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Vacanze con i bambini, i consigli salute da leggere PRIMA di partire

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10 Giugno 2014 | Aggiornato il 23 Luglio 2018
I farmaci da portare in vacanza, i trucchi per la mal d’auto e il mal di mare, creme e regole per l’esposizione al sole dei bambini, come viaggiare in aereo e le precauzioni prima di andare all’estero: tanti consigli tratti dal vademecum del piccolo viaggiatore a cura dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma

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Ecco 13 consigli per le vacanze con i bambini tratti dal vademecum sul piccolo viaggiatore a cura dei pediatri dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma per vacanze serene e sicure con i bambini.

I temi sono i più vari: farmaci da portare in viaggio, mal d’auto e di mare, colpi di calore, esposizione al sole, viaggi in aereo, vacanze in montagna, bagni al mare o in piscina, allergie, alimentazione in vacanza, precauzioni per chi va all’estero, vaccinazioni e rischi.

1. I farmaci da portare in viaggio

Inutile riempire la borsa di farmaci non necessari, che verranno in gran parte buttati al ritorno della vacanza con spreco di soldi e problemi di smaltimento (i farmaci devono essere buttati negli appositi contenitori).

Quando si viaggia con i bambini, però, alcuni farmaci è bene portarli con sé:

- un antipiretico-analgesico come il paracetamolo o l’ibuprofene. Preferire quelli somministrabili per via orale poiché le supposte sono soggette a cattiva conservazione;

- sali reidratanti. Sono utili in caso di vomito e/o diarrea, per evitare la disidratazione. Meglio scegliere le formulazioni in bustine rispetto a quelle liquide: occupano meno spazio e sono più leggeri in valigia;

- un antistaminico in gocce per eventuali reazioni allergiche o per attenuare pruriti conseguenti ad eritema solare;

- un farmaco per mal d’auto, nave o aereo. Va bene lo sciroppo o la gomma da masticare;

- una crema antistaminica, utile per lenire il bruciore da punture d’insetto;

- alcune fialette di soluzione fisiologica, che possono servire sia per lavaggi nasali sia per detergere una ferita;

- un antisettico per uso topico per disinfettare le piccole ferite;

- farmaci prescritti dal proprio medico di fiducia, se ci si deve recare in paesi esotici.

Se il bambino è affetto da una patologia cronica, occorre accertarsi che i farmaci che utilizza abitualmente siano sufficienti per tutto il periodo di vacanza.

Utili anche: un prodotto a base di ammoniaca per le irritazioni causate dalle meduse; cerotti e garze di diversa taglia; repellenti per zanzare (ricordatevi di ventilare la stanza dove poi starà il bambino); una zanzariera da applicare sulla culla; un termometro elettronico; una buona crema reidratante per possibili eritemi solari; i prodotti necessari per l’alimentazione di un lattante, se sapete già di non trovarli sul posto.

In caso di viaggio aereo, tenere i farmaci di cui si potrebbe avere bisogno nel bagaglio a mano ma fare attenzione a non avere flaconi di contenuto superiore a 100 ml; in casi particolari il medico di famiglia potrà scrivere una dichiarazione della patologia di cui è affetto il bambino e dei farmaci che deve avere con sé.

Nel preparare la vostra piccola farmacia, verificate le date di scadenza sulle confezioni e accertatevi che sia presente il foglietto illustrativo, da consultare in caso di dubbi sul corretto dosaggio o sulle possibili controindicazioni ed effetti collaterali. (Leggi anche: il kit da spiaggia)

 

Da non dimenticare prima di partire:

- controllate che le vaccinazioni siano in regola e scrivetevi la data dell’ultima vaccinazione antitetanica, che potrà essere molto utile in caso di ferite profonde;

- memorizzate sul telefonino il numero di un centro antiveleni: in caso di necessità il tempo è prezioso!

- portate con voi la tessera sanitaria del bambino, che consente di usufruire di prescrizioni e assistenza sanitaria in Italia ma anche nei Paesi dell’Unione Europea o convenzionati.

 

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2. Il mal d’auto o di mare

Detto cinetosi o mal di movimento, è un disturbo che può essere provocato da ogni mezzo di trasporto: navi, auto, treni , aerei. È legato ai movimenti irregolari del corpo, indotti da un moto esterno e da input di tipo visivo, come il non vedere le onde del mare o i tornanti di una strada (non per niente a chi soffre di mal d’auto si consiglia, se possibile, di sedersi davanti). Ne deriva una sensazione di malessere, che provoca sudorazione fredda, nausea e vomito, che può essere enfatizzata da ansia e agitazione.

Tra i bambini, i più soggetti a cinetosi sono quelli di età compresa tra i 3 e i 12 anni. Per prevenire o ridurre fastidi, è utile seguire alcuni accorgimenti:

- cercare di distrarli, facendo guardare loro la strada o il paesaggio;

- tenerli in posizione dritta;

- avere una guida tranquilla, senza brusche accelerate o frenate;

- evitare i cattivi odori, come deodoranti per auto;

- non dar da bere bibite gassate e latte ed evitare i pasti abbondanti (anche se è sempre meglio non tenere lo stomaco completamente vuoto);

- se il bambino ha cinetosi, dai 4 anni in su può masticare gomme o prendere pasticche a base di dimenidrinato, un antistaminico indicato per il mal di movimento. Poco efficaci invece i cerotti da applicare dietro l'orecchio a base di scopolamina.

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3. Con il caldo, attenzione ai colpi di calore

Per star bene, il nostro organismo deve mantenere costante la temperatura corporea e riesce a farlo grazie alla sudorazione, che consente di disperdere il calore. Se non si realizza questo meccanismo di compensazione, si può avere un colpo di calore, che può essere determinato da tre fattori, che si potenziano a vicenda: l’aumento della temperatura, l’aumento dell’umidità e l’assenza di ventilazione.

Come riconoscere il colpo di calore: i segnali del colpo di calore sono senso di malessere con mancamento, nausea, vomito, febbre, mal di testa, respirazione frequente, crampi muscolari e, più raramente, disturbi neurologici quali delirio o convulsioni.

Come prevenire il colpo di calore:

- restare in casa nelle ore più calde della giornata;

- indossare abiti leggeri e di colore chiaro, con tessuti che facilitano la traspirazione;

- utilizzare un ventilatore o l’aria condizionata (ad una temperatura non inferiore a 23°) con la funzione di deumidificazione;

- somministrare una maggiore quantità di liquidi e privilegiare gli alimenti contenenti più acqua (frutta e verdura);

- non bere bevande troppo fredde;

- rinfrescarsi frequentemente con un bagno al mare o una doccia;

- non lasciare mai il bambino, neanche per breve tempo, in un veicolo parcheggiato all'aperto

- non effettuare attività fisica nelle ore calde.

Cosa fare in caso di colpo di calore:

- sdraiare il bambino a terra con le gambe sollevate;

- portarlo in un ambiente ombreggiato e fresco, meglio se provvisto di condizionatore o ventilatore;

- spruzzarlo con acqua sul corpo o utilizzare un asciugamano bagnato;

- se cosciente, fargli bere acqua, non fredda, a piccoli sorsi;

- se i sintomi si presentano sin dall'inizio gravi o il bambino non si riprende, chiamare il 118.

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4. Sotto il sole con prudenza: le regole per esporre i bambini ai raggi solari

Esporsi al sole è benefico per i bambini, ma è opportuno esporli nelle ore meno calde e proteggendo la cute con filtri solari. Maggiore attenzione deve essere usata con i bambini più piccoli e con coloro che hanno la pelle chiara, che più facilmente possono andare incontro a eritemi cutanei.

