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Premio alla nascita esteso anche alle donne straniere

Di Luisa Perego
eurosoldi
15 Febbraio 2018
La platea delle mamme che possono fare richiesta del premio di 800 euro per la nascita del proprio figlio o adozione è stata allargata. L'Inps ha appena pubblicato una circolare che estende il bonus mamma anche alle mamme straniere regolarmente presenti in Italia. L'Istituto si attivato dopo la sentenza del Tribunale di Milano che aveva chiesto di allargare l'assegno.
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Prosegue la vicenda sul bonus mamma domani di 800 euro. L'Inps ha appena pubblicato una circolare [messaggio n.661 13-02-2018] in cui comunica che "le domande di premio alla nascita presentate dalle donne straniere regolarmente presenti in Italia, in precedenza respinte in applicazione delle circolari n. 39/2017, n. 61/2017 e n. 78/2017, saranno oggetto di riesame".

 

In pratica l'erogazione del bonus sarà allargata anche alle straniere che non hanno un permesso di lunga durata, inizialmente escluse dal beneficio.

 

Che cosa è il bonus mamma domani?
Questo bonus di 800 euro viene corrisposto in un'unica soluzione per figlio/affidamento/adozione dall'Inps "per la nascita o l’adozione di un minore, a partire dal 1° gennaio 2017, su domanda della futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza (inizio dell’ottavo mese di gravidanza) o alla nascita, adozione o affido".

 

 

La decisione è stata presa dopo la pronuncia del Tribunale di Milano, che aveva censurato il meccanismo di assegnazione del bonus una tantum. L'Inps ha quindi diffuso la circolare e amplia così la platea dei beneficiari degli 800 euro.

 

Si legge quindi: "Con Ordinanza del 12 dicembre 2017, emessa nella causa iscritta al n. di R.G. 6019/2017, il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso dell’APN, ASGI e Fondazione Giulio Piccini c/INPS avverso le citate circolari Inps, in materia di 'Premio alla nascita', nella parte in cui è stato limitato l’accesso al predetto beneficio economico ad alcune categorie di donne straniere e precisamente alle donne titolari del permesso di soggiorno UE per soggiornante di lungo periodo di cui all'articolo 9 del decreto legislativo n. 286/1998, della carta di soggiorno o carta di soggiorno permanente di cui agli articoli 10 e 17 del decreto legislativo n. 30/2007.

 

Con il citato provvedimento è stato, inoltre, ordinato all’Inps di eliminare la condotta discriminatoria attraverso 'l’estensione del beneficio assistenziale denominato 'premio alla nascita' a tutte le future madri regolarmente presenti in Italia che ne facciano domanda e che si trovino nelle condizioni giuridico-fattuali previste dall’art. 1 comma 353 della L. n. 232 del 2016', procedendo alla pubblicizzazione dell’ampliamento del novero dei beneficiari 'attraverso la pubblicazione di una nota informativa sulla home page del proprio sito internet' (così l’Ordinanza)".

 

L'art. 1 comma 353 della L. n 232 del 2016


In questo comma si legge che "a decorrere dal 1º gennaio 2017 è riconosciuto un premio alla nascita o all'adozione di minore dell'importo di 800 euro. Il premio, che non concorre alla formazione del reddito complessivo di cui all'articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è corrisposto dall'INPS in unica soluzione, su domanda della futura madre, al compimento del settimo mese di gravidanza o all'atto dell'adozione".

 

L'Inps con questa circolare fornisce le prime istruzioni di estensione del beneficio.

In pratica:

 

  • Le domande di premio alla nascita presentate dalle donne straniere regolarmente presenti in Italia, in precedenza respinte in applicazione delle circolari n. 39/2017, n. 61/2017 e n. 78/2017, saranno oggetto di riesame alla luce dell’Ordinanza n. 6019/2017.
  • Per farlo bisognerà fare di nuovo richiesta, con il modulo seguente pubblicato dall'Inps.
  • Occorre fare richiesta presso la Struttura territoriale competente.
  • La Struttura valuterà, "in base alla citata Ordinanza, la sussistenza dei requisiti sia con riferimento alla regolare presenza in Italia sia con riferimento agli altri requisiti giuridico-fattuali richiesti dalla legge".
  • I premi verranno corrisposti con "riserva di ripetizione se, all’esito del giudizio di impugnazione del citato provvedimento giudiziale da parte dell’Istituto, emergerà un diverso orientamento giurisprudenziale".

In pratica, in questa ultima postilla si legge che i premi verranno corrisposti, ma la partita non è ancora chiusa, dato che l'Inps ha presentato ricorso contro la sentenza del Tribunale. L'appello alla corte milanese è atteso per il 22 marzo.

 

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