Viaggi in famiglia

Valle d’Aosta, itinerario con i bambini

Di Ettore Pettinaroli
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22 Aprile 2014
L'autostrada che segue il corso della Dora Baltea dal confine con il Piemonte al Traforo del Monte Bianco rende facile e comoda ogni vacanza in Val d'Aosta. Per i bambini questa è la regione dei castelli che scorrono quasi uno in fila all'altro accanto alla strada. Ecco un bell'itinerario da seguire in Val d'Aosta con i più piccoli.
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L'autostrada che segue il corso della Dora Baltea dal confine con il Piemonte al Traforo del Monte Bianco rende facile e comoda ogni vacanza in Val d'Aosta. Per i bambini questa è la regione dei castelli che scorrono quasi uno in fila all'altro accanto alla strada. Il gioco dell'avvistamento di fortezze e torri di guardia rende indolore ogni trasferimento, soprattutto se alcuni di questi castelli diventano la meta di visite che si tramutano in altrettanti viaggi nel tempo. Ogni maniero ha la sua storia, le sue leggende e aneddoti. Ma, di volta in volta, cambiano anche le modalità di visita.

Il Forte di Bard, il primo che s'incontra arrivando da Sud, ospita uno straordinario museo interattivo sulle Alpi e un grande spazio ludico-didattico dove i bimbi possono perfino trasformarsi in piccoli alpinisti e “conquistare” la vetta del Monte Bianco. Più avanti s'incontrano, tra gli altri, i castelli di Verres e Fénis, dalle spiccate funzioni difensive il primo e fastosa residenza nobiliare (seppur sontuosamente fortificata) il secondo. Saloni, cucine, scale, cortili, sculture e affreschi raccontano tante storie, ma soprattutto emozionano fin dal primo sguardo. Le guide provvedono a soddisfare le curiosità dei piccoli visitatori.

Lasciato alle spalle l'ultimo torrione si entra nel mondo incantato del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Qui comincia tutto un altro film, fatto di incontri ravvicinati con stambecchi e camosci e di facili passeggiate tra i boschi in compagnia delle Guide del Parco. Saranno loro a spiegare tutti i segreti della vita di questi animali: come e che cosa mangiano, dove si rifugiano a riposare, come trascorrono l'inverno. Ogni domanda ha una risposta puntuale e di immediata comprensione tanto che perfino il più pigro dei bambini si dispiacerà che la gita sia finita così presto. Ma si può ricominciare l'indomani, le valli del Parco sono tre: ognuna con le sue sorprese.

1) Bard

Fin dal primo sguardo, il baluardo che pare chiudere ermeticamente a Sud la Val d'Aosta scatena la fantasia dei ragazzi. Il Forte di Bard è davvero grandioso e riveste letteralmente l'enorme sperone roccioso che si protende verso il centro della vallata, in questo punto già piuttosto angusta. Lo stesso Napoleone dovette ricorrere a un trucco per riuscire a conquistarlo. L'invincibile generale che assediava il forte da lungo tempo attese una notte di temporale. Fece coprire la strada di paglia in modo che i difensori non potessero sentire il rumore dei cannoni e dei soldati che si avvicinavano e li colse di sorpresa. Il Forte ospita il Museo delle Alpi, una grande esposizione con 29 sale che racconta in modo interattivo e multidisciplinare la storia della catena alpina, la vita nelle valli e sugli alpeggi, le guerre, le leggende. Splendido il Volo dell'Aquila, un filmato in 3D che permette di sorvolare la vetta del Monte Bianco e da qui i paesaggi della Valle d'Aosta fino a planare proprio a Bard. Riservato ai bambini è invece Le Alpi dei Ragazzi, uno spazio ludico interattivo dove i visitatori possono cimentarsi in un'ascensione virtuale al Monte Bianco. La conquista si svolge in nove fasi successive, attraverso altrettante sale, tra cui: preparazione del viaggio, il rifugio, il ghiacciaio, la cresta, la vetta (con tanto di foto ricordo della conquista) fino all'incontro con lo yeti tridimensionale che compare a sorpresa.

Il castello è accessibile sia a piedi sia per mezzo di avveniristici ascensori panoramici.

Info: Forte di Bard, tel. 0125 833811; www.fortedibard.it

2) Verres

Sembra un cubo e non è neppure molto grande, ma era inespugnabile e sufficiente a controllare la valle. Il castello di Verres si trova infatti su un inaccessibile sperone roccioso a strapiombo sul paese. All'interno si visitano trovano tre piani disposti ad anello e collegati da uno scalone di pietra su archi rampanti. Ogni anno in questi saloni ricchi di storia si gioca una particolarissima partita a scacchi speciale. E' la rievocazione di una storia vera, accaduta proprio qui. Iolanda, la bellissima figlia del castellano sfida in una partita all'ultimo sangue il paggio Fernando. Chi perde, muore. Iolanda è brava, il giovane sembra spacciato. Ma scende in campo Cupido. “Che hai paggio Fernando? Non giuochi e non favelli”, rimprovera la giovane all'avversario, che risponde: “Ti guardavo negli occhi che sono tanto belli”. Colpo di fulmine e lieto fine furono, e sono, sono inevitabili. Così tutti vissero felici e contenti.

Info: tel.0125 929067

3) Fenis

Il castello di Fénis è il più famoso e spettacolare della Regione. A dispetto di mura possenti, merlature e torri fortificate è sempre stato utilizzato come edificio di rappresentanza dagli Challant, feudatari del luogo. Queste mura dunque, non hanno visto duelli o assedi, bensì banchetti e feste memorabili. Meglio così, è molto più divertente. Ma non occorre sforzarsi troppo con gli stimoli, il colpo d'occhio è notevole e ricco di spunti. Le maschere grottesche poste sui mensoloni delle mura, per esempio, rappresentano concittadini e parenti che il Conte intendeva mettere alla berlina: “Se ti comporti male ne faccio una anche per te e i tuoi compagni ti prenderanno in giro per secoli”.

Accanto al Castello di Fénis, si trova il MAV (Museo dell'Artigianato Valdostano di tradizione) dove sono raccolti circa 700 oggetti - in legno, pietra, ferro, cuoio, canapa o lana - che mostrano l'abilità degli artigiani della Regione. Il MAV organizza laboratori di falegnameria per bambini (tel. 0165 763912; www.mav.ao.it)

L'osservatorio astronomico e Planetario di Lignan, a 1600 metri di quota nel comune di Nus, organizza visite guidate e viaggi virtuali nel cosmo anche per bambini e ragazzi. Da quassù sembra davvero di toccare le stelle con le mani. (tel. 0165 770050; www.oavda.it).

Nel cortile interno, con lo scalone semicircolare e le balconate in legno, ci sono begli affreschi che raffigurano San Giorgio che uccide il drago e un gruppo di saggi e di profeti, recanti dei cartigli sui quali si leggono proverbi e sentenze morali (in antico francese). Al pianterreno sono visitabili la sala d‘armi, la sala da pranzo, la dispensa, la cucina, lo studio e l‘esattoria. Al primo piano ci sono invece le camere dei conti. Comoda, all'ingresso del paese, l'area picnic attrezzata con panche e tavoli, fontana e servizi.

Info: tel. 0165 764263; www.comune.fenis.ao.it

I consigli di nostrofiglio.it

1. Siamo in montagna

Le escursioni alla ricerca di stambecchi e camosci nel Parco del Gran Paradiso si svolgono in un ambiente di montagna, splendido ma severo. Anche se vi affidate a una guida ambientale, ricordate che il tempo può cambiare repentinamente e che nello zainetto un pile e una giacca a vento devono sempre trovare spazio. Se vi incamminate da soli, munitevi di una mappa, non abbandonate i sentieri e lasciate sempre detto a qualcuno verso dove siete diretti.

2. Scale nei castelli

I castelli sono affascinanti e sollecitano la fantasia dei bambini più di ogni altro monumento. Peccato, però, che al tempo della loro costruzione, carrozzine e passeggini non esistevano. E neppure gli ascensori. Sappiate che in molti casi dovrete salire e scendere molte scale, e che vi toccherà tenere in braccio a lungo i più piccoli. Inoltre avvertite i bimbi più entusiasti che le modalità di visita sono simili a quelle di un museo: niente corse e niente schiamazzi, dunque.

3. Sci

Una vacanza tra castelli e piste da sci, che splendida idea. I piccoli non fanno in tempo ad annoiarsi e neppure a stancarsi. In questo caso conviene alloggiare nei paesi a centro valle, più comodi per le visite e che consentono di scegliere ogni giorno una diversa località sciistica. Vale la pena acquistare uno skipass valido per tutta la valle (www.skivallee.it), prestando attenzione alle diverse convenienti opportunità per famiglie e bambini.

4) Parco Nazionale Gran Paradiso

Sono tre le vallate valdostane nel Parco Nazionale del Gran Paradiso: Val di Cogne, Val di Rhemes e Valsavaranche. Tre mondi paralleli ma uniti da un prezioso comune denominatore: la massiccia presenza di animali selvatici, facili da osservare nel corso di passeggiate anche brevissime e poco faticose. Il maestoso stambecco è l'animale simbolo del Parco ed è anche il più facile da vedere, ma anche i timidi camosci sono numerosi così come le simpatiche marmotte. In tutte le vallate si possono effettuare gite accompagnate dalla Guide del Parco, generose di suggerimenti e notizie sugli abitanti dell'area protetta. Interessanti le mostre allestite nei centri visitatori del Parco: le più curiose sono a Valsavarenche, dedicata alla lince e al lupo, e a Rhemes: qui il protagonista è il gipeto, il grande rapace simile all'avvoltoio che nidifica sulle pareti rocciose della valle. Fanno paura? No: le guide vi spiegheranno perché non bisogna temerli. Alla fine della visita saranno perfino simpatici.

Non solo animali, però: vicino a Cogne si possono ammirare la spettacolari cascate di Lillaz e il Giardino botanico alpino Paradisia a Valnontey: uno spettacolo di fiori e piante anche rare che si ammira soprattutto tra giugno e agosto. Da Valsavarenche si raggiungono gli incantevoli laghi del Nivolet, al confine con il Piemonte, mentre a Rhemes si passeggia tra le antiche frazioni con le case di pietra fino a raggiungere il laghetto di Pellaud. E' piccolissimo ma davvero incantevole. Come quelli delle fiabe.

Info: Parco Nazionale Gran Paradiso, www.pngp.it.

Centri visitatori del Parco: Cogne (tel. 0165 749264); Valsavarenche (tel. 0165 749264), Rhemes Notre Dame (tel. 0165 749264)

Fondation Gran Paradis, Villaggio minatori, Cogne (Ao), tel. 0165 75301.

Informazioni

Ufficio Turismo Regione Val d'Aosta: Viale Federico Chabod 15, Aosta, tel. 0165 548065; www.lovevda.it

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