Perché i bambini devono essere fotoprotetti

La quantità di melanina prodotta è minima nelle prime fasi della vita per poi aumentare progressivamente con lo sviluppo. Studi epidemiologici hanno dimostrato che l’esposizione intensa in giovane età (al di sotto dei 15 anni) esercita effetti assai più nocivi ai fini del rischio di tumori della pelle. Infatti, il rischio di tumore della pelle sarebbe in gran parte determinato dal modo in cui l’individuo è stato protetto dalle radiazioni UV nei primi anni di vita, mentre i cambiamenti comportamentali successivi avrebbero una minor capacità di prevenire questi tumori.

Mai senza crema solare: come scegliere quella giusta

- Scegliere prodotti con un ampio spettro di assorbimento, che copra tanto la banda dei raggi UVA che degli UVB.

- Preferire i prodotti con fattori di protezione più alti tenendo presente che non esistono protezioni o schermi totali e che per legge la protezione massima dichiarabile è di 50 per gli UVB. Per gli UVA non ci sono ancora metodi standardizzati.

- Valutare la resistenza all’acqua, al sudore e la persistenza del prodotto; lo schermo va comunque applicato ripetutamente.

- Scegliere una formulazione ben tollerata ed accettabile cosmeticamente (oggi sono a disposizione non solo creme, ma anche latti, spray, gel...).

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Le regole della “tintarella intelligente”

Per ottenere una bella tintarella evitando gli effetti nocivi del sole è consigliabile attenersi alle seguenti norme:

- evitare l’esposizione tra le ore 11 e 16,30, quando la concentrazione dei raggi UV è maggiore;

- evitare le posizioni immobili e quindi non far dormire il bambino sotto il sole;

- evitare preparati “casalinghi” che stimolano l’abbronzatura;

- non considerare l’ombrellone o il bagno in acqua come una protezione efficace;

- non utilizzare prodotti potenzialmente fotosensibilizzanti come farmaci, cosmetici, profumi (prometazina, tintura di bergamotto, profumi ed essenze varie);

- partire all’inizio con fattori di protezione elevati per diminuire solo quando si è sviluppata una abbronzatura sufficiente

- applicare ripetutamente le creme protettive (ogni 2 ore circa e dopo ogni bagno)

- consultare il dermatologo per consigli specifici nel caso di bambini affetti da patologie cutanee o sistemiche associate a fotosensibilità.

5. I viaggi in aereo: i trucchi per atterraggio e decollo

Se si ha in programma un viaggio in aereo, i disagi per un bambino possono essere legati soprattutto alle variazioni di pressione tipiche del volo, ma possono essere facilmente risolti con metodi tradizionali ampiamente sperimentati, quali ‘far ciucciare’ il bambino o proporgli un pasto con il biberon, specie nella fase di decollo ed atterraggio.

Per quanto riguarda la variazione del fuso orario, può provocare alterazioni del sonno nei primi 2-3 giorni di vacanza, dopodiché il bambino si adatta senza problemi ai nuovi ritmi. Solo se si superano almeno quattro fusi orari, il disagio può prolungarsi o diventare più importante, quindi sarà necessaria un po’ di pazienza in più affinché il bambino si adegui alla novità.

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6. Se si va in montagna: occhio ad altitudine e freddo

Una vacanza in montagna presenta tanti benefici per i bambini, tuttavia la permanenza ad elevate altitudini e a temperature molto basse può comportare problemi soprattutto ai più piccoli. Una volta escluse, prima della partenza, le patologie che controindicano le vacanze in alta quota (in particolare cardiopatie e patologie respiratorie gravi), ecco alcuni consigli per alleviare eventuali disturbi.

Salire gradualmente La prima regola durante il viaggio è quella di non raggiungere alte quote troppo rapidamente, che potrebbero causare disturbi come mal di testa, insonnia, spossatezza, perdita di appetito e nausea, tutti segnali evidenti di scarso adattamento all'altitudine. Se il bambino manifesta certi sintomi, è necessario interrompere l'ascensione e, se persistono malgrado la sosta, riscendere a valle.

