Salute bambini

Pma e salute dei bambini: come stanno i figli della fecondazione in vitro

Di Valentina Murelli
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20 Agosto 2019
Parto prematuro, malformazioni, cancro: ecco quanto sono concreti - davvero - i rischi per la salute dei bimbi nati da tecniche di Pma.
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Tre bambini su 100 nati in Italia nel 2017 sono frutto di una fecondazione assistita: in tutto 14 mila, a fronte dei 458 mila nati (dati dell'ultima relazione sulla Pma in Italia dell'Istituto superiore di sanità). Numeri importanti, “e in alcuni paesi nordeuropei sono anche più alti: in Danimarca nel 2015 sono stati il 4% di tutte le nascite” racconta a nostrofiglio.it Paolo Cavoretto, ginecologo presso l'IRCCS San Raffaele di Milano. Con numeri così, inevitabile chiedersi se ci siano conseguenze delle procedure di fecondazione assistite sulla salute dei nascituri.

 

 

Il rischio delle gravidanze gemellari

 

“Storicamente – spiega Cavoretto – il rischio principale è stato quello delle gravidanze multiple, che sono a loro volta associate a un aumento di rischi per la gravidanza e per la salute dei bambini". In particolare, quando si aspettano gemelli c'è maggiore probabilità per la mamma di andare incontro a diabete gestazionale ipertensione e preeclampsia), mentre rispetto al feto aumentano i rischi di aborto spontaneo, restrizione di crescita, parto pretermine e malformazioni.

 

La buona notizia, però, è che quello delle gravidanze plurigemellari è un rischio che abbiamo imparato a contenere, limitando il numero degli embrioni trasferiti in utero. Gli ultimi dati del registro della Pma lo confermano: se i parti gemellari erano il 13% nel 2016, sono stati il 12% nel 2017, con una diminuzione continua anche dei parti trigemini: quattro su mille nel 2016 e tre su mille nel 2017, al di sotto della media europea, pari a cinque su mille.

 

 

Pma e rischio malformazioni


Per quanto riguarda le malformazioni, le più diffuse sono quelle cardiache e sono proprio quelle indagate dal gruppo di ricerca di Cavoretto con una review – un'analisi complessiva dell'insieme dei dati già pubblicati sull'argomento – apparsa a fine 2017 sulla rivista Ultrasound in Obstetrics and Gynecology.

 

Analizzando i dati relativi a circa 300 mila bambini nati da Pma, Cavoretto e colleghi hanno osservato che c'è effettivamente un piccolo aumento del rischio di anomalie cardiache per questi bambini. “Ma attenzione: si tratta di un aumento molto limitato, che riguarda meno di un bambino su 100, e relativo soprattutto a difetti congeniti minori, cioè meno gravi”. Non solo. Nel loro articolo, i ricercatori sottolineano che al momento non è possibile stabilire con certezza un legame tra queste anomalie e le tecniche di fecondazione assistita utilizzate. La causa potrebbe invece risiedere nella condizione stessa di infertilità che ha condotto la coppia a richiedere queste tecniche.

 

 

Si tratta di unn'ipotesi avvalorata da uno studio pubblicato nel 2016 dall'équipe di Paolo Emanuele Levi-Setti, direttore del Dipartimento di ginecologia e medicina della riproduzione dell'ospedale Humanitas di Rozzano (Milano). In questo caso i ricercatori avevano confrontato il rischio di malformazioni congenite di bambini nati da Pma con quello di bambini nati da coppie che avevano avuto difficoltà a concepire (dunque infertili), ma che alla fine erano riuscite a farlo senza aiuto medico. Conclusione: nessuna differenza tra i due gruppi, suggerendo che il problema starebbe dunque più nell'infertilità di base che nelle procedure di fecondazione assistita.

 

 

Pma e rischio di parto pretermine

 

“Come abbiamo detto, storicamente si è visto un aumento del parto pretermine nelle gravidanze frutto di Pma, ma non sempre sono chiari i meccanismi alla base di questo fenomeno” afferma Cavoretto. Può anche succedere che il parto venga anticipato per una certa ansia dell'équipe medica di fronte a gravidanze considerate particolarmente fragili. Un'altra review pubblicata sempre da Cavoretto e colleghi mostra che l'aumento del rischio c'è anche considerando solo i travagli che si mettono in moto in modo spontaneo: “Ma, di nuovo, si tratta di un aumento limitato, soprattutto per i casi di prematurità più grave, al di sotto delle 34 settimane di gravidanza”.

 

 

Pma e rischio di cancro


Un'altra preoccupazione importante riguarda quella sull'eventuale rischio , per i bambini nati “in vitro”, di sviluppare un tumore. In effetti, alcune indagini hanno segnalato un aumento del rischio di tumori infantili per i nati da fecondazione assistita rispetto ai coetanei concepiti in modo naturale. Ma attenzione: non basta un singolo studio (o pochi studi) per dire che l'effetto esiste davvero.

 

Tanto per cominciare, non tutti gli studi sono di pari qualità (alcuni possono essere molto fragili dal punto di vista dei metodi e dell'analisi statistica), e può esserci anche una visione sociale che tende a dare particolare risalto a studi con risultati negativi, per scoraggiare il ricorso a tecniche di Pma.

 

Un modo per superare questi limiti è mettere insieme i risultati degli studi più solidi e più ampi, per disporre di un campione più grande e quindi potenzialmente più affidabile. E' il lavoro che hanno fatto Levi-Setti e colleghi, con una revisione pubblicata nel 2018 che porta a conclusioni molto più rassicuranti.

 

La prima: che come nel caso delle malforazioni cardiache, l'aumento del rischio di tumori infantili nei bambini nati da Pma è molto basso e limitato a tumori già di per sé rari, per cui la probabilità di ammalarsi davvero è veramente molto, molto contenuta. La seconda: che al momento non è possibile dimostrare che questo effetto dipenda dalle tecniche di Pma e non, per esempio, dalla condizione sottostante di infertilità.

 

Tra l'altro, questa è esattamente la stessa conclusione alla quale è giunto uno degli studi più ampi mai condotti sull'argomento, apparso ad aprile sulla rivista Jama Pediatrics. In questo caso i ricercatori (Università del Minnesota) hanno preso in considerazione circa 275 mila bambini concepiti in vitro, confrontandoli con oltre 2,2 milioni di bimbi concepiti in modo naturale. Risultato: lieve aumento del rischio di tumori rari del fegato, ma impossibilità di individuare con certezza le cause dell'aumento, distinguendo tra effetto della Pma o dell'infertilità preesistente.

 

 

Pma e rischi per la salute dei bambini: come prevenirli

 

“Sapere che la Pma può essere associata ad alcuni rischi per i bambini non deve essere visto come un freno per le coppie che decidono di intraprendere questo percorso, che è un percorso sempre più accurato che ha permesso di coronare il sogno di diventare genitori di milioni di uomini e donne in tutto il mondo” dichiara Cavoretto. “Non deve scoraggiare sia perché, lo ripetiamo, si tratta di rischi molto contenuