Scuola e Famiglia

Contributi scolastici volontari: ecco il parere delle mamme

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16 Aprile 2014
C’è chi si arrabbia, chi cerca di capire e chi si indigna di fronte ai genitori infuriati: l’articolo sui contributi scolastici volontari ha suscitato molte polemiche sulla nostra pagina facebook. Abbiamo raccolto i commenti più significativi: ecco come reagiscono le mamme di fronte a un contributo volontario spesso spacciato per obbligatorio
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La questione del “contributo volontario” che le scuole chiedono alle famiglie, a volte facendolo passare come obbligatorio quando non addirittura minacciando di non far partecipare alle attività gli allievi che non pagano, ha sollevato molte polemiche. Soprattutto dopo che il ministero ha specificato che, proprio in quanto volontario, il contributo è assolutamente facoltativo, e lo stesso ha sottolineato il segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona. Leggendo su Facebook i commenti al nostro articolo, però, pare che molte scuole continuino a provarci, sollevando l’indignazione dei genitori.

“Oltre a tutte le tasse che paghiamo ci chiedono 50 € ad inizio anno x fotocopie etc...”, racconta ad esempio Antonella Dimino, mentre Michela Cara spiega di aver “saputo quest’anno che era facoltativo” dopo aver pagato, per il quarto anno “ben 100 euro” per i figli che frequentano le superiori. E annuncia che “l’anno prossimo cambierò tattica”. Cinzia Fontana sottolinea invece come il contributo “è volontario, ma se non glielo dai ti stressano finché non gli porti i soldi! Noi paghiamo 5 € al mese per un totale di 45/50 € l'anno”, così come Rita Silvestri, secondo la quale “c'è scritto volontario e poi le maestre ti danno le torture, comunque io pago 10 per le elementari e 20 per le medie”. (Leggi anche Aiuti alla famiglia, tutto quello che prevede la legge di stabilità per il 2014)

Molti sono anche coloro che denunciano forti pressioni da parte delle scuole

Donatella Angotti racconta di come alla scuola della figlia “hanno detto che chi non paga sarà messo in lista d’attesa”, così come Maria Distefano, la quale quest'anno aveva “deciso che non avrei dato un euro. Inizialmente c'è stata la forzatura da parte di chi gestisce, con subdole minacce del tipo che i bambini non ‘donatori’ sarebbero stati esclusi da certe attività scolastiche”.

E ancora, Patrizia Rastelli ricorda che “due anni fa mi son permessa di non pagare l'intera somma ma una parte. Dopo le festività del Natale hanno detto che i bimbi della materna iniziavano a fare inglese musica e se non ti mettevi a posto con il contributo tuo figlio (parliamo di bimbi di 4-5 anni) veniva escluso dalle attività perché con la musica preparano le recite! Ora, come si può far capire a un bambino di quell'età che mamma non ha pagato per principio? Sei costretta a pagare perché non si senta escluso, emarginato”.

Ma ci sono anche scuole che, davanti alle resistenze dei genitori, “contrattano” come al mercato

“La cosa più divertente - scrive infatti Maddalena Cangemi - è quando dicono che se non puoi dare 10 euro ne vanno bene anche 5 se hai un figlio, se ne hai più d’uno ti fanno un forfait. Scusate, ma questo è pizzo! E io non glielo darò mai!”. Altri istituti, invece, chiedono di contribuire “in natura”, come testimonia Sandra Loi: “Mio figlio fa la prima elementare e durante le vacanze di Natale i genitori che potevano sono stati invitati a pitturare le pareti!”.

Altre scuole, invece, davanti al rifiuto dei genitori, cominciano a fare marcia indietro: “Appena parlato con la scuola del mio bimbo - riferisce Irma Canella -. Quando hanno capito che non riuscivano più a raggirarmi mi hanno detto che in effetti è volontario e quindi sta a discrezione dei genitori... Chissà nel frattempo quanti genitori verseranno la bellezza di 40 euro pensando di essere obbligati. Che vergogna!”. (Potrebbe interessarti: Scuola superiore, come ottenere l'esenzione dalle tasse scolastiche)

Ma se in tanti si indignano, c’è anche chi se la prende con i genitori infuriati

“Non capisco tanta indignazione in alcuni commenti - scrive ad esempio Rossella Losapio -. Alle scuole hanno tolto tutto! I bambini non hanno neanche la carta igienica! È una scuola pubblica, è vero, ma non potete cadere dal pero... Sappiamo dei tagli alla scuola, alle Asl, ecc... nessuno si frega niente!”. E ancora, Ylenia Stark avverte chi decide di non pagare il contributo che “poi i vostri figli coloreranno con le dita, visto che le scuole non hanno carta per pulire i vostri figli quando fanno i bisogni! Infatti la direttrice ha richiamato gli insegnanti dicendo di usarne meno... Per voi sono 20 euro, ma le maestre ci tirano fino alla fine dell’anno!”. E Federica Scorti sottolinea come “il fondo che chiedono e che le solite furbe non pagano serve anche a coprire il materiale per i vostri figli”, e lo stesso fa Daniela Scalzullo spiegando che “chi non paga usufruisce delle cose grazie a chi ha pagato. Bravi genitori, vantatevi pure di non pagare! Bella scusa, è più facile evitare il problema e stare alle spese degli altri”.

Commenti ai quali risponde piccata Fara Bmm: “Ora il problema è di chi non paga pur non essendo obbligatorio? Oh, ma che, vi si è annebbiato il cervello o cosa? Già si è in difetto quando non paghiamo le tasse dovute, ora è diventato un problema pure se non paghiamo quando non è dovuto? Io con le mie tasse già pago tutto”. (Potrebbe interessarti Assegno per le famiglie numerose)

Infine, tra chi si infuria da una parte e chi dall’altra, c’è anche chi, semplicemente, si arrende all’evidenza

Stefania Pelliccia, ad esempio, spiega come “è vero che la scuola ha pochissimi fondi, quindi anche se trovo ingiusta la richiesta (viste le tasse che paghiamo allo Stato) è comunque lecito chiederla alle famiglie se si vuole far funzionare la scuola”, ed Elisa Cimatti racconta che “io li do volentieri, soprattutto quando vedo le maestre che tirano fuori di tasca propria i soldi per comprarsi ad esempio gli scaffali dove riporre il materiale dei bambini”.

DAL FORUM Bonus, agevolazioni e aiuti per le famiglie: Assistenza fiscale, agevolazioni fiscali, bonus, aiuti alle famiglie. Risponde Giuseppe Mastrototaro, responsabile del Centro Raccolta Caf Fenapi Bisceglie

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