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Famiglie in difficoltà

Ok al "reddito di inclusione" per le famiglie in difficoltà

salvadanaiosoldi

10 Marzo 2017
Il Senato ha votato sì al "reddito di inclusione". Il provvedimento aveva già avuto l’ok della Camera e diventa legge. La parola passa ora al Governo, che deve preparare il decreto attuativo. Viene così introdotto il cosiddetto reddito di inclusione per quei nuclei familiari che avranno i requisiti previsti dalla legge.

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138 sì, 71 no, 21 astenuti. Così ha votato ieri il Senato per il cosiddetto "reddito di inclusione". Il provvedimento aveva già incassato il sì della Camera. Manca solo il decreto attuativo del Governo. Verrà previsto un aiuto economico a 400mila famiglie con bambini minorenni a carico, pari a un milione e 770 mila individui. Un modo per aiutare le famiglie al di sotto della soglia di povertà assoluta, a partire dai nuclei con figli.

 

"Approvata la legge sulla #povertà. Un passo avanti per venire incontro alle famiglie in difficoltà. Impegno sociale priorità del Governo" ha commentato ieri su Twitter Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio.

Questo provvedimento, il Rei, reddito di inclusione, è una misura universale che tiene conto della condizione di bisogno economico e non dell’appartenenza a singoli categorie (anziani, disoccupati, genitori soli, ecc.). Come spiega il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, "rappresenta il pilastro fondamentale del Piano nazionale per la lotta alla povertà e colma un vuoto annoso nel sistema italiano di protezione degli individui a basso reddito, che ci vedeva come l’unico Paese, insieme alla Grecia, privo di una misura strutturale di contrasto alla povertà. Il REI è il segno di un nuovo approccio alle politiche sociali, fondandosi sul principio dell’inclusione attiva, ovvero sul vincolo di affiancare al sussidio economico misure di accompagnamento capaci di promuovere il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro di coloro che ne sono esclusi".

 

Reddito di inclusione: in che cosa consiste

 

I principi della delega stabiliscono che il “reddito di inclusione” deve essere una misura unica a livello nazionale, di carattere universale, subordinata alla prova dei mezzi e all’adesione a un progetto personalizzato di inclusione, articolata in un beneficio economico e in una componente di servizi alla persona.

 

I requisiti per beneficiarne

 

Per poterne beneficiare sarà previsto un requisito di durata minima di residenza nel territorio nazionale. Ed è anche previsto un incremento graduale del beneficio e dell’estensione dei beneficiari, da individuare tra i nuclei famigliari con figli minori o con disabilità grave, donne in stato di gravidanza, disoccupati di età superiore a 55 anni.

 

Il reddito di inclusione andrà a sostituire il Sia (Sostegno per l'inclusione attiva) che ora è pari a 400 euro. Con la nuova legge, l'importo dovrebbe aumentare fino a 480 euro mensili. A constatare il disagio economico sarà un Isee inferiore o uguale a 3.000 euro, oltre all'assenza di altri trattamenti economici rilevanti.

 

Vai sul sito senato.it per leggere più informazioni sul disegno di legge

 

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