Home Bimbi in viaggio In Sicilia con i bambini

Alla scoperta di Erice: uno dei borghi più belli d'Italia

di Penelope Greco - 28.05.2021 - Scrivici

erice
Fonte: Shutterstock
Erice è un borgo medievale nella splendida Sicilia, a pochi chilometri da Trapani. Da qui si gode di un panorama davvero unico. Venite con noi!

Erice è un'indimenticabile cittadina medievale con origini antiche in Sicilia, vicino alla città portuale di Trapani, sulla costa occidentale dell'isola. La splendida città storica è circondata da mura difensive, coronate da un castello, e domina il territorio circostante dalla sua altezza montuosa di circa 800 metri sul livello del mare. Ripide viuzze salgono e aggirano la porta di Porta Trapani, dove si trova la stazione della funivia, che raggiunge la vetta della città.

In questo articolo

Erice: la storia

Erice si trova in una posizione spettacolare e naturalmente fortificata sopra il porto di Trapani. Per il velo di nuvole e l'aria di mistero della rupe era anche un importante sito sacro. C'era un tempio di Venere qui che sopravvisse alle diverse civiltà che dominavano nell'area. La divinità femminile a cui era dedicato il santuario cambiava leggermente con ogni cultura: Astarte per i Fenici, Afrodite per i Greci e Venere per i Romani. I riti di fertilità avrebbero probabilmente avuto luogo sul sito del tempio o intorno ad esso, nel punto più alto della città.

Erice fu probabilmente fondata dagli Elimi, nativi siciliani che costruirono anche la vicina città e il tempio di Segesta. Dopo i Greci, i Cartaginesi e i Romani, la città fu successivamente governata dagli Arabi, poi dai Normanni della Sicilia. Per gli arabi fu Gebel-Hamed, per i Normanni e i loro successori Monte San Giuliano, poi negli anni '30 il paese divenne uno dei tanti in Italia ad essere ribattezzato sotto Mussolini in onore del suo antico passato, e Monte San Giuliano, già Eryx , divenne Erice.

Il castello di Venere

Il Castello di Venere a Balio è una delle principali attrazioni di Erice. Il castello fu costruito dai Normanni come fortezza e venne edificato sulle rovine di un vecchio santuario. Con la costruzione del Castello furono costruite anche le mura e le Torri del Balio, che un tempo erano collegate al castello con un ponte levatoio, oggi sostituito da una scalinata. Lo spettacolo godibile dall'alto è considerato uno dei più belli al mondo. È possibile scorgere il porto di Trapani, le isole Egadi, Marsala. Inoltre, quando le condizioni di visibilità sono perfette, si può scorgere a nord-ovest l'isola di Ustica ed a sud la sagoma di Pantelleria. Alcune leggende legano la distruzione del tempio di Venere alla cristianizzazione dell'area. Si racconta che l'antico santuario pagano crollasse la notte stessa della nascita di Gesù; un'altra tradizione narra che la distruzione del tempio sia stata voluta dall'Imperatore Costantino.

La Torre di Re Federico

La torre risalente alle guerre puniche fu costruita da Federico III d'Aragona. La torre è alta 28 metri ed è possibile visitarla fino in cima tramite una scala di 108 gradini.

La Torretta di Pepoli

La torretta venne costruita nel 1870 su un picco roccioso sotto il Castello di Venere. Fu il Conte Agostino Pepoli, cultore e mecenate, a ideare e far costruire questo rifugio per i suoi studi e la meditazione. Si tratta di una Torre realizzata in stile Liberty. La Torre è stata inaugurata di recente e selezionata come Osservatorio di Pace e Faro del Mediterraneo.

Le Mura Elimo-Puniche

Risalenti al VIII secolo a.C., sono le antiche mura che avvolgono e proteggono la città. La fortificazione era composta da apposite torri di avvistamento, scale e aperture per consentire di camminare da una parte all'altra della cinta muraria. Alla cinta muraria, i normanni aggiunsero tre porte: Porta Trapani, Porta Spada e Porta Carmine.

Il muro di Dedalo

Il mito, narrato dallo storico Diodoro Siculo, racconta che "presso Erice esisteva una roccia a picco così alta che le costruzioni circostanti il tempio di Afrodite minacciavano di finire nel precipizio. Dedalo consolidò queste costruzioni, circondò la roccia con un muro e ne allargò la sommità in modo mirabile. Successivamente consacrò ad Afrodite Ericina un'arnia d'oro, lavoro straordinario che imitava in modo perfetto una vera arnia".

Dedalo era un mitico architetto cretese costruttore del labirinto dove era stato rinchiuso il Minotauro, che giunto nell'isola, ospite del re Sicano Cocalo, edificò alcune opere mirabili. La tradizione erudita ha sempre ritenuto che il grande muro nella parte nord-orientale della rocca, edificato con blocchi squadrati disposti in assise orizzontali e conservatosi per una lunghezza di circa 7 metri e 4,80 metri in altezza, fosse da identificare con un tratto del muro realizzato da Dedalo. Certamente, si tratta di una delle poche testimonianze architettoniche dell'antichità superstiti sulla rocca di Venere la cui datazione per la tecnica edilizia sembra risalire al IV-III secolo a.C.

Il pozzo di Venere

Secondo la leggenda, questo era il luogo dove Venere si bagnava. Per alcuni studiosi, invece, sarebbe stato un granaio: si tratta, in realtà, di un'ampia cisterna interamente scavata nel banco roccioso, usata per contenere l'acqua raccolta sulla spianata che doveva ospitare il tempio. L'epoca della sua escavazione è imprecisata, trattandosi di un modello di struttura ipogeica in uso dall'antichità fino ai giorni nostri.

Ha sezione a campana, una profondità di circa 6 metri e un diametro alla base di 6,85 metri. Le pareti conservano ancora parte del rivestimento in malta e cocciopesto che le rendeva impermeabili, il fondo è costituito dal piano naturale della roccia, appositamente inclinato per la raccolta dell'acqua. Non sono stati trovati all'interno canali di adduzione delle acque, ma ciò potrebbe essere motivato dalla totale distruzione degli edifici esterni collegati in qualche modo alla cisterna. È comunque ipotizzabile che il muro perimetrale, che attualmente chiude l'imboccatura del pozzo, sia un'opera recente.

Info utili

Orari di apertura

Aprile - Maggio/Giugno - Ottobre
10:00 - 18:00

Luglio - Settembre
10:00 - 19:00

Agosto
10:00 - 20:00

  • Tariffe Intero singolo € 4,00
  • Intero integrato € 12,00
  • Ridotto singolo € 2,00
  • Ridotto integrato € 6,00

Cosa mangiare

Tipici di Erice sono i dolcetti "di riposto", ripieni di conserva di cedro, cesellati dalle artigiane pasticcere che si tramandano la ricetta appresa dalle suore del convento di clausura di San Carlo. Da provare anche i mostaccioli, le paste volanti e i biscotti al latte.

 
 

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli