcumeggia, immerso tra le foreste della Valcuvia, è famoso proprio per gli affreschi che colorano le facciate delle case. Ce ne sono più di 60 e sono opera di artisti molto famosi come Aligi Sassu, Migneco o Carpi. E' divertente girare tra i vicoli del borgo per scoprire dietro ogni angolo un nuovo dipinto: alcuni sono enormi e si notano subito, altri invece bisogna scovarli, magari con l'aiuto di una cartina che si può richiedere all'ufficio turistico. E' una vera e propria caccia al tesoro.

La maggior parte dei murales racconta storie di emigrazione e di lavoro nei campi. Uno, invece, raffigura una gara di ciclismo, perché questa è una zona molto amata dai corridori. Ci sono anche Coppi e Bartali, due campionissimi di tanti anni fa.

Bello vero? E se un solo paese dipinto non basta, a pochissimi chilometri di distanza da Arcumeggia se ne possono visitare altri: a Boarezzo gli affreschi sono incentrati sugli antichi mestieri e sulle tradizioni del borgo, mentre a Marchirolo i muri raccontano storie di contrabbando e di emigrazione.

Info: IAT, tel. 342 3805472; iatarcumeggia@provincia.va.it (aperto solo d'estate)

5) Isole Borromee

Tutti a bordo. Traghetti, battelli e motoscafi fanno la spola da un paese all'altro del Verbano. Ma come resistere a quelle tre splendide isolette di fronte a Stresa, sul versante piemontese del lago? Si chiamano Isola Madre, Isola Bella e Isola dei Pescatori. e formano l'arcipelago incantato delle Borromee. La più estesa è l'Isola Madre, famosa per il suo coloratissimo giardino di piante esotiche popolato da pavoni, pappagalli e fagiani che vivono in assoluta libertà. E per il solenne palazzo seicentesco che ospita tra l'altro una collezione di antichi Teatrini delle Marionette. L'Isola Bella fa onore al suo nome con lo splendido giardino all'italiana disposto su dieci terrazze digradanti verso le acque del lago. Sull'Isola dei Pescatori, infine, si trova un vero e proprio villaggio ricco di negozi di souvenir e ristorantini. E' divertente immaginare di vivere qui e prendere ogni mattina un motoscafo per andare a scuola. In ogni caso questo è il luogo giusto per la merenda.

INFO: Isole Borromee, tel 0323 30556; www.borromeoturismo.it

I consigli di nostrofiglio.it

I battelli della società Navigazione Lago Maggiore collegano i principali paesi del Verbano con regolari corse di linea ed effettuano anche il trasporto auto da una sponda all'altra tra Laveno e Verbania. Divertenti ed emozionanti anche per i bambini sono le crociere notturne con inclusa la cena a bordo. Per conoscere il calendario aggiornato conviene rivolgersi al numero verde 800.551801, oppure consultare il sito della compagnia: www.navigazionelaghi.it

Una giornata sportiva? Effettuate il periplo del Lago di Varese in bicicletta. Il percorso è quasi completamente pianeggiante, si svolge su una pista ciclabile protetta e misura 28 chilometri. Circa a metà strada, per chi parte da Schiranna, si parcheggiano le bici per raggiungere in barca l'Isolino Virginia, perfetto per una pausa ristoratrice. A Cazzago Brabbia si attraversa un'area protetta, gestita dalla LIPU, dove si può osservare l'avifauna lacustre da postazioni mimetizzate.

Al Museo Internazionale Design Ceramico, in località Cerro di Laveno Mombello, si può vedere il meglio della tradizione ceramista locale. Inoltre, nei fine settimana, è possibile partecipare a laboratori e workshop con programmi studiati su misura per bambini e famiglie. Un modo simpatico per divertirsi e imparare tutti insieme. Info: tel. 0332 666530; www.midec.org

Sulle pendici del Campo dei Fiori, la montagna alle spalle di Varese, si trova lo spettacolare Sacro Monte, una via sacra tutelata dall'Unesco con 14 cappelle monumentali. Quasi sulla vetta invece sorge l'Osservatorio astronomico (www.astrogeo.va.it) aperto alle visite nei fine settimana.

Nella cinquecentesca Villa della Porta Bozzolo di Casalzuigno (tel. 0332 624136), oggi gestita dal FAI e circondata da spettacolari giardini all'Italiana, si può osservare il biribissi un popolare gioco d’azzardo del ‘700, considerato l’antenato della roulette.

Le ghiacciaie di Cazzago Brabbia, furono costruite nell'800 per conservare il pesce da rivendere sui mercati della Pianura Padana. Assomigliano a dei trulli e proteggono depositi conici profondi dieci metri. La in fondo il ghiaccio non si scioglieva per mesi. E il pesce era sempre fresco.

Informazioni

Agenzia provinciale per il turismo: www.vareselandoftourism.it

IAT (Informazioni e Accoglienza turistica) Varese: via Romagnosi 9, Varese; tel. 0332 281913; http://www.varesecittagiardino.it

IAT Angera: Via Marconi 2, Angera (VA), tel. 0331 931915; iatangera@provincia.va.it (aperto solo nei mesi estivi).

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