Bimbi in viaggio a Roma

Roma: visita al Colosseo con i bambini

colosseo
08 Febbraio 2013 | Aggiornato il 13 Aprile 2017
Sulle tracce della Roma antica con bambini insieme alla famiglia Ciaffi. La meta di oggi è il Colosseo. Le nostre guide saranno papà Andrea, mamma Annamaria, Lorenzo 10 anni, Laura 9 e Lavinia di 2 anni e mezzo.
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Scarpe comode e zaino con un’abbondante merenda, oggi si va al Colosseo insieme ai bambini!

 

 

 

Il biglietto include l’ingresso all’area archeologica del Foro romano e del Palatino, per cui sarà una giornata lunga. Stavolta con noi c’è anche Matilde, l’amichetta di Laura, che ci accompagna spesso nelle nostre gite.

 

Questa è la prima missione “outdoor” sulle tracce della Roma antica e i bambini sono perfettamente calati nella parte di Indiana Jones. Arrivati ai piedi del Colosseo scegliamo come “campo base” una grande aiuola su cui distendiamo le mappe della Roma arcaica e della Roma costantiniana (sono i poster dei plastici che ho comprati al bookshop del Museo della Civiltà Romana).

I bambini non mostrano alcun problema di orientamento.

 

 

 

Il Colosseo sorge sul luogo dove un tempo c’era un laghetto formato dalle acque del rio Labicano, che scorreva in corrispondenza dell’attuale via Labicana. Riconoscono il colle Oppio e il Palatino, che si vedono dal lato in cui siamo noi, e notano un “buco” che non ci dovrebbe essere.

 

 

 

 

 

 

Quel “buco” fu creato nel periodo fascista, spianando una parte del colle Velia, per consentire la vista del Colosseo da Palazzo Venezia. I bambini si affacciano e confermano: in fondo in fondo si vede un palazzo marrone.

 

Il Colosseo sorge in una conca naturale e un tempo era un luogo molto malsano. Per questo il rio Labicano che lo alimentava fu incanalato e indirizzato verso il Tevere già in età antica e il laghetto si prosciugò. Fu ripristinato da Nerone come lago per i pesci nei favolosi giardini della sua Domus Aurea. I bambini sono molto attratti dalla storia di Nerone e in particolare dell’incendio di cui fu accusato. Gli storici sono concordi sul fatto che non fu Nerone ad appiccare l’incendio ma probabilmente non si affrettò a farlo spegnere. L’incendio andò fuori controllo e ci vollero nove giorni per domarlo, alla fine aveva devastato due terzi della città e questo permise a Nerone di costruire la sua spettacolare casa d’oro.

 

Della Domus Aurea si sa poco perché fu distrutta dopo la morte di Nerone, ma è certo che fu enorme e costruita in soli quattro anni, tra il 64 d.C. (anno dell’incendio) e il 68 d.C. (anno della morte dell’imperatore). La Domus Aurea fu distrutta perché la memoria di Nerone fu dannata eppure, ironia della sorte, il simbolo di Roma nel mondo è legato indissolubilmente al ricordo dell’imperatore che bisognava dimenticare. Secondo la tradizione, il nome Colosseo deriva da una colossale statua di Nerone, alta come un palazzo di dieci piani, che fu ricollocata proprio dove abbiamo il nostro campo base.

 

 

 

Alla statua veniva modificato il volto con quello dell’imperatore di turno, e questo ci dice come il riutilizzo fosse molto praticato nell’antichità.

 

Il vero nome del Colosseo è Anfiteatro Flavio, “anfi-teatro” perché era come un “doppio-teatro” e Flavio perché fu costruito dagli imperatori della famiglia dei Flavi: iniziato da Vespasiano, inaugurato da Tito nell’80 d.C. e terminato da Domiziano.

 

 

 

Era in pratica uno stadio, un po’ più piccolo dello Stadio Olimpico, in cui si svolgevano tre tipi di spettacoli: i combattimenti tra animali feroci, l’uccisione di condannati che venivano sbranati dagli animali (brrrr….) e soprattutto le lotte tra i gladiatori, alcuni dei quali erano delle vere star per il pubblico, più o meno come i nostri calciatori.

Dopo una coda di 40 minuti (meno male che ci sono i videogame!), arriva il momento di entrare.

 

 

 

Attraverso una serie di plastici e illustrazioni collocati all’inizio del percorso capiamo bene come funzionavano gli spettacoli e che cosa succedeva sugli spalti.

 

 

 

Un grande disegno mostra gente di ogni tipo: bambini che giocano, uomini che litigano forse per qualche scommessa, molti spettatori col cestino per la merenda e alcuni perfino che cucinano. L’ingresso all’anfiteatro era gratuito e la gente veniva qui come allo stadio. Ogni romano aveva una tessera personale che gli permetteva l’accesso ad un solo settore dell’anfiteatro, questo sia per velocizzare l’ingresso e l’uscita di migliaia di spettatori sia per tenere separate persone di classi sociali diverse.

 

 

 

Allora come oggi il Colosseo è un luogo di varia umanità; si incontrano turisti da ogni parte del mondo, centurioni col cellulare, venditori ambulanti e poliziotti dappertutto. Laura e Matilde restano molto attratte da un giovane artista che disegna a matita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci fermiamo per fare merenda e le domande iniziano a fioccare.

 

Chi ha distrutto il Colosseo? I barbari è la risposta di Lorenzo, i terremoti è l’idea di Matilde mentre per Laura è naturale che un monumento così antico non sia perfettamente integro. In effetti hanno ragione tutti i tre: il tempo rovina, i terremoti comportarono numerosi crolli e i barbari, dice la leggenda, tentarono in vari modi di distruggere il Colosseo.

 

In realtà i danni maggiori furono fatti dagli stessi romani che nel corso dei secoli utilizzarono il Colosseo come cava di marmi e metallo, da cui i tanti buchi che si notano dentro e fuori.

Un detto a Roma dice “quello che non fecero i barbari fecero i Barberini” accusati di aver spogliato monumenti antichi per abbellire i propri palazzi ma questa era una pratica molto antica.

 

Una prova è lo stesso arco di Costantino, eretto nel 315 d.C., costruito con materiali provenienti da altre costruzioni ad eccezione della parte superiore. Questa modalità di costruzione era caratteristica dei tempi di decadenza ma anche, al contrario, di periodi di grande sviluppo in cui l’esigenza di edificare tanto e in fretta rendeva preferibile recuperare materiali dai monumenti in disuso.

 

 

 

 

Lo smantellamento del Colosseo ebbe termine solo intorno al 1700 quando fu consacrato ai martiri cristiani che, secondo la tradizione, in questo luogo erano stati condannati ad essere sbranati dalle belve. Ancora oggi, il venerdì santo, il papa entra nel Colosseo per la via crucis ed ecco il perché della grande croce moderna che si trova di fronte all’uscita.

 

 

Qualche informazione di carattere pratico:

 

  • Il modo migliore per raggiungere il Colosseo è la metropolitana: la fermata è proprio di fronte;

  • il Colosseo è visitabile dalle 8.30 del mattino fino al crepuscolo ma l’orario di chiusura cambia con le stagioni (ci sono 7 diverse combinazioni! Verificate chiamando 06.0608 oppure attraverso www.060608.it);

  • l’ingresso è gratuito fino a 17 anni, oltre 65 e per tutti i docenti, dai 18 ai 25 anni si pagano 7,5 euro, gli adulti pagano 12 euro; se ci sono mostre è richiesto un supplemento. Il biglietto dura due giorni consecutivi e consente l’accesso anche al Foro romano e al Palatino;

  • per evitare di esaurire la pazienza dei bambini durante la coda meglio acquistare il biglietto con prenotazione, in alta stagione la fila può durare diverse ore. La prenotazione ha un costo addizionale di 2 euro a persona.

La famiglia reporter

 

 

Ciao a tutti! Siamo la famiglia Ciaffi: papà Andrea, mamma Annamaria, Lorenzo 10 anni, Laura 9 e Lavinia di 2 anni e mezzo.Per noi viaggiare è il modo più divertente di stare insieme e perfino di studiare. Abbiamo viaggiato con i bambini da quando erano piccolissimi, ma adesso che vanno a scuola, ogni gita è l’occasione per imparare qualcosa.Abbiamo la fortuna di abitare nella città più bella del mondo. Di Roma e della sua straordinaria regione vogliamo raccontarvi tutto!

 

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