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Spotting intermestruale: le cause e le eventuali terapie per far sì che non accada

di Viola Stellati - 26.10.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
A tutte le donne possono capitare degli episodi di spotting intermestruale: che cosa sono, perché avvengono e cosa bisogna fare quando succede

Cos’è lo spotting intermestruale e cosa fare quando capita

Qualsiasi donna può manifestare delle piccole perdite ematiche vaginali anche al di fuori del ciclo mestruale. Quando capita in medicina si fa riferimento allo spotting intermestruale, una condizione di cui è importante conoscere le cause per individuare le eventuali terapie che possono essere utilizzate per far sì che non accada più (o quasi).

In questo articolo

Cos’è esattamente lo spotting intermestruale

"Spotting" è un termine inglese che viene tradotto in italiano con "macchiare". E, come dice la parola stessa, consiste in perdite anomale di sangue uterino di colore scuro che si verificano in genere nell'intervallo tra una mestruazione e l'altra, motivo per cui si parla di spotting intermestruale.

La prima cosa da sapere è che non è una patologia, tuttavia può essere un sintomo di qualcosa di più profondo che deve essere necessariamente indagato. Lo spotting intermestruale è quindi un normale fenomeno fisiologico ma che può avere diverse cause. Per questo motivo, nell'eventualità in cui dovesse accadere, è bene parlane con la propria ginecologa o ginecologo di fiducia. Professionisti che saranno in grado di indagarne le cause.

Le cause più comuni dello spotting intermestruale

Tra le cause più comuni dello spotting intermestruale c'è un'alterazione dell'equilibrio ormonale generato da un forte periodo di stress. Quando il corpo è sottoposto a uno stato nervoso molto intenso produce adrenalina e cortisolo, due ormoni che mettono in allerta il nostro organismo aiutandolo a fronteggiarre quelle situazioni che vengono percepite come "pericolose". Lo spotting, in questi casi, si verifica quando lo stimolo diventa cronico al punto da mutare il fisiologico equilibrio ormonale.

Un altro motivo per cui si possono presentare perdite ematiche fuori dal ciclo mestruale è l'uso di metodi anticoncezionali come la pillola contraccettiva, la spirale, il cerotto o l'anello vaginale. Secondo diversi studi scientifici, come quello condotto da Bachmann e Korner, lo spotting tra un ciclo e l'altro si verifica nel 10% circa delle donne che usano la pillola (o il cerotto, o l'anello vaginale) durante il primo mese di assunzione

In questo periodo, infatti, la presenza di perdite di sangue intermestruale è considerata normale perché il nostro corpo deve abituarsi a gestire estrogeni e progestinici.

Nell'eventualità in cui dovessero prolungarsi per diversi mesi, è buona norma rivolgersi al medico per valutare se il dosaggio ormonale sia quello più adeguato o meno.

Nel caso della spirale, invece, lo spotting potrebbe essere dato da un inserimento non corretto del dispositivo anticoncezionale.

Anche l'obesità potrebbe causare uno squilibrio ormonale che può dare origine allo spotting, mentre quando si hanno mestruazioni piuttosto abbondanti, la ragione di queste perdite di sangue potrebbe essere connessa alla presenza di un polipo all'interno dell'utero. Infine, ad alimentare questo fenomeno potrebbe essere anche la presenza di eventuali disturbi della tiroide, diabete, patologie coagulatorie, delle ovaie, fibromi etc.

Spotting in gravidanza, c’è da preoccuparsi?

Se nella vita di tutti i giorni lo spotting non desta enormi preoccupazioni, durante la gravidanza è una sorta di campanello d'allarme per lo stato di salute della madre e del bimbo che porta in grembo.

Nell'eventualità in cui si verifichi prima delle 12 settimane, infatti, può essere sintomo di un problema serio: può portare a una gravidanza extrauterina o a un aborto spontaneo. Se accade dopo le 12 settimane, invece, si potrebbero verificare emergenze ostetriche come la placenta previa.

In sostanza, lo spotting in gravidanza deve essere sempre segnalato al proprio ginecologo. Sarà lui a valutare la situazione e richiedere, se necessari, ulteriori accertamenti.

Abbiamo parlato di spotting tra un ciclo e l'altro con la Dott.ssa Manuela Farris, Specialista in ostetricia e ginecologia.

Cosa fare in caso di spotting intermestruale

Nella maggior parte dei casi gli episodi spotting intermestruale sono assolutamente innocui. È un fenomeno, però, che non va mai sottovalutato e per questo è importante rivolgersi al medico.

La prima cosa che farà lo specialista sarà una visita ginecologica approfondita e, se lo riterrà opportuno, bisognerà sottoporsi ad alcuni esami specifici come:

  • analisi del sangue;
  • ecografia transvaginale;
  • pap test;
  • colposcopia con eventuale biopsia del collo uterino;
  • ecografia pelvica.

Tutto questo perché per poter iniziare un trattamento efficace è necessario capire la causa scatenante del sanguinamento tra una mestruazione e l'altra.

Se in atto ci sono processi infettivi o infiammatori o sanguinamenti dovuti a problemi ormonali, la terapia più efficace sarà, molto probabilmente, a base di farmaci. Mentre nelle situazioni in cui è presente una patologia organica, potrebbe essere necessario sottoporsi a una terapia chirurgica.

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