In viaggio

Stoccolma: in viaggio con Alice nella Venezia del Nord

stoccolma
26 Giugno 2018 | Aggiornato il 07 Marzo 2019
Perché non affidare direttamente a una bambina, Alice (10 anni), il racconto di un viaggio e soprattutto la possibilità di consigliare a bambini, proprio come lei, cosa non perdersi a Stoccolma? In bici, in battello, a piedi: cosa visitare nella Venezia del Nord
Facebook Twitter More
 
di Alice Antonini
 
Guardando dal finestrino dell’aereo mi accorgo che, dove prima c’era il mare, è spuntata una punta di terra. Realizzo che siamo arrivati: finalmente Stoccolma! Non è la mia prima volta nella città chiamata “Venezia del Nord”, ma ammetto di non ricordare granché del passaggio qui di qualche anno fa, tappa verso la Lapponia per conoscere Babbo Natale: solo che allora tutto era bianco… di neve! C’era pochissima luce, perché nei paesi del Nord Europa, a dicembre, alle tre è già buio, ma questa volta ho dieci anni ( e buona memoria!) ed è estate.  Il cielo è pieno di luce fino alle dieci, tanto che la prima sera, guardando i pezzetti di azzurro tra le case storte nelle strette vie, ho pensato fossero solo le sette quando già era ora di andare a letto. 
Pensate che in Svezia fanno una festa meravigliosa con corone e collane di fiori per il solstizio d’estate, si chiama “Midsommer”: costruiscono un Midsommarstång, un palo decorato con fiori colorati, più alto possibile; si cucinano molti piatti tipici (chissà che bontà!) e si balla e si canta fino a tardi. Un sogno. 
 
Cosa vedere e fare a Stoccolma in pochi giorni? Se siete bambini come me (ma anche adulti che hanno voglia di tornare bambini) portate con voi i miei consigli!
 
  • Stare a Gamla Stan (significa città vecchia in svedese): noi abbiamo dormito in un appartamento dal pavimento di legno scricchiolante e la stufa di maiolica, dove alla mattina ci siamo seduti al vecchio tavolo per la colazione, proprio davanti alla grande finestra che dava su una delle lunghe vie di Gamla Stan. Mi è piaciuto camminare per il centro guardando e annusando: le case sono visibilmente storte perché il terreno ogni anno si alza di sei millimetri, a me sembrava poco, ma se le case all’inizio erano dritte e ora sono così storte allora, forse, non è poi poco…
stoccolma
Gamla Stan, che significa città vecchia in svedese | Miranda Colombo / Alice Antonini
  • Come a Londra c’è il the delle cinque, a Stoccolma c’è la Fika, una sorta di merenda e spuntino da concedersi in diverse ore della giornata per chiacchierare con gli amici e mangiare un dolcetto con una bevanda calda. Anche se la mia mamma avrebbe voluto fermarsi per una Fika non ci siamo riusciti, ma io e i miei fratelli abbiamo divorato innumerevoli Kanelbunn tra una visita e l’altra… perché è sempre tempo di una una girella alla cannella,  gnammi!
  • Ammirare Stoccolma camminando è già uno spettacolo, ma fate come me e spingetevi sull’acqua… ovviamente in battello, attraverso le numerose isole verdeggianti. 
  • Troppo stanchi per camminare? Bene è ora di pedalare! Oppure di addentravi in una delle stazioni della metropolitana: quelle da vedere sono Kungstradgarden,  T-Centralen o Stadion. Ci sono sculture, pitture e persino resti antichi romani… che purtroppo ho scoperto essere copie dalla mamma. 
  • Cibo? Da assaggiare polpette e salmone, da non perdere una serata in una vera taverna vichinga, proprio come abbiamo fatto noi all'Aifur. Ci ha accolto, suonando un corno, un uomo dall’aspetto da vichingo, biondo e con gli occhi azzurri. Ogni volta che arrivava qualcuno chiamava tutti e faceva battere i pugni sul tavolo: è stato molto divertente, io urlavo come una matta. Ci siamo seduti a uno dei tavoli in legno, illuminati da candele, e io mi sono piazzata su un trono a capotavola: il cibo è servito in stoviglie di terracotta, si mangiano piatti vichinghi (sono bandite le patate perché a quel tempo non si conoscevano ancora) e si beve il Mead, una bevanda a base di miele. 
  • Il 10 agosto 1628 il Vasa, uno splendido galeone, ha fatto plop…perché un re ha ordinato di costruire una nave così mastodontica che dopo poche miglia si è inabissata! Sto parlando di re Gustavo II Adolfo di Svezia: ogni volta chiedeva di ingrandire la nave fino a farla diventare una delle più grandi di Svezia, e anche la più pesante tanto che si è andata a fondo il giorno d’inaugurazione. Ci ha pensato Anders Franzén, nel 1956, a recuperare il galeone reale. Pensate che ha trovato gli scheletri di 25 persone e tanti oggetti. E io ho visto tutto al museo Vasa, galeone compreso.
  • Lo Skansen è il museo a cielo aperto dove siamo tornati indietro nel tempo, entrando nelle case e fattorie di anni e anni fa e facendo amicizia con chi ci abitava. Abbiamo aguzzato la vista cercando gli animali nascosti nei loro habitat: allo Skansen ci sono animali nordici come il lupo, il gufo, la lince o l’orso; ma anche animali della fattoria, come cavalli, mucche, oche o galline. Io e i miei fratelli ci siamo catapultati dallo scivolo serpente… E abbiamo guidato macchinine d’epoca sul circuito. 
  • Ecco sono qui, Pippi Calzelunghe così mi chiamo…Conosco a memoria la sigla della se-rie di Pippi Calzelunghe: ho visto e rivisto tutte le puntate dedicate alla simpatica ragazzina con un cavallo, Zietto, e una buffa scimmietta, Mr Nilsson. Pippi è la protagonista dello Junibacken, un posto magico per entrare nelle favole svedesi. Lì mi sono divertita a vedere e ascoltare la favola di Emil, un bambino combina guai che mi ricorda mio fratello Edo. Sorvolando Emil in “castigo” sul vagone di un trenino abbiamo raggiunto Villa Villacolle, la casa di Pippi e ci siamo entrati. Ho provato persino le sue buffe scarpe, cavalcato Zietto e mi sono appesa a testa in giù al lampadario.   
  • Soldato, un altro soldato:  noioso? No, perché siamo a Palazzo Reale e stiamo assistendo al cambio della guardia. Nel castello ho visto la corona reale; al piano superiore sono entrata nelle stanze de re e della regina, e infine ho visto la parata a cavallo delle sue guardie. 
  • “Alice, sono troppo giovane per morire!”: mi ha detto mia sorella Lea, 6 anni, mentre eravamo sospese in aria sopra il mare, sedute su uno dei seggiolini della giostra calcio-in-culo. Obbligate mamma e papà a portarvi al Gröna Lund, perché lì tutto è possibile, persino entrare in una casa al contrario o vivere i sogni più orribili nella Casa Degli Incubi, o girare vorticosamente in tazze che sembrano uscite dal Paese delle Meraviglie. 
 
stoccolma
Gröna Lund, dove tutto è possibile | Miranda Colombo / Alice Antonini
Volete andarci anche voi? Le info che dovete segnare
Gröna Lund (il Parco Divertimenti, aperto solo d’estate) https://www.gronalund.com
Stoccolma pass (tanti sconti, entrate ai musei e mezzi hip hop compresi) https://www.stockholmpass.it
Taverna Aifur: http://aifur.se
Per raggiungere Stoccolma: dall’aeroporto di Arlanda treno Arlanda express https://www.arlandaexpress.se, dall’aeroporto di Skasvta Flying Bus https://www.flygbussarna.se/en/arlanda. In entrambi i casi i bambini non pagano. 

Chi è Miralda Colombo


Scrivo articoli e libri (per i più piccoli) e viaggio, ogni volta che mi è possibile. Sempre con un occhio a quello che piace ai bambini, i miei e quelli degli altri. E allora perché non affidare direttamente a una bambina, Alice (10 anni), il racconto di un viaggio e soprattutto la possibilità di consigliare a bambini, proprio come lei, cosa non perdersi a Stoccolma? Detto, scritto. Partite anche voi: in viaggio con Alice!