Lanzarote

15 motivi per andare in vacanza a Lanzarote con i bambini

Di Miralda Colombo
23 gennaio 2017 | Aggiornato il 29 maggio 2018
Natura, natura e ancora natura, incorniciata da una eterna primavera e accarezzata dal vento. Siamo a Lanzarote, isola spagnola, perduta nell’Oceano Atlantico a poche centinaia di chilometri dalla costa marocchina. Il suo perimetro si consuma in un paio d’ore, ma il suo interno regala giorni indimenticabili. Scoperta da un italiano da cui ha preso il nome, Lanzerotto, dal 1993 l’isola è Riserva della Biosfera Unesco per via dei suoi paesaggi unici al mondo e della perfetta simbiosi fra i suoi abitanti, l’architettura locale e l’ambiente stesso: qui puoi salire alle montagne del fuoco, ammirare panorami mozzafiato, scendere in un labirinto scavato dalla lava vulcanico seguendo le orme dei pirati, perderti su strade che attraversano vigneti e campi neri, punteggiati di verde acceso, aggirarti in case ricavate all’interno di bolle vulcaniche. E goderti la siesta in spiaggia, dopo un pasto a base di “papas arrugadas” e formaggio di capra.
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1) LA PRIMAVERA A PORTATA DI MANO
Siamo partiti il 5 gennaio: dopo quattro ore di volo abbiamo sentito la primavera sul viso, ed è stata una sensazione meravigliosa cenare, la prima sera, all’aperto in uno dei ristoranti del lungomare di Play Blanca.
E’ una delle domande alle quali ho cercato risposta prima della partenza, ansiosa sul tipo di abbigliamento con cui riempire le valigie dei bambini. Sì, a Lanzarote, come nel resto delle Canarie, la temperatura media annuale di giorno non scende sotto i 20°, anche a gennaio: sta poi alla fortuna (e al vento!) poter godere di quei gradi in più per poter tranquillamente stare in spiaggia in costume! Qualche info in più sul Sito del Turismo: http://www.turismolanzarote.com Cicar Car: http://www.cicar.com

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2) IL VULCANO DI TIMANFAYA
Lanzarote è il suo vulcano, si deve al rilievo di 510 metri della montagna del fuoco l’isola come la vediamo oggi.
Andateci di mattina per evitare code inutili: lasciate l’auto e partecipate a un tour in bus tra le dune, ora nere ora rosso fuoco del Parco Naturale, dove ogni tanto potete scorgere anche carovane di dromedari che portano i turisti. Di fronte al ristorante de “Il Diablo” si tiene una dimostrazione dell’attività sotterranea nel suolo sottostante: a soli due metri sottoterra, per via del calore a 200°, i rami secchi prendono fuoco, mentre basta una secchiata di acqua versata nel terreno per lasciare i bambini a bocca aperta di fronte al geyser che esce pochi istanti dopo.

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3) IL CAPPELLAIO MAGICO DI LANZAROTE
Ovvero Cesar Manrique, artista e architetto, nato ad Arrecife, il capoluogo di Lanzarote, e ritornato a vivere sull’isola nell’ultima parte della sua vita. Se oggi Lanzarote è Riserva della Biosfera, caratterizzata da un’attenzione alla salvaguardia della natura, da un’architettura rispettosa dell’ambiente (ad esempio tutte le case dell’isola sono per obbligo bianche e basse, con imposte per lo più verdi) si deve a lui. Andate a visitare la Fondazione dedicata a Manrique, che sorge dove una volta c’era la sua abitazione: i saloni della sua casa sono ricavati nelle bolle naturali create dalla lava, i luminosi ambienti bianchi e di roccia sono caratterizzati da finestre che incorniciano il paesaggio. Ai bambini sembrerà di essere entrati in un luogo delle meraviglie e non faranno fatica ad ascoltare nella galleria finale la storia del geniale architetto.

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4) IL GIARDINO DI CACTUS
Sulle orme di Manrique siamo arrivati in questo giardino ad anfiteatro, creato dall’artista in un’antica cava di pietra, per dare spazio a piante endemiche dell’isola e piante grasse che arrivano da tutto il mondo: quello che ancora una volta ci ha stupito e affascinato è stata la capacità di questo luogo di vivere così intensamente col paesaggio circostante. I bambini hanno corso fra i viali fino ad arrivare alla parte alta dove c’è il mulino, ammirando gli enormi cactus, le piante spinose che si alzano in forme bizzarre con un contrasto continuo fra il verde acceso, il terreno color pece e l’azzurro del cielo.

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5) JAMEOS DEL AGUA E I GRANCHI ALBINI
“Jameos" indica la cavità che conduce al tunnel vulcanico: dove per anni gli abitanti hanno gettato la spazzatura, Manrique ha creato una vera e propria opera d’arte all’aperto. All’interno della caverna c’è un laghetto di acqua salata dove vivono granchi albini, ciechi per via del buio che li circonda. Subito dopo si arriva a una piscina bianchissima e a un anfiteatro utilizzato per concerti di musica. Qui noi abbiamo concluso la visita nel piccolo museo dove i bambini hanno modo di vedere come avviene un’eruzione vulcanica.

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7) CUEVA DE LOS VERDES
Un tunnel sotterraneo creato migliaia di anni fa da un’eruzione vulcanica e utilizzato per sfuggire ai pirati? A Lanzarote c’è e si chiama Cueva De Los Verdes: una guida ci ha accompagnato lungo i due chilometri visibitabili del Tunnel di Atlantida, attraverso cavità e grotte laviche. Qui abbiamo visto due cose straordinarie: la prima è un auditorium dove si tengono concerti sottoterra, la seconda è un segreto che va mantenuto visita dopo visita per non rovinare la sorpresa di chi verrà. Andate a Lanzarote e lo scoprirete!

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8) MIRADOR DEL RIO
Sempre Manrique ha trasformato l’antica fortezza Batteria del Rio in uno dei punti panoramici più magnifici dell’isola. Contemplate il panorama verso l’isola Graciosa, sospesi a 479 metri sulla scogliera, poi rientrate e continuate a sentirvi tutt’uno col paesaggio mentre mangiate una fetta di torta, seduti a uno dei tavoli fronte mare del bar.

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9) MUSEO DEL CAMPESINO
Case bianche, una statua di Manrique dedicata ai contadini dell’isola e la storia dell’artigianato e della cultura locali da scoprire. Per noi è stata una bellissima esperienza, soprattutto perché ci sono diverse attività in cui i bambini si possono cimentare. Indossati i grembiuli e i cappelli da chef hanno preparato dei dolcetti senza cottura a base di gofio, la farina di cereali tostata, e l’immancabile mojo rosso, che a Lanzarote accompagna sempre le “papas arrugadas”, ossia le patate novelle, cotte in acqua molto salata, così da assumere l’aspetto appunto rugoso. Da segnare sicuramente se avete bambini: attenzione al mojo, nonostante fosse piccante i nostri bambini lo hanno spalmato sul pane e mangiato contenti!

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10) PLAYA PAPAGAYO
Ci arrivate dopo aver percorso una lunga strada sterrata (si paga un pedaggio di 3 euro) che pare diretta verso il nulla ma che in realtà porta alle spiagge più belle del Sud dell’isola. Tra le calette Playa Papagayo è quella che è stata annoverata fra le più belle al mondo: il mare qui è veramente spettacolare, una conca di azzurro e blu digradanti, sormontato da rocce dal rosso acceso al marrone al nero. La luce, se la giornata è tersa, è veramente abbagliante: noi ci siamo goduti qui la giornata più calda della settimana trascorsa, comodamente in spiaggia (sì, l’acqua è proprio fredda), dimenticando l’inverno.

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11) MERCATO DI TEGUISE
Ci siamo diretti a Teguise di domenica, rispettando la tradizione che vuole la maggior parte dei turisti qui per il mercato settimanale. Il villaggio di case bianche spunta già da lontano, avvicinandosi il silenzio è rotto dall’allegria della festa. Ci siamo immersi nelle strette vie prese d’assalto dai visitatori domenicali, fra case punteggiate da imposte verdi. Ovunque bancarelle e prodotti di ogni tipo, sia di artigianato sia formaggi, pane e frutta e verdura, qua e là i tavoli dei ristoranti e musicisti. Facile lasciarsi contagiare dall’allegria e abbandonarsi a un assaggio di tapas locali (dalle papas arrugadas al polpo alla gallega al formaggio di capra…).

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12) LE SALINE DE JANUBIO
Fermatevi al belvedere sovrastante le saline, da qui si gode un bel panorama: al di sotto le vasche di grandezze diverse sono una scacchiera naturale che segna il trascorrere delle ore col mutare della luce. Le saline, le più grandi delle Canarie, sono a ridosso del mare: è il vento a soffiare il sale sulla scacchiera, che poi viene raccolto a mano. In certi punti il loro colore rosso è dovuto alla presenza di un’alga rossa e di un piccolo crostaceo dal carapace rosso. Trovate il sale nei tanti negozi sparsi per l’isola.

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13) IL TRAMONTO A EL GOLFO
Superate le saline, si trova la zona costiera de Los Hervidoros, una lunga scogliera rossa e nera contro cui il mare si infrange con forza: fermatevi qui e respirate, la sensazione è di estrema libertà. Di magia in magia, fino al El Golfo (il lago verde) dove lasciarsi incantare dal verde della laguna, creata dalle rocce e spingersi sul punto più alto, per guardare il sole che cade nel mare. Tappa finale il piccolo villaggio di pescatori: noi abbiamo mangiato qui per due sere, scegliendo ogni volta un piccolo ristorante tradizionale affacciato sulla spiaggia, dove l’unico rumore era quello delle onde.

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14) LA VITE COME NON L'AVETE MAI VISTA
Per i bambini i piccoli crateri, circondati da pietra lavica, sono stati una delle meraviglie del viaggio. Paiono grossi anelli neri, uno dopo altro sui campi e sui declivi neri delle colline. In realtà è il modo in cui gli abitanti sono riusciti a coltivare la vite, facendo di Lanzarote una delle isole più produttive di vino, con tante case vinicole disseminate sulla strada (noi ne abbiamo visitata una, Bodega Rubicon: http://bodegasrubicon.com). A gennaio le viti purtroppo erano secche, di sicuro deve essere straordinario quando sono verdi e piene di grappoli d’uva.

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15) LANZAROTE, COSI' FACILE
Noi abbiamo approfittato di un volo low cost per raggiungere Lanzarote (ne trovate sia Ryanair sia Easy Jet, compagnie che collegano anche altre isole delle Canarie). Arrivati lì abbiamo affittato un'auto da una compagnia locale, con costi, franchigia completa, molto competitivi, e ci siamo diretti alla casa presa in affitto subito dopo Playa Blanca, con piscina riscaldata e vista mare e faro. L’isola, la quarta per grandezza delle Canarie, è molto semplice da girare, con una rete di strade ben tenuta e indicazioni sempre chiare. Ed è bello abbandonare l’auto per concedersi lunghe passeggiate a piedi lungo la costa (ad esempio da Playa Blanca al porto di Marina Rubicon, per dirne una), anche con bambini piccoli (e passeggino) al seguito. Stanchi della stessa isola? A Nord, il traghetto vi porta, in poco più di 15 minuti, alla piccola e silenziosa isola Graciosa, a Sud invece alle dune di Fuerteventura.

1) LA PRIMAVERA A PORTATA DI MANO
Siamo partiti il 5 gennaio: dopo quattro ore di volo abbiamo sentito la primavera sul viso, ed è stata una sensazione meravigliosa cenare, la prima sera, all’aperto in uno dei ristoranti del lungomare di Play Blanca.
E’ una delle domande alle quali ho cercato risposta prima della partenza, ansiosa sul tipo di abbigliamento con cui riempire le valigie dei bambini. Sì, a Lanzarote, come nel resto delle Canarie, la temperatura media annuale di giorno non scende sotto i 20°, anche a gennaio: sta poi alla fortuna (e al vento!) poter godere di quei gradi in più per poter tranquillamente stare in spiaggia in costume! Qualche info in più sul Sito del Turismo: http://www.turismolanzarote.com Cicar Car: http://www.cicar.com | Miralda Colombo