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Fecondazione assistita

Fecondazione assistita, i dati di chi vi ricorre

Di Niccolò De Rosa
fecondazioneassistita

19 Maggio 2016
CENSIS e Associazione IBSA pubblicano i dati raccolti sulle esperienze delle coppie italiane che si rivolgono alla pratica della PMA. Tempi lunghi e invecchiamento generale dei soggetti rendono sempre più complicata la buona riuscita delle terapie.

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A otto anni dall'ultima indagine sul tema il Censis, in collaborazione con la Fondazione Ibsa, ha redatto presentato i risultati di Diventare genitori oggi: il punto di vista delle coppie in Pma, una ricerca realizzata su un campione di 361 coppie seguite da 23 centri per il trattamento dell’infertilità sparse sul territorio italiano.

 

Argomento centrale è dunque il trattamento dell'infertilità, problematica che affligge il 15% delle coppie dei Paesi più industrializzati; a tal proposito, i dati mostrano un certo cambiamento nei profili di coloro che scelgono di avvalersi alla tecnica della PMA (Procreazione Medicalmente Assistita).

 

Aumento dell'età media di chi vi ricorre

Rispetto all’ultimo rilevamento infatti, è stato riscontrato un aumento d’età media sia per il partner maschile (che passa da 37,7 anni nel 2008 a 39,8 anni nel 2016), sia per la controparte femminile (che invece sale da 35,3 anni a 36,7 anni).  Questo invecchiamento però fa sì che le condizione professionali siano in generale più solide per entrambi.

 

Il ritardo nel rivolgersi all'assistenza medica per avere un figlio (riflesso anche nei tempi più lunghi occorsi per rendersi conto di un oggettivo problema di fertilità, in media 15,5 mesi) va però direttamente a influire sulle possibilità di successo delle tecniche: la percentuale di gravidanze sulle coppie trattate, considerando tutte le tecniche, si aggira infatti intorno al 22%. Un fattore che influisce su queste tempistiche, secondo i ricercatori, è il livello d'istruzione, poiché le coppie con titoli di studio superiori attendono molto mento tempo a rivolgersi ad un centro PMA.

 

SUPERARE L'OSTACOLO

Una volta appurato il problema,  il 72,5% delle coppie si rivolge prima al proprio ginecologo, mentre solo il 13,6% indica afferma di essersi rivolto subito ad un centro di Pma (dato raddoppiato rispetto a otto anni fa). In pochi invece chiedono i primi pareri ad andrologi o urologi (6,2%) o al medico di base (5,8%).

Solo a poco più della metà delle coppie (55%) viene però diagnosticato una problematica specifica; in buona parte dei casi, la causa dell'infertilità rimane incerta, se non addirittura sconosciuta .

 

Quali sono i criteri di scelta di un Centro PMA? Perlopiù la fama della struttura (38,6%), la vicinanza al proprio domicilio e i consigli di coppie che hanno già avuto esperienze simili.

 

I TRATTAMENTI

Il 60,9% delle coppie ha dichiara di effettuare la Fivet, la fecondazione in vitro, omologa (solo il 2,6% eterologa). Il 42,3% invece ha optato per la Icsi omologa (l’1,7% eterologa). Numeri molto inferiori per chi sceglie la crioconservazione dei gameti e il Crio-transfer da scongelamento (rispettivamente il 2% e il 5%).

 

COSTI E TEMPI D'ATTESA

Dati significativi anche per i lati più problematiche del processo di Fecondazione Assistita:

Quasi la metà ha pagato il ticket (49%), soprattuto al Nord (dove la quota sale al 59%). Ben il 35% ha però avuto accesso ai trattamenti pagando interamente di tasca propria, in particolare i residenti al Centro Italia (67%) e del Sud e Isole (51%), aree in cui dove aumenta la concentrazione di strutture private.

 

Per quanto concerne le tempistiche di attesa, il 33% del campione ha aspettato meno di tre mesi prima di iniziare la terapia, soprattutto le coppie rivoltesi ai centri privati; il 26% ha atteso tra i 3 e i 6 mesi, il 24% da 6 a 11 mesi dal momento in cui si è rivolto al centro, e ben Il 17% ha atteso un anno e oltre prima di accedere ai trattamenti, cifre che aumentano a quota 29% per chi si è rivolto al pubblico.

Oltre a ciò, il 41% degli intervistati ha denunciato grosse difficoltà nell'inserimento nelle liste d'attesa.

 

OPINIONI

Una domanda è stata rivolta anche riguardo l'opinione delle coppie sulla Legge 40 del 2004, con la quasi totalità (oltre 90%) che ha definito giusto regolamentare il tema e tutelare i diritti dell'embrione. E la partica dell'utero in affitto? L'81% si dichiara a favore, il 42% anche per le coppie omosessuali.

 

FONTE: Repubblica.it, Censis