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Il vermocane preoccupa i bagnanti: cos'è e quali rischi ci sono?

di Ines Delio - 03.06.2024 - Scrivici

vermocane
Fonte: shutterstock
Cresce la preoccupazione per la diffusione del vermocane nei nostri mari: ma che cos'è e, soprattutto, è pericoloso per i bambini?

In questo articolo

Vermocane: cosa sta succedendo nei nostri mari?

Sta destando preoccupazioni tra operatori turistici e bagnanti l'aumento della diffusione del vermocane, che si è verificato negli ultimi giorni in alcune regioni del Sud Italia, a causa del cambiamento climatico e del progressivo riscaldamento delle acque. Ma di cosa si tratta e, soprattutto, può essere pericoloso per i bambini?

Cos'è un vermocane?

Il nome scientifico del vermocane, conosciuto anche come verme di fuoco, è Hermodice carunculata. Si tratta di un verme marino, più precisamente un polichete, una specie carnivora, presente principalmente sui fondali rocciosi, tuttavia può capitare di trovarlo anche sulla sabbia o nelle praterie di Posidonia oceanica, benché sia molto meno comune. Il vermocane lo si riconosce per il suo colore sgargiante, e una lunghezza che varia in media tra i 20 e 30 centimetri.

In quali mari si trova il vermocane?

Il vermocane non è nuovo nei nostri mari. Si trova, infatti, nel Mediterraneo da più di un secolo, basti pensare che le prime tracce di questa specie risalgono al 1800 nel Golfo di Catania. Tuttavia, la sua popolazione è aumentata significativamente, probabilmente a causa del riscaldamento delle acque, fino a costituire un problema di non poco conto, soprattutto per la pesca. Questa specie sta assumendo un comportamento invasivo, soprattutto nelle acque del Sud Italia, nello specifico in Puglia, Calabria, Sicilia e Campania, dove sempre più frequentemente capita che i pescatori trovino i vermocani incagliati nelle loro reti.

Di cosa si nutre il vermocane?

Pur andando ghiotto principalmente di coralli, il vermocane ha una dieta molto variegata ed è piuttosto vorace. Si nutre infatti di organismi morti o in fin di vita, tra cui stelle marinericci di maregorgonie e meduse. Può anche nutrirsi di pesci impigliati nelle reti da pesca, arrivando a spolparli in pochi secondi. Questo spiega perché siano spesso proprio i pescatori a essere punti dai vermocani durante le operazioni di pesca.

Il vermocane è pericoloso per i bambini?

Il vermocane potrebbe attirare l'attenzione dei più piccoli per i suoi colori accesi. Tuttavia, è assolutamente importante non toccare questi esemplari. Questo perché il loro corpo è ricoperto di setole che contengono tossine urticanti, le quali possono provocare una serie di sintomi, come:

  • bruciori

  • dolori

  • edemi

  • prurito

  • intorpidimento

"Se la puntura avviene in punti in cui la pelle è spessa – spiega Roberto Simonini, fisiologo dell'Università di Modena e Reggio Emilia, che ha isolato le sostanze tossiche prodotte dai vermocane – si sente un bruciore localizzato, simile a quello provocato dall'ortica, ma se vengono punte zone in cui la pelle è più sottile, come l'incavo del gomito o quello del ginocchio, allora il dolore è decisamente forte e duraturo. Nel caso di una puntura ai polsi, per esempio, si può avvertire un intorpidimento alle estremità delle dita e può essere necessaria una pomata al cortisone".

Cosa fare se avvistate un vermocane

Ricercatrici e ricercatori dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), che lavorano nelle sedi siciliane di Panarea e Milazzo, hanno iniziato a occuparsi di vermocane già nel 2022, spinti dalla comunità locale dei pescatori. È stato così avviato il progetto Worms Out che coinvolge anche le Università di Modena e Reggio Emilia, di Catania e di Messina, l'ISPRA, l'Area Marina Protetta di Capo Milazzo e ScubaBiology, con l'intento di raccogliere dati ecologici e biologici sul vermocane e di cercare le soluzioni migliori per gestire la presenza di questa specie e contenere la sua proliferazione.

Questo importante progetto si affida anche alla collaborazione di cittadine e cittadini, le cui segnalazioni sono fondamentali per prevedere l'evoluzione del rapporto tra il vermocane e gli esseri umani, ma anche il loro impatto sugli ecosistemi marini. A tal proposito, L'OGS fa sapere che chiunque avvisti un vermocane può segnalare la sua presenza tramite AvvistAPP, un'applicazione ideata per il monitoraggio delle specie del Mediterraneo grazie alla Citizen Science, con cui si possono segnalare anche la presenza di noci di mare, meduse, delfini e tartarughe.

Si può inoltre compilare un questionario on-line, al fine di segnalare la loro presenza lungo le coste italiane.

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