Viaggi in famiglia

Lombardia, itinerario con i bambini

Di Ettore Pettinaroli
28 Aprile 2014
Il verde di foreste e parchi, l'azzurro dei laghi. E' un mondo a tinte dolci quello che circonda Varese, non a caso definita città-giardino per la magnificenza dei parchi che circondano le sue dimore storiche. Ma tonalità soft, non significa noia. Al contrario. Ecco un itinerario durante il quale la sorpresa è sempre dietro l'angolo.
Facebook Twitter Google Plus More
rocca_angera.jpg

La Rocca Borromeo di Angera

Possente, solida, rassicurante. La Rocca Borromeo, costruita su uno sperone roccioso che domina il paese di Angera, controlla da nove secoli il passaggio di genti e merci sul Lago Maggiore e sulle sue sponde. Inutile dire che era molto difficile per i malintenzionati farla franca. O tornavano sui propri passi oppure finivano in prigione. Oggi entrare nella Rocca significa compiere un viaggio a ritroso nel tempo, che si dipana tra la Sala della Giustizia, con i suoi splendidi affreschi, il Cortile nobile, la Tinaia (un grande torchio per l'uva del XVIII secolo), le torri e le mura ancora inespugnabili. Le bimbe però sono attratte soprattutto dal Museo della Bambola, suddiviso in 12 sale e con oltre mille pezzi in esposizione: bambole in stoffa, legno, plastica, cartapesta, ceramica, cera, alcune vecchie di secoli, raccontano la storia del giocattolo più famoso , e acquistato, al mondo.E per i maschietti? Loro si perderanno nelle sale del Museo degli automi, che raccoglie giocattoli e statuette automatizzate del XIX secolo provenienti soprattutto da Francia e Germania. Già, i robot sono molto più vecchi di quanto potevano immaginare.

museo_trasporti_ogliari.jpg

Museo dei trasporti Ogliari

Che cosa ci fa quel treno parcheggiato nel verde della campagna a ridosso di Ranco? Qualche burlone gli ha rubato i binari condannandolo all'immobilità? Niente affatto. Basta guardarsi bene intorno per rendersi conto che di treni ce ne sono a decine, posti uno accanto all'altro a raccontare l'evoluzione della storia del trasporto attraverso mezzi e ambientazioni di grande suggestione. Non manca proprio niente: c'è un grande sezione dedicata alle carrozze, ci sono antichi autobus, tram (anche uno trainato dai cavalli) e filobus. Una cremagliera sembra arrampicarsi fino in cielo: si chiama Emmina e quando era in servizio superava pendenze impossibili. La visita si conclude nella Città Ideale, un enorme plastico costruito con le proprie mani dal fondatore del Museo Francesco Ogliari con due chilometri di binari, 64 treni, impianti a fune, autobus, 180 scambi, 15 chilometri di rete elettrica, 680 carrozze, 193 locomotive. Chissà quanto si è divertito a costruirlo?

eremo_santacaterina.jpg

Eremo di Santa Caterina del sasso

Sembra appiccicato con la colla a una parete di roccia a strapiombo sulle acque del Lago Maggiore, vicino al paese di Leggiuno. E deve essere una colla molto resistente visto che l'Eremo di Santa Caterina è in quella posizione apparentemente precaria da quasi 900 anni. Ma chi mai può avere avuto un'idea tanto particolare? Secondo una leggenda fu un ricco mercante della zona che, salvatosi da un naufragio avvenuto durante la traversata del lago, decise di ritirarsi in preghiera e meditazione proprio su quella scogliera. Così fece costruire la cappella dedicata a Santa Caterina d'Egitto alla quale in seguito si aggiunsero altre due chiesette. E' invece assolutamente provato il miracolo di inizio '700, quando cinque enormi massi precipitarono sulla chiesa, ma restarono impigliati nella volta di una cappella, senza causare gravi danni, rimanendo sospesi per quasi due secoli. Per molti proprio a queste pietre "traballanti" è dovuto il nome all'Eremo che, per esteso, è Santa Caterina del Sasso Ballaro. All'Eremo si arriva scendendo una scalinata panoramica di 286 gradini oppure, per chi arriva in barca, risalendo 80 scalini. Per i più pigri c'è anche un ascensore scavato nella roccia.

