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In arrivo un assegno universale per ogni figlio?

Di Niccolò De Rosa
soldi

15 Marzo 2017
È argomento caldo di questi giorni la possibile modifica al sistema di sostegno per le famiglie che passerebbe ad assumere carattere "universale" (assegno per tutti i genitori e non solo per alcune categorie) e continuato nel tempo. La proposta è però ancora in fase di lavorazione

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Dopo due anni dalla prima proposta, si riapre al Senato la discussione sul disegno di legge delega Lepri che andrebbe a ridisegnare alcune politiche di sostegno alla famiglia.

 

L'accelerazione sul tema (il ddl è stato citato anche nei giorni scorsi da Tommaso Nannicini alla convention PD del Lingotto), oltre che esser figlia del bollente clima politico di questi mesi, si è resa necessaria per i dati Istat che vedono culle sempre più vuote e popolazione in costante invecchiamento. Urge un'inversione di marcia a sostegno della famiglia.

 

Un assegno "per tutti"

La novità più importante sul tavolo riguarda l'introduzione anche in Italia dell'assegno universale per i figli. Qualora il ddl dovesse passare infatti, ogni soggetto a carico della famiglia (quindi che non ha un reddito proprio per mantenersi) varrà un incentivo di 200 euro al mese dalla nascita fino ai tre anni d’età, di 150 euro al mese da tre fino ai 18 anni e di 100 euro al mese dai 18 fino ai 26 anni. Oltrepassata tale soglia d'età, lo Stato cesserà l'erogazione del bonus anche se il figlio non è ancora in grado di provvedere autonomamente al suo sostentamento.

Le cifre dell'aiuto mensile varierebbero a seconda delle condizioni economiche del nucleo famigliare beneficiario dell'assegno (ISSE inferiore a 30.000 euro corrisponde al massimo dell'incentivo).

 

 

Tale provvedimento non si aggiungerebbe agli aiuti statali già esistenti, ma andrebbe a sostituirli.

Il vantaggio però risiederebbe in una maggiore inclusività della misura, poiché, sebbene con somme differenti, l'assegno toccherebbe a quasi tutti i genitori, mentre a oggi sostegni simili spettano solo a lavoratori dipendenti e pensionati (ingiustamente esclusi, ad esempio, gli incapienti, ossia quei soggetti che guadagnano talmente poco da non dover pagare le tasse).

 

Essendo un disegno di legge delega però, la proposta è ancora espressa in termini molto generali e occorrerà attendere le votazioni delle due Camere per avere un'idea più concreta dell'effettiva concretezza della manovra.

 

FONTE: Repubblica, Il Foglio

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