Aiuti ai nuovi nati

In Lombardia debutta il Fondo Nasko

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04 Ottobre 2010
La regione mette a disposizione un assegno mensile di 250 euro (per un massimo di 18 mesi) alle donne che rinunciano a un'interruzione di gravidanza decisa per problemi economici.
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E' attivo dal 1° ottobre il Fondo Nasko, attraverso il quale Regione Lombardia mette a disposizione un assegno mensile di 250 euro (per un massimo di 18 mesi) alle donne che rinunciano a una interruzione di gravidanza, decisa per problemi economici.

''La nascita e l'avvio concreto dell'attività di questo Fondo - spiega il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni - risponde al traguardo ideale che ci siamo posti, e cioè il fatto che nessuna donna dovrà più essere costretta ad abortire in Lombardia per problemi economici. Con questo strumento vogliamo contribuire a eliminare qualunque ostacolo che renda difficoltoso fare una scelta a favore della vita''.

Nasko ha una dotazione di 5 milioni di euro e prevede di garantire un contributo complessivo fino a 4.500 euro nell'arco di 18 mesi (suddivisi tra il periodo precedente il parto e quello successivo alla nascita del bambino). L'assegno, prosegue la nota, sarà erogato direttamente alle donne che accetteranno e seguiranno un progetto personalizzato di aiuto realizzato dai Consultori familiari e i Centri di Aiuto alla Vita (Cav).

Questo "progetto personalizzato" comprende una serie di interventi o servizi - erogati anche da altri soggetti pubblici o privati coinvolti nel progetto stesso - che il contributo regionale di 250 euro integra e completa. Il fondo viene gestito direttamente dalla Regione, attraverso una piattaforma web ad accesso riservato ai Consultori familiari e ai CAV iscritti negli elenchi regionali, che segnaleranno i nominativi delle donne beneficiarie del sostegno economico.

Le beneficiarie riceveranno entro pochi giorni una carta prepagata messa a disposizione gratuitamente, grazie a un accordo di collaborazione con la Banca Popolare di Milano. Sulla carta sarà caricato mese per mese l'importo del contributo che le madri potranno spendere secondo le necessità concordate con il Consultorio o il CAV. La Regione effettuerà controlli sul corretto utilizzo del fondo Nasko, sul sostegno economico erogato alla donna e sulla effettiva attuazione di quanto contenuto nei progetti di aiuto personalizzato.

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