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Bonus bebè per mamme lavoratrici: domande solo via web

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02 Aprile 2013
L'Inps definisce le modalità di erogazione dei voucher per pagare la babysitter o l'asilo nido e come presentare la domanda
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Le lavoratrici madri potranno chiedere i bonus bebè per pagare la babysitter o l'asilo nido soltanto attraverso il sito dell'Inps. Servirà un pin dispositivo che si può richiedere on line.

Il bando per l'assegnazione dei benefici non è stato ancora pubblicato. Nella circolare Inps 28 marzo 2013, n. 48 si legge che la pubblicazione avverrà con apposito messaggio sul sito Inps.

Nell'attesa vale però la pena leggere bene la circolare con tutte le informazioni relative alla procedura concorsuale e gli adempimenti conseguenti alla formazione della graduatoria. Ecco tutto il testo della circolare

Chi può richiedere il bonus

Si ricorda che il bonus può essere richiesto dalle madri lavoratrici al termine del congedo di maternità e in alternativa al congedo parentale.

Consiste in voucher per pagare la babysitter o contributi per per pagare l'asilo nido. I benefici possono essere utilizzati negli 11 mesi successivi al congedo obbligatorio, per un massimo di sei mesi.

Il contributo può essere richiesto anche se la lavoratrice ha già usufruito in parte del congedo parentale.

Al beneficio possono accedere esclusivamente le madri, anche adottive o affidatarie, sia lavoratrici dipendenti, sia iscritte alla gestione separata, per i bambini già nati (o entrati in famiglia o in Italia) o quelli la cui data presunta del parto è fissata entro i quattro mesi successivi alla scadenza del bando per la presentazione della domanda.

Per quanto riguarda la gestione separata, la circolare Inps precisa che possono chiedere i bonus tutte le lavoratrici, comprese le libere professioniste, che non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate, pertanto tenute al versamento della contribuzione in misura piena.

La circolare dice invece che non sono ricomprese le lavoratrici autonome iscritte ad altra gestione (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali, imprenditrici agricole a titolo principale, pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne).

La lavoratrice può accedere al beneficio, sia come genitore anche per più figli (in tale caso deve presentare una domanda per ogni figlio), sia come gestante (in caso di gravidanza gemellare potrà presentare domanda per ogni nascituro), purché ricorrano per ciascun figlio i requisiti di cui sopra

Sono escluse dal beneficio:

  1. le lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati;

  2. le lavoratrici che usufruiscono dei benefici di cui al Fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità istituito con l’art.19, comma 3, del decreto legge 4 giugno 2006, n.223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n.248.

A quanto ammonta il beneficio

L’importo del contributo è di 300 euro mensili. È erogato per un periodo massimo di sei mesi, divisibile solo per frazioni mensili intere, in alternativa alla fruizione del congedo parentale, comportando conseguentemente la rinuncia dello stesso da parte della lavoratrice.

La circolare precisa che per frazione mensile deve intendersi un mese continuativo di congedo che potrà essere collocato a piacere, singolarmente o in successione, purché nell’ambito degli undici mesi successivi al termine del periodo di congedo di maternità.

Come viene erogato il beneficio

Il beneficio consiste in un contributo per il pagamento del servizio di baby sitting ovvero per il pagamento di strutture eroganti servizi per l’infanzia. I primi vengono pagati sotto forma di buoni lavoro dall'Inps alla lavoratrice, mentre per gli asili nido pubblici o privati accreditati il pagamento viene erogato direttamente alla struttura prescelta.

Le lavoratrici part-time potranno fruire del contributo in misura riproporzionata in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa.

Le lavoratrici iscritte alla gestione separata possono usufruire del contributo per un periodo massimo di tre mesi.

I voucher saranno ritirati dalla madre lavoratrice presso la sede provinciale INPS territorialmente competente individuata in base alla residenza o al domicilio temporaneo dichiarato nella domanda di partecipazione al bando, se diverso dalla residenza. La madre lavoratrice potrà ritirare i voucher in un’unica soluzione oppure scegliere di ritirarne solo una parte o ritirarli con cadenza mensile.

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