arcumeggia.jpg

Arcumeggia

Non sempre dipingere sui muri delle case è vietato. Il paesino di Arcumeggia, immerso tra le foreste della Valcuvia, è famoso proprio per gli affreschi che colorano le facciate delle case. Ce ne sono più di 60 e sono opera di artisti molto famosi come Aligi Sassu, Migneco o Carpi. E' divertente girare tra i vicoli del borgo per scoprire dietro ogni angolo un nuovo dipinto: alcuni sono enormi e si notano subito, altri invece bisogna scovarli, magari con l'aiuto di una cartina che si può richiedere all'ufficio turistico. E' una vera e propria caccia al tesoro. La maggior parte dei murales racconta storie di emigrazione e di lavoro nei campi. Uno, invece, raffigura una gara di ciclismo, perché questa è una zona molto amata dai corridori. Ci sono anche Coppi e Bartali, due campionissimi di tanti anni fa. Bello vero? E se un solo paese dipinto non basta, a pochissimi chilometri di distanza da Arcumeggia se ne possono visitare altri: a Boarezzo gli affreschi sono incentrati sugli antichi mestieri e sulle tradizioni del borgo, mentre a Marchirolo i muri raccontano storie di contrabbando e di emigrazione.

isole_borromee.jpg

Isole Borromee

Tutti a bordo. Traghetti, battelli e motoscafi fanno la spola da un paese all'altro del Verbano. Ma come resistere a quelle tre splendide isolette di fronte a Stresa, sul versante piemontese del lago? Si chiamano Isola Madre, Isola Bella e Isola dei Pescatori. e formano l'arcipelago incantato delle Borromee. La più estesa è l'Isola Madre, famosa per il suo coloratissimo giardino di piante esotiche popolato da pavoni, pappagalli e fagiani che vivono in assoluta libertà. E per il solenne palazzo seicentesco che ospita tra l'altro una collezione di antichi Teatrini delle Marionette. L'Isola Bella fa onore al suo nome con lo splendido giardino all'italiana disposto su dieci terrazze digradanti verso le acque del lago. Sull'Isola dei Pescatori, infine, si trova un vero e proprio villaggio ricco di negozi di souvenir e ristorantini. E' divertente immaginare di vivere qui e prendere ogni mattina un motoscafo per andare a scuola. In ogni caso questo è il luogo giusto per la merenda.

La Rocca Borromeo di Angera

Possente, solida, rassicurante. La Rocca Borromeo, costruita su uno sperone roccioso che domina il paese di Angera, controlla da nove secoli il passaggio di genti e merci sul Lago Maggiore e sulle sue sponde. Inutile dire che era molto difficile per i malintenzionati farla franca. O tornavano sui propri passi oppure finivano in prigione. Oggi entrare nella Rocca significa compiere un viaggio a ritroso nel tempo, che si dipana tra la Sala della Giustizia, con i suoi splendidi affreschi, il Cortile nobile, la Tinaia (un grande torchio per l'uva del XVIII secolo), le torri e le mura ancora inespugnabili. Le bimbe però sono attratte soprattutto dal Museo della Bambola, suddiviso in 12 sale e con oltre mille pezzi in esposizione: bambole in stoffa, legno, plastica, cartapesta, ceramica, cera, alcune vecchie di secoli, raccontano la storia del giocattolo più famoso , e acquistato, al mondo.E per i maschietti? Loro si perderanno nelle sale del Museo degli automi, che raccoglie giocattoli e statuette automatizzate del XIX secolo provenienti soprattutto da Francia e Germania. Già, i robot sono molto più vecchi di quanto potevano immaginare.
Facebook Twitter Google Plus More