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Adenomiosi uterina: cos’è e come intervenire

di Viola Stellati - 06.04.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Le donne in età fertile corrono il rischio di soffrire di adenomiosi uterina: di cosa si tratta e quali sono i trattamenti disponibili

In questo articolo

Adenomiosi

L'apparato genitale delle donne è purtroppo vittima di alcune condizioni che di certo non fanno stare bene chi le vive. Una di queste è l'adenomiosi uterina che consiste in una patologia ginecologica che, per fortuna, può essere trattata in diversi modi. Cerchiamo di capire insieme di cosa si tratta, quali rischi si corrono e come intervenire.

Cos’è esattamente l’adenomiosi

Il nostro Ministero della Salute riporta che l'adenomiosi è una condizione estrogeno-sensibile che colpisce le donne in età fertile. Una patologia che consiste nell'espansione dell'endometrio, vale a dire della mucosa che riveste internamente l'utero, anche lungo le pareti muscolari uterine.

Ciò vuol dire che l'utero si ingrandisce fino a raggiungere il doppio o il triplo delle sue normali dimensioni, anche se in genere non arriva a superare la grandezza di un utero quando si trova alla dodicesima settimana di gestazione.

Attualmente si ritiene che forme lievi di adenomiosi colpiscano circa un quinto delle che hanno un'età superiore ai 40 anni.

Quali sono i sintomi e le cause

Nonostante i vari studi condotti fino a questo momento, non è ancora possibile dire con certezza quali sono le cause dell'adenomiosi. Esistono però diverse teorie che cercano di spiegare perché l'endometrio va ad invadere il miometrio. Tra queste possiamo citare:

  • la presenza di cellule staminali nella parete uterina;
  • alcuni tessuti in più nella parete uterina che vanno ad aumentare durante l'età adulta;
  • infiammazione uterina a seguito del parto;
  • parti multipli;
  • interventi di legatura delle tube;
  • ciclo mestruale non regolare.

Per quanto riguarda i sintomi, invece, il Manuale MSD versione per professionisti sottolinea che i più frequenti sono:

  • sanguinamento mestruale eccessivo;
  • dismenorrea;
  • anemia.

Specifica inoltre che in alcune circostanze può comparire dolore pelvico cronico, ma che comunque i sintomi dell'adenomiosi uterina tendono a risolversi autonomamente a seguito della menopausa.

Eventuali complicanze

Da non sottovalutare sono le complicanze legate all'adenomiosi uterina.

Se tale disturbo comporta mestruazioni abbondanti e prolungate nel tempo, per esempio, si corre il rischio di sviluppare anemia cronica a cui seguono, inevitabilmente, una serie di altri problemi di salute.

Inoltre, questa condizione può rendere difficile il concepimento, mentre in presenza di una gravidanza fa sì che sia maggiore il rischio di aborto spontaneo e/o di parto prematuro. È bene sapere, infine, che in questi ultimi anni stanno aumentando sempre di più le evidenze scientifiche sull'associazione tra adenomiosi ed endometriosi.

I trattamenti disponibili

Come si può leggere sul sito del Gruppo Ospedaliero Italiano, il trattamento dell'adenomiosi prevede quattro diverse soluzioni:

  • il dolore può essere sconfitto con l'uso di farmaci antidolorifici FANS. C'è da specificare però che questo tipo di trattamento non risolve la causa della patologia: è solo un aiuto per affrontare il ciclo mestruale con meno disagio e dolore;
  • terapia ormonale con prescrizione della "pillola" anticoncezionale: regola la produzione di estrogeni;
  • termoablazione dei tessuti dell'endometrio presenti lungo la parete muscolare;
  • embolizzazione: una tecnica piuttosto all'avanguardia che permette di trattare l'adenomiosi in maniera assolutamente poco invasiva, e quindi senza tagli e nemmeno bisturi.

Nei casi molto severi o che purtroppo non sono trattabili in altra maniera, si può ricorrere alla rimozione dell'utero o all'isterectomia.

Le buone abitudini

Come tutte le problematiche che si possono avere nel corso della propria vita in fatto di salute, anche per evitare l'adenomiosi è importante avere uno stile di vita sano, ma anche sottoporsi a controlli ginecologici periodici.

Da non sottovalutare è l'alimentazione che potrebbe aiutare a ridurre i rischi di sviluppare la patologia. Per fare degli esempi più pratici, andrebbero evitate sostanze che possono purtroppo favorire alcuni processi infiammatori, come gli zuccheri, la caffeina, gli oli vegetali e gli alcolici.

Al contempo è un'ottima abitudine prestare attenzione anche all'eccessivo consumo di soia poiché contiene i fitoestrogeni.

Ma sfortunatamente, poiché le cause dell'adenomiosi non sono ancora del tutto note, non è possibile prevenire completamente la malattia.

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