BONUS E INCENTIVI

Aiuti alle famiglie: ecco quelli meno conosciuti (e come fare a ottenerli)

Di Alice Dutto
aiutifamiglie
19 Giugno 2019
Spesso i genitori non sanno che esistono degli incentivi alla famiglia a cui avrebbero diritto. Ecco quali sono gli aiuti statali e comunali meno conosciuti
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Bonus bebè, premio nascita, assegni per il nucleo familiare e chi più ne ha più ne metta. Il panorama degli incentivi per famiglie e bambini è variegato e - spesso - molto confuso.

 

«Molti genitori non sanno nemmeno di avere diritto ad aiuti e sovvenzioni, perché mal pubblicizzati e di difficile accesso» spiega Carolina Casolo, fondatrice di Sportello Mamme, lo sportello virtuale che analizza gratuitamente la posizione familiare gestendo online le richieste di bonus e premialità con l’obiettivo di semplificare la vita delle mamme.

 


Le tipologie di incentivi

Esistono due tipologie principali di incentivi: quelli statali, erogati dall’Inps, e quelli comunali. Le informazioni in genere si possono reperire sul sito dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, quello del comune o dei patronati. «Non sempre è facile conoscere questi incentivi, soprattutto quelli comunali, perché spesso non vengono promossi o sono di difficile comprensione».
 

Incentivi statali meno conosciuti

«Il Bonus Mamma domani e i congedi parentali sono le agevolazioni statali più popolari, ma ne esistono altri a cui, in molti casi, si avrebbe diritto senza saperlo».

 

1. Assegni al nucleo familiare

«Pochi sanno che si tratta di un aiuto che spetta anche ai liberi professionisti oltre che ai lavoratori dipendenti a seconda di determinate fasce di reddito. Per fortuna, è possibile fare richiesta fino anche a cinque anni dopo dal momento in cui se ne ha diritto. Per accedere a questi assegni è necessario inoltrare una pratica telematica attraverso il sito dell’Inps».


2. Bonus bebè

«Si tratta di uno dei bonus meno richiesti. Per averne diritto bisogna avere un Isee in corso di validità inferiore a 25mila euro. Una cifra che, però, come molti erroneamente ritengono, non corrisponde alla somma dei redditi dei genitori. Quindi, è bene non scartare a priori l’idea di richiederlo: fatevi prima calcolare l’Isee, un servizio che spesso è gratuito, e poi valutate».


3. Interdizione dal lavoro fino al settimo mese del bambino per allattamento

«È una possibilità che viene data solo in casi particolari, ad esempio a chi lavora nella ristorazione o nelle scuole, cioè in luoghi dove possono esserci rischi chimici o biologici, o fisici. In queste eventualità le donne possono rimanere a casa fino al settimo mese del bambino, retribuite al 100%».


4. Reddito di maternità

«Si tratta di un incentivo per tutte le persone che non hanno potuto accedere alla maternità obbligatoria per mancanza di requisiti. In media, si parla di un assegno una tantum di 1.600 euro, massimo 1.700, da richiedere entro sei mesi dal parto al comune di residenza e che poi viene erogato dall’Inps».
 

 

Incentivi comunali meno conosciuti

Come detto, gli incentivi comunali sono tra i più difficili da conoscere. «A volte, perché i comuni sono talmente piccoli da non avere nemmeno il sito; altre perché spesso gli sportelli deputati al rilascio di informazioni non sono aperti il weekend quando i genitori lavoratori potrebbero recarvisi. Si tratta di agevolazioni che variano a seconda dei territori, ma alcune sono disponibili in tutta Italia».
 

1. Bonus luce gas e acqua

«È un bonus legato all’Isee, che tendenzialmente deve essere inferiore agli 8mila euro. Bisogna fare richiesta ogni anno e dà diritto a uno sconto variabile a seconda dei gestori. L’importo della luce viene ridotto direttamente in bolletta, mentre per il gas arriva a casa un buono; per l’acqua, invece, in genere la scontistica viene data al condominio che poi lo ripartisce sulle spese condominiali della famiglia».
 

2. Bebè card

«Si tratta di una carta da chiedere entro sei mesi dal parto, prevista nei comuni più grandi. Dà diritto a 180 euro a bimestre, fino a un massimo di 1.800 euro totali, con cui si possono acquistare beni primari per i bambini in negozi convenzionati. Ne ha diritto chi ha un Isee inferiore a 17mila euro e per ottenere la card bisogna fare domanda al Comune di residenza».