LE INFLUENZE DELLA LUNA

Il calendario lunare influenza il parto e il sesso del bambino?

Di Alice Dutto
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06 Giugno 2019
Si dice che quando c'è la Luna piena nascano più bambini. O che sarà sicuramente un maschio se, al momento del concepimento, la Luna è crescente. Quanta verità c'è in queste credenze?
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Ci sono molte credenze che attribuiscono alla Luna particolari influenze sulla gravidanza e la nascita. Si dice che, in base alla fase lunare al momento del concepimento il bambino potrebbe essere maschio o femmina, oppure che ci sia un picco di nascite quando c'è la Luna piena.
 

 

«Si tratta ovviamente di leggende – spiega Lorenzo Montali, docente di psicologia sociale, esperto di leggende metropolitane e rappresentazione della scienza e della tecnologia dell'Università Milano-Bicocca e vicepresidente del Cicap, Comitato Italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze – che nascono dal fascino che la Luna ha sempre suscitato sugli esseri umani fin dall'antichità».

 

Perché la Luna ci affascina

La Luna è da sempre legata a un immaginario fantastico, mitico e magico. «Una suggestione dovuta al fatto che la vediamo molto bene: è vicina, ma allo stesso tempo lontana – spiega il professore –. A differenza del Sole, poi, cambia forma a seconda della posizione rispetto alla Terra e assume colori diversi. Tutti elementi che rendono questo oggetto misterioso e carico di fascino».

 

A questo si aggiungono delle verità scientifiche: «È dimostrato che la Luna abbia un'influenza sull'attività vulcanica, ma anche sull'alternarsi delle maree in relazione alla forza di attrazione esercitata dal satellite».
 

Quando c'è la Luna piena nascono più bambini?

«Molti credono che ci sia un picco di nascite quando la Luna è piena o quando è crescente. La credenza nasce proprio dall'influenza della Luna sulle maree. Il bambino è infatti immerso nel liquido amniotico che, al pari dell'acqua nel mare, dovrebbe essere attratto dalla gravità lunare».

La convinzione è stata così forte che è stato fatto uno studio sul tema, che è stato pubblicato sullo European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology. Si tratta di un'analisi retrospettiva su 23.689 nascite, prendendo in considerazione 1.484 cicli lunari lungo 120 anni (dal 1810 al 1929).
I registri delle nascite sono stati ottenuti dagli archivi parrocchiali cattolici in dieci villaggi rurali spagnoli.

Il risultato è stato che non esiste un modello con cui collegare le fasi lunari con la frequenza delle nascite«Si tratta quindi di una leggenda, che non ha una base scientifica».

 

Il calendario lunare per prevedere il sesso dei bambini

Secondo il mito del calendario lunare, la fase della Luna al momento del concepimento influirebbe sul sesso del nascituro: se la Luna è crescente, il bambino sarà maschio; se calante, si avrà una bella femmina.
 


«Si tratta di una superstizione che non ha nessuna base razionale: si sa infatti che sul Pianeta il numero di uomini e donne più o meno si equivale – prosegue il professore –. Ma, come per molte altre credenze, quella del calendario lunare è legata al desiderio di controllare ciò che non si può dominare e che si desidera».

 

Perché le credenze sopravvivono

Il ruolo della superstizione è molto importante per gli esseri umani perché consente di trasformare ciò che è incerto in qualcosa di certo. Per questo ha così successo e sopravvive anche se viene smentita dalla realtà.

«Gli esseri umani tendono a evitare la “dissonanza cognitiva”, cioè la differenza tra l'aspettativa e la realtà. Un fenomeno che tendenzialmente si supera in due modi: dimenticandosi della credenza o trovando delle giustificazioni
».

Ad esempio, si sa che fumare fa male, ma magari non si è pronti a smettere. «Superiamo questa consapevolezza cominciando a pensare cose come: “fumare fa male, ma mia nonna è vissuta fino a 90 anni". Così ci convinciamo che possiamo continuare nonostante sappiamo quanto sia dannoso per la salute».

Nel caso del calendario lunare «si può dire che ci si è sbagliati perché non si è calcolato bene il momento del concepimento, oppure ci si dimentica di aver fatto il test perché ci si concentra sulla felicità di essere diventati genitori».