Bimbi in viaggio nel Lazio

Roma: visita al Foro romano con i bambini

Di Nostrofiglio Redazione
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15 marzo 2013 | Aggiornato il 12 aprile 2017
Che cosa significa viaggiare con un bimbo? Come rendere divertente un itinerario culturale? Insieme alla famiglia Ciaffi, papà Andrea, mamma Annamaria, Lorenzo 10 anni, Laura 9 e Lavinia di 2 anni e mezzo, ci tuffiamo per le vie di Roma e andiamo alla scoperta del Foro romano. A misura di bambino!
In questo itinerario scopriremo la storia del Foro romano, dell'arco di Costantino, che cosa era sacro per i Romani e qualche dritta per orientarsi con i bambini.

Ci incamminiamo verso il Foro il cui ingresso su via di San Gregorio permette una bella passeggiata sotto l’arco di Costantino e sulla strada che costituiva un tratto dell’antica via trionfale dove passavano i generali e gli imperatori vittoriosi.

 

 

La storia del Foro romano

La storia del Foro romano è molto simile a quella del Colosseo. Con la caduta dell’Impero d’Occidente, il Foro fu progressivamente abbandonato e molti secoli dopo lo si vede ricomparire nei dipinti come “campo vaccino”, il mercato delle vacche. In origine il Foro era un mercato ma con il crescere della potenza di Roma le aree di mercato si erano spostate più vicino al Tevere e il Foro era diventato il centro della vita politica della città.

 

La visita del Foro con i bambini può risultare difficile sia perché pochissimi monumenti sono integri sia perché non è facile orientarsi, i resti visibili abbracciano un arco di tempo di quasi mille anni e non sono disposti secondo un ordine cronologico, quindi è preferibile cercare di attrarre la loro attenzione su poche cose.

 

Il percorso principale di visita si snoda attorno alla via sacra; questo nome impressiona molto i bambini, perciò evito di dire loro che non è certo che la via sacra sia proprio quella che stanno percorrendo. Ci fermiamo davanti al bellissimo tempio di Romolo (non il fondatore di Roma ma uno dei figli di Massenzio) e Matilde si domanda “qui c’era il santo dei santi?”… Allora siamo davvero in un film di Indiana Jones!

 

E’ l’occasione per cercare le tracce di quello che era sacro per i romani.

 

La cosa più sacra per gli uomini antichi era il fuoco, un tempo molto difficile da accendere. Un fuoco sempre acceso veniva mantenuto dai romani nel Tempio di Vesta, un piccolo tempio di forma circolare, come si addice alle cose sacre. A tenere acceso il fuoco provvedevano le vestali, sacerdotesse degne di grandissimi onori, che vivevano in una lussuosa casa vicina al tempio di cui si può visitare il cortile.

 

Le vestali custodivano anche il Palladio, una piccola statua di Atena-Pallade che secondo gli antichi proteggeva la città. L’origine del Palladio è una commovente storia di amicizia tra Atena e Pallade. Secondo il mito le bambine erano cresciute insieme ed erano grandi amiche ma un giorno, mentre giocavano con lancia e scudo, Atena uccise accidentalmente la compagna. In ricordo dell’amica, Atena decise di aggiungere il nome di Pallade al suo e volle che al Palladio, una piccola statua che raffigurava Pallade, fossero tributati grandi onori.

 

Per i romani erano sacri anche tre alberi: il fico, sotto cui erano stati ritrovati Romolo e Remo, l’olivo dai cui si ricavava l’olio, essenziale non solo per l’alimentazione ma soprattutto per illuminare le case, e la vite che dava il vino tanto apprezzato allora come oggi. Questi tre alberi oggi si trovano in fondo alla via sacra, quando i bambini li vedono restano un po’ delusi: “ma non li cura nessuno questi alberi?”

 

Gli alberi sono stati ripiantati di recente in un luogo molto importante del Foro, proprio di fronte al “lapis niger” la pietra nera che, secondo la tradizione, copriva la tomba di Romolo. Quest’area è attualmente in restauro mentre si può visitare la Curia, il luogo di governo della città. Insieme al Pantheon la Curia è l’edificio antico meglio conservato di Roma.

 

Ormai è tardi e sta per piovere, ci incamminiamo verso un’uscita diversa da quella da cui siamo entrati. Il percorso permette di vedere i resti della basilica Emilia e ci fa costeggiare uno strano edificio, un incrocio tra un tempio e una chiesa, con la scala che si interrompe in corrispondenza della porta di ingresso della chiesa… i bambini restano perplessi, ma come si entra?

 

Qualche informazione di carattere pratico:

 

  • Dall’ingresso di via di San Gregorio si accede sia al Foro romano sia al parco archeologico del Palatino. Il percorso è bellissimo ma molto lungo, con l’audioguida dura circa tre ore. L’audioguida è ricca di spiegazioni interessanti ma non è adatta ai bambini;

  • il biglietto e gli orari di visita coincidono con quelli del Colosseo; poiché variano molte volte nel corso dell’anno è bene telefonare per informazioni allo 06.0608;

  • il biglietto dura due giorni consecutivi, con i bambini è preferibile suddividere la visita perché tutto il percorso in un solo giorno è molto stancante;

  • a parte qualche chiosco costoso e poco assortito, nell’area archeologica non ci sono punti di ristoro. Nel foro ci sono alcune fontane per bere ma se siete con i bambini è preferibile portare con sé qualcosa da mangiare e da bere, specie d’estate perché il percorso è completamente all’aperto. Numerosi bar e ristoranti si trovano a poca distanza dall’area archeologica.

 

La famiglia reporter

Ciao a tutti! Siamo la famiglia Ciaffi: papà Andrea, mamma Annamaria, Lorenzo 10 anni, Laura 9 e Lavinia di 2 anni e mezzo.

Per noi viaggiare è il modo più divertente di stare insieme e perfino di studiare. Abbiamo viaggiato con i bambini da quando erano piccolissimi, ma adesso che vanno a scuola, ogni gita è l’occasione per imparare qualcosa.

Abbiamo la fortuna di abitare nella città più bella del mondo. Di Roma e della sua straordinaria regione vogliamo raccontarvi tutto!

 

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