Proteggere la pelle dal sole Si tenga presente che l'altitudine e la neve potenziano l'effetto delle radiazioni solari, pertanto quando si va in montagna è necessario proteggere le parti della pelle esposte con un filtro solare elevato ed utilizzare occhiali da sole per evitare dolore ed arrossamento agli occhi.

Indossare calzature alte e comode Le calzature che si indossano devono essere leggere e flessibili, devono coprire le caviglie e devono essere ben allacciate.

Seguire un’alimentazione adatta Il cibo e le bevande devono essere adattate al fabbisogno energetico e alla perdita di liquidi legati all'aumento dell'attività fisica. In particolare è importante fare una buona colazione, che dà il giusto sprint per affrontare la giornata.

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7. Fare il bagno al mare o in piscina in sicurezza

Il bagno, in mare o in piscina, è la principale attrazione per i bambini in estate. Per evitare incidenti, anche gravi, però, è necessario adottare alcune precauzioni.

- Aspettare di aver digerito prima di tuffarsi a mare o in piscina; Leggi anche Rischio congestione, i bambini possono fare il bagno dopo mangiato?

- evitare il bagno se l’acqua è molto fredda;

- non allontanarsi troppo da riva con i bambini, specie se il mare è mosso;

- non lasciare mai i bambini soli in acqua, specie se non hanno ancora imparato a nuotare;

- ricordarsi che nell’acqua i raggi solari colpiscono la pelle ugualmente e possono provocare eritemi e scottature.

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8. Piccoli allergici in vacanza

Anche in estate i bambini allergici possono essere esposti a rischi, derivanti da:

- pollini estivi. Se la meta delle vacanze è, ad esempio, un agriturismo nel centro-sud Italia, è possibile entrare a contatto con la parietaria o con i pollini del cipresso e dell’ulivo, alberi in genere non presenti nel nord del Paese.

- animali di campagna. Nelle aree di campagna, i bambini possono avere a che fare con cani e gatti, ma soprattutto con animali pelosi con i quali non sono normalmente a contatto - i cavalli e i conigli ad esempio - che possono generare riniti, congiuntiviti e crisi d’asma a volte anche molto importanti.

- pesce e frutti di mare. Se la destinazione è il mare, i bambini possono entrare a contatto con alimenti non consueti, come il pesce freschissimo e i frutti di mare. Ad alcuni bambini allergici al pesce basta passare davanti ad una pescheria per avere dei problemi di tipo respiratorio, semplicemente a causa dell’inalazione delle sostanze liberate nell’aria.

Per prevenire problemi. Conviene portare anche in vacanza un kit di farmaci e di dispositivi antiallergici. Se il bambino soffre di asma, non va dimenticato lo spray e, soprattutto, il distanziatore, senza il quale lo spray stesso non è efficace. Se invece è un allergico alimentare, ricordarsi di mettere in valigia l’adrenalina.

9. L’alimentazione in vacanza: tanta frutta e verdura di stagione

Con l’aumento della temperatura, è bene ridurre l’apporto calorico, in particolare quello dato da cibi grassi, e preferire carboidrati semplici a più rapida digeribilità e soprattutto fare il pieno di frutta e verdura, che fanno bene ai bambini per tantissimi motivi:

- consentono di aumentare l’apporto di liquidi che si perdono con la sudorazione;

- sono ricchi di sali minerali (calcio, ferro, fluoro, fosforo, magnesio, manganese e potassio), vitamine (A, C, B1, B2, B12, E, niacina, acido pantotenico e biotina), acqua (per l'80-90%) e fibre, fondamentali per mantenere l’organismo in salute. Le fibre in particolare si trovano soprattutto nella buccia, ma in alcuni casi anche nella polpa di diversi frutti; la pectina, una delle più diffuse, facilita la digestione e può prevenire alcuni problemi intestinali, specialmente nei bambini.

- assunti durante i pasti principali, giocano un ruolo importante nella modulazione glicemica e nel raggiungimento del senso di sazietà;

Fate mangiare ai bambini frutta e verdura di tutti i colori

Ogni colore indica specifiche proprietà dei vegetali, che svolgono un ruolo importante per la salute. Qualche esempio?

- Vegetali rossi come pomodori, peperoni, fragole, proteggono il cuore e le vie urinarie e rafforzano la memoria.

- Vegetali giallo-arancio come carote, peperoni, zucca, mais, albicocche, pesche, melone, rinforzano gli occhi, il cuore e tutto il sistema immunitario, grazie anche alla grande quantità di vitamina C e betacarotene.

- Vegetali verdi come insalate, zucchine, broccoli, asparagi, piselli, rucola, basilico, kiwi, proteggono le ossa, i denti e gli occhi e riducono l’affaticamento.

- Vegetali bianchi come cipolle, aglio, scalogno, cavolfiori, finocchi, favoriscono una corretta assimilazione dei grassi contenuti negli alimenti e quindi aiutano a combattere il colesterolo.

- Vegetali viola come le melanzane, l’uva, le prugne, proteggono le vie urinarie e hanno azione anti-invecchiamento nei confronti della pelle e della perdita di memoria.

Si tenga presente che la cottura prolungata in acqua provoca notevoli perdite dei preziosi nutrienti dei vegetali, per cui è meglio privilegiare quelli crudi, freschi di stagione, dopo averli lavati accuratamente.

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10. Le precauzioni prima e dopo un viaggio all’estero

L’età infantile non rappresenta una controindicazione assoluta ad effettuare viaggi internazionali, tuttavia, in caso di patologie croniche, è importante che il bambino si sottoponga prima del viaggio a controllo pediatrico.

Se avete in programma una vacanza all’estero, inoltre, è opportuno conoscere con esattezza il proprio stato vaccinale e quali sono le vaccinazioni, obbligatorie o consigliate, richieste nello specifico Paese dove ci si intende recare.

Dopo un soggiorno prolungato all’estero o in paesi ad alta endemia per particolari patologie, è consigliata una visita medica al ritorno dal viaggio; sarà il medico curante a valutare la necessità di effettuare successivi esami diagnostici in caso di comparsa di sintomi sospetti, poiché alcune patologie infettive (malaria, leishmaniosi, parassitosi etc.) possono manifestarsi anche a distanza di mesi o di anni.

11. Le vaccinazioni da fare se si ha in programma un viaggio all’estero

Le vaccinazioni da fare prima di partire per un viaggio all’esterno andranno stabilite in base all’età del bambino, alla durata e al tipo del viaggio, allo stato di salute e al tempo disponibile prima della partenza. La durata della protezione determinata dall'immunizzazione è variabile e dipende anche dalle difese immunitarie di ogni singola persona.

Ecco le vaccinazioni più frequenti che possono essere richieste in alcuni Paesi:

- Il vaccino contro la febbre tifoide, raccomandato quando ci si reca in zone con carenti condizioni igieniche: il tifo infatti si contrae a seguito di ingestione di acque o cibo infettati dalla Salmonella typhi; per tale motivo, oltre al vaccino, rimane fondamentale mantenere un’adeguata igiene personale e privilegiare alimenti e acqua confezionati.

- Il vaccino contro l’epatite A, consigliato per chi si reca in Paesi a forte endemicità; come per la febbre tifoide, risulta molto importante per la prevenzione attuare strette norme igieniche.

- La vaccinazione contro la febbre gialla, malattia virale trasmessa da zanzare, presente nell’Africa Equatoriale e nell’America Meridionale, che può dar luogo a forme gravi, anche mortali. E’ obbligatoria in alcuni Paesi, il cui elenco è costantemente aggiornato dall’OMS ed è comunque consigliabile quando ci si rechi in Paesi dove sono stati segnalati dei casi. I bambini possono essere vaccinati a partire dai sei mesi di vita.

- La vaccinazione anti tubercolare è raccomandata per chi si reca dove la malattia è diffusa. Il vaccino può essere somministrato fin dai primi giorni di vita.

- La vaccinazione per meningococco dei sierogruppi A,C,Y, W-135, indicata nelle regioni dove sono più frequenti questi siero gruppi.

- Il vaccino contro l’encefalite giapponese è indicato solo in caso di soggiorno prolungato in zone rurali dei paesi endemici (Cina, Giappone, Filippine, India, Laos, Myanmar, Viet Nam, Corea, Nepal, Thailandia, Sri Lanka). Va reperito presso le autorità nazionali incaricate della protezione dei viaggiatori.

- La vaccinazione per l’encefalite da zecche, causata da un virus trasmesso con le zecche, è indicata per coloro che si recano in zone endemiche dove sono segnalati casi di questa encefalite, che è presente anche in molti Paesi dell’Europa Centrale.

Maggiori informazioni si possono ottenere sul sito del Ministero degli Affari Esteri: http://www.viaggiaresicuri.it/index.php?id=62 o del Ministero della Salute http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=655&area=Malattie%20infettive&menu=viaggiatori

12. I principali rischi dei viaggi all’estero: la malaria

Una delle malattie più temibili quando si va in certi Paesi tropicali è la malaria, una malattia che viene trasmessa all’uomo da un protozoo attraverso la puntura di zanzare tra il tramonto e l’alba.

I sintomi della malattia sono molto vari e dipendono direttamente dal plasmodio responsabile (il più grave è quello falciparum) e dalle condizioni del soggetto. Generalmente è presente febbre a volte preceduta da brividi, mal di testa, dolori muscolari simil-influenzali, talvolta anemia ed ittero. Il rischio di contrarre la malattia è molto variabile in relazione al paese che si visita e alla condizione dell’ambiente in cui si vive.

La gravità della malattia è in relazione al plasmodio responsabile, alla resistenza del plasmodio agli antimalarici, alla precocità della diagnosi e del trattamento.

Alcune regole per evitare di contrarre la malaria:

- indossare abiti con maniche lunghe e pantaloni lunghi e non stare mai con i piedi scoperti;

- applicare sostanze repellenti sulla cute esposta;

- usare nella stanza barriere meccaniche antizanzare e spray o zampironi specifici;

- evitare di bagnarsi in acque dolci potenzialmente contaminate;

- a livello preventivo, utilizzare prodotti antimalarici, su consiglio del medico curante ed in relazione al Paese dove ci si reca;

- anche avendo effettuato la prevenzione e messo in atto adeguate misure per evitare la malaria, considerare ogni febbre durante il soggiorno o nei giorni dopo il rientro dalle vacanze, come una possibile infezione malarica.

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13. I principali rischi dei viaggi all’estero: la diarrea del viaggiatore

La cosiddetta diarrea del viaggiatore è una malattia che colpisce il 20-50% di tutti i viaggiatori e può essere causata da vari germi, soprattutto l’escherichia coli enterotossico. I soggetti a più alto rischio sono senz’altro i bambini e la causa più comune è l’assunzione di alimenti e bevande contaminati, come la verdura, la frutta, i legumi crudi o che non possano essere sbucciati o cotti, le uova crude o poco cotte, i pesci crudi, alcune salse (come la maionese) fatte in casa ed i budini o i gelati di produzione artigianale fatti con latte non pastorizzato.

Le regole di prevenzione.

- lavare accuratamente le mani con acqua e sapone prima di mangiare

- evitare verdure crude e frutta non sbucciata

- evitare insaccati, carni crude o poco cotte, uova crude, molluschi e pesci crudi

- non usare latte se non bollito e formaggi freschi se di incerta provenienza

- evitare acqua di rubinetto, ma privilegiare quella in bottiglia sigillata anche per la preparazione del ghiaccio. In alternativa, potabilizzare l’acqua con ipoclorito o con bollitura per almeno 10 minuti.

In caso di diarrea è importante evitare la disidratazione, particolarmente pericolosa nei bambini più piccoli, somministrando soluzioni reidratanti contenenti sali e glucosio. Nelle forme acute più severe consultate sempre un medico.

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