Contributi scolastici

I contributi scolastici? Sono solo volontari

Di Concetta Desando
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11 aprile 2014
Nonostante il richiamo del ministero, molte scuole continuano a chiedere soldi ai genitori spacciando per quasi obbligatorio un versamento che in realtà non è tale, come specifica il segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona

Ci sono scuole che chiedono pochi euro, e altre che arrivano anche a 200 e oltre: sono i contributi scolastici, che dovrebbero essere volontari ma il cui versamento spesso – persino con toni ultimativi e quasi ricattatori – viene richiesto insistentemente ai genitori. Domandando anche gli arretrati, chi con velate minacce, chi facendo leva sul senso di solidarietà e chi giocando sul fatto che i tagli da parte dello Stato hanno reso indispensabile il finanziamento da parte dei genitori. Invece, il ministero lo sottolinea e lo ribadisce a chiare lettere: “I contributi scolastici sono volontari”. Specificando che “Nessun istituto può subordinare l’iscrizione degli alunni al preventivo versamento del contributo”. Per cui, se succede, ciò “non solo è illegittimo, ma si configura come una grave violazione dei propri doveri d’ufficio”, e questo comportamento può essere denunciato “agli Uffici scolastici regionali che sono responsabili della vigilanza sulle scuole”. (Leggi anche Aiuti alla famiglia, tutto quello che prevede la legge di stabilità per il 2014)

 

Il ministero spiega quindi al Corriere della Sera che “al netto di chi ha l’esonero per merito, motivi economici o appartenenza a speciali categorie, si devono pagare soltanto le tasse di iscrizione, frequenza, di esame e di diploma (e, per gli istituti tecnici, i professionali e l’artistico, il “contributo di laboratorio” stabilito da un Regio decreto del 1924, ndr). Tutto il resto può essere chiesto ma è del tutto volontario”. (Potrebbe interessarti: Scuola superiore, come ottenere l'esenzione dalle tasse scolastiche)

 

A ribadire il fatto che si tratti di versamenti “volontari e del tutto facoltativi” è anche il segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, il quale sottolinea come “è illegittima la pretesa di quegli istituti che lo richiedono spacciandolo per obbligatorio”.

 

Una circolare del ministero di qualche anno fa, spiega una nota dell’associazione, chiarisce che “in ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità, non è consentito richiedere alle famiglie contributi obbligatori di qualsiasi genere o natura per l'espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all'assolvimento dell'obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro), fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (quali ad esempio assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, etc.). Eventuali contributi per l'arricchimento dell'offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria”. (Potrebbe interessarti Assegno per le famiglie numerose)

 

“Ricordiamo – sottolinea Dona – che le tasse obbligatorie sono riconoscibili, peraltro, perché intestate all’Agenzia delle Entrate e mai alla scuola. Inoltre, per quanto riguarda le famiglie che decidano di contribuire, hanno il diritto di ricevere dalla scuola informazioni specifiche in merito all’utilizzo del versamento e che tale contributo (letteralmente “erogazione liberale”) è detraibile nella dichiarazione dei redditi nella misura del 19% (nel rigo E19, codice 31)”.

 

L'Unione Nazionale Consumatori, inoltre, ha interessato l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sui contributi scolastici volontari, richiesti da alcune scuole come se fossero obbligatori, in collaborazione con Skuola.net, secondo la quale ogni anno le famiglie versano 200 milioni di euro di contributi scolastici.

 

“Dal 2009 Skuola.net ha raccolto quasi un migliaio di segnalazioni circa irregolarità sulla richiesta di contributi scolastici - afferma Daniele Grassucci, responsabile delle relazioni esterne del portale Skuola.net- documentando, quindi, un malcostume ormai diventato prassi nelle nostre scuole. Dalle famiglie si esigono somme che vanno dai 20-30 euro alle scuole medie fino ai 250 alle superiori, senza però specificare che si tratta di un’erogazione liberale. Nei casi più gravi si minaccia di non iscrivere gli studenti non in regola con i pagamenti, di bocciarli, di non ammetterli agli scrutini oppure di procedere al recupero coatto delle somme”. Dalle stime elaborate dal portale recentemente, ammonterebbe ad almeno 200 milioni di euro la somma che annualmente dalle tasche delle famiglie va a rimpinguare le casse delle scuole”.

 

“Le famiglie che vogliono contribuire (certe scuole sono effettivamente a corto di risorse) - continua l’avvocato Dona - hanno il diritto di ricevere informazioni specifiche in merito all’utilizzo del versamento e alla possibilità che tale contributo (letteralmente ‘erogazione liberale’) sia detraibile nella dichiarazione dei redditi. Ci auguriamo che l'Autorità Antitrust intervenga prontamente”.

 

DAL FORUM Bonus, agevolazioni e aiuti per le famiglie: Assistenza fiscale, agevolazioni fiscali, bonus, aiuti alle famiglie. Risponde Giuseppe Mastrototaro, responsabile del Centro Raccolta Caf Fenapi Bisceglie

 

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