SEGGIOLINI

Che cosa prevede il decreto sui seggiolini anti-abbandono

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24 Ottobre 2019 | Aggiornato il 07 Novembre 2019
E’ stata pubblicato il 23 ottobre sulla Gazzetta Ufficiale il decreto sui seggiolini anti-abbandono per i bambini e l’obbligo entra in vigore oggi, 7 ottobre, a distanza di 15 giorni. Sono state anche specificate le caratteristiche tecniche dei seggiolini. Scopriamo quali sono.
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Scatta oggi, 7 novembre, l'obbligo per mettersi in regola con il seggiolino auto del proprio bimbo. Il 23 ottobre è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero delle Infrastrutture che specifica date e caratteristiche dei dispositivi anti-abbandono dei bambini. Una decreto aspettato da tempo e che permetterà di ridurre i casi di amnesia dissociativa (conosciuta anche come black out della memoria) e salvare la vita ai bambini.

Nel 2018, stando a una ricerca presentata dal produttore Remmy, c'erano state 45 segnalazioni di genitori che hanno dimenticato il bimbo in auto, per non parlare di tutti gli episodi che non vengono denunciati.

 

Come ha ricordato ieri il Ministero dei trasporti, l'obbligo entra in vigore oggi, 7 novembre. 

 

Scopriamo le caratteristiche di questi dispositivi prestando però attenzione a un particolare: meglio aspettare ancora un po’ prima di procedere agli acquisti perché non è detto che i prodotti ora in commercio siano a norma.  


Che cosa è un dispositivo anti-abbandono?


Come specifica il decreto ministeriale è un “un dispositivo di allarme, costituito da uno o più elementi interconnessi, la cui  funzione è quella di prevenire l'abbandono dei  bambini di  età inferiore  ai quattro anni, a bordo dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e  N3  e che si attiva nel caso di allontanamento del conducente dal veicolo".

 

Inizialmente si supponeva l'entrata in vigore del decreto il 6 marzo 2020

Contrariamente a quanto si era sperato due settimane fa, l’obbligo di utilizzo di dispositivi anti-abbandono entra in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta e non dopo 120 giorni, arrivando quindi al 6 marzo del prossimo anno.

 

Per questo da oggi, 7 novembre, diventa obbligatorio dotarsi di dispositivi anti-abbandono in auto quando presente un minore di quattro anni.

Le sanzioni previste
Chi non si adegua, incorrerà nelle violazioni previste dall’art. 172 C.d.S. con sanzione amministrativa da 81 euro a 326 euro (pagamento entro 5 gg. euro 56,70) e la decurtazione di 5 punti dalla patente.


Quali sono le caratteristiche tecniche dei dispositivi anti-abbandono


Caratteristiche generali 
 

Il dispositivo antiabbandono può essere: 

  1. integrato all'origine nel sistema di ritenuta per bambini; 
  2. una dotazione di base o un accessorio  del  veicolo,  compresi nel fascicolo di omologazione del veicolo stesso; 
  3. indipendente sia dal sistema di ritenuta per bambini  sia  dal veicolo. 

 

Deve inoltre: 

  •  attivarsi automaticamente ogni volta che il bambino viene messo sul seggiolino;
  •  dare un segnale di conferma dell’avvenuta attivazione;
  •  avere un allarme che preveda segnali visivi e acustici oppure visivi e aptici (cioè sostanzialmente vibrazioni o sensazioni analoghe, che si sentano al tatto) percepibili sia all’interno sia all’esterno del veicolo;
  •  essere conforme alle norme Ue sulla sicurezza dei prodotti e avere la marcatura CE;
  • funzionare grazie a un sistema elettronico e sensori;
  • essere compatibile con gli attacchi delle cinture e del seggiolino e con eventuali altre parti del veicolo, senza alterarne le caratteristiche di omologazione;
  • avere un segnale di batteria scarica, se alimentato a batteria;
  • inviare automaticamente messaggi o chiamate 

 

Non fidarsi mai al 100% della tecnologia


Attenzione però a contare ciecamente su un dispositivo elettronico. Stiamo parlando di allarmi che passano attraverso un cellulare che potrebbe essere spento, senza batteria, con il bluetooth disattivato, senza campo o senza traffico dati, se necessario. 

Riportiamo quindi ancora i consigli del Ministro della Salute per prevenire i blackout dissociativi e non dimenticare i bambini in auto

 

  • Se vedi un bimbo solo in auto, chiama il 112 (numero europeo unico per le emergenze) o il 113.
  • Quando trasporti il tuo bimbo sul sedile posteriore, lascia dietro i tuoi oggetti personali (borsa, telefono, valigetta...).
  • Appoggia invece sul sedile anteriore gli oggetti (pannolini, borse, ciuccio...).
  • Accompagni il bimbo all'asilo o al nido? Mettiti un promemoria sul cellulare o sull'agenda, per segnarti se lo hai portato o meno a destinazione.
  • Se si verifica un cambio di programma nel riprendere o accompagnare il bimbo, comunicalo al suo compagno.
  • Chiedi alla persona che di solito si occupa del bimbo (la maestra, la baby-sitter, la tagesmutter) di avvisarti se il bimbo non è stato accompagnato come al solito.
  • Installa un dispositivo che suona o si illumina se lasci il bimbo da solo in auto e chiudi la macchina (quello che prevede l'attuale decreto).
  • Quando in auto non c'è nessuno, lascia le portiere e il bagagliaio chiuso e tieni le chiavi fuori dalla portata dei bimbi.

 

LA LEGGE SUI SEGGIOLINI IN VIGORE

In questo quadro, rimane inalterata la legge sul trasporto dei minori in auto, previsto dall'articolo 172 del Codice della Strada che prevede l'obbligo di installare sistemi di ritenuta per i bambini fino ai 150 centimetri di altezza.

I genitori poi possono scegliere i seggiolini sulla base di due norme europee che al momento coesistono: la UN ECE R44 e la più recente UN ECE R129 (i-Size) e loro successive revisioni.
Le due hanno diverse differenze: la classificazione per peso della prima e per altezza la seconda; l'obbligo di trasporto in senso contrario di marcia fissato a 9 kg per la R44/04 e fino ai 15 mesi per la R129; e i crash test, che nell'caso dell'i-Size valutano anche l'impatto laterale oltre a quello frontale. 

«I test previsti dal nuovo regolamento UN ECE R129 sono più stringenti e garantiscono una protezione più completa assicurando un miglior ancoraggio del seggiolino e una maggiore protezione in caso di incidente» ha dichiarato a Corriere Motori, Pietro Vergani di TÜV Italia, uno dei più grandi enti certificatori al mondo.