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Fecondazione eterologa

Fecondazione eterologa in Italia: pronta la campagna del Ministero per i donatori di gameti

Di Sara De Giorgi
fecondazioneeterologa

11 Agosto 2015
E’ pronto il regolamento della fecondazione eterologa che stabilisce i requisiti per i donatori di ovuli e di spermatozoi. Gli uomini dovranno avere tra i 18 e i 40 anni e le donne tra i 20 e i 35 anni. Il provvedimento definisce anche gli esami cui i donatori devono sottoporsi. Garantito il diritto di informazione delle coppie sui donatori.

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Il ministero ha stabilito limiti per l'età e per il numero dei nati da ciascun donatore di gameti, ma anche un elenco dettagliato degli esami ai quali sottoporsi prima della donazione. E' pronto infatti il Regolamento sulla fecondazione eterologa, che il ministero della Salute ha trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni.

 

Ciò porterà a definire regole certe per i centri di procreazione, mentre si prevede anche l'avvio di una grande campagna del ministero per promuovere la donazione dei gameti.

 

Limiti di età e dieci nati per donatore

 

Il primo limite è quello dell'età dei donatori: tra 18 e 40 anni per gli uomini e tra 20 e 35 anni per le donne. Sono limiti di età decisi in base a criteri di sicurezza: aumentando l'età, infatti, aumentano i fattori di rischio di tipo genetico e diminuisce la fertilità, soprattutto per le donne. Fissato anche il numero massimo di nati per ogni donatore: dieci, per ridurre al minimo il rischio di unioni inconsapevoli fra consanguinei nati da eterologa.

 

E' però prevista una deroga per quelle coppie che, avendo già avuto un bambino da eterologa, chiedono lo stesso donatore perché i nati siano comunque fratelli biologici. 

 

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La selezione dei donatori

 

Per la selezione del donatore sarà previsto un colloquio individuale e la compilazione di un questionario a cura del medico responsabile della selezione. Si faranno gli esami per patologie di tipo infettivo (come HIV e epatite), che prevedono una tempistica diversa nei prelievi di sangue per donatori di eterologa rispetto alla fecondazione omologa (nel primo caso si effettuano prelievi a ogni donazione).

 

Per valutare il rischio di patologie genetiche è obbligatoria una consulenza genetica scritta e, tenendo anche conto del contesto etnico del donatore, si possono prevedere ulteriori esami, inclusa la mappa cromosomica (cariotipo) per ridurre al minimo il rischio di trasmissione di patologie ereditarie. 

 

Tutti i donatori dovranno comunque effettuare il test della fibrosi cistica e se dovessero venire a sapere di avere una patologia ereditaria dopo aver effettuato la donazione, dovranno informare subito il Centro di procreazione.

 

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Diritto a un’informazione completa

 

E' inoltre vietata la donazione di gameti fra parenti fino al quarto grado, per i quali c'è rischio maggiore di trasmissione di eventuali patologie genetiche.

 

Sarà sempre garantito l'anonimato: la coppia che accede alla eterologa riceverà un'informazione completa sugli esami fatti dal donatore, ma nel rispetto della riservatezza della sua identità.

 

Al Centro di riferimento sarà invece possibile risalire al donatore, in caso di necessità sanitarie, attraverso il Registro nazionale.

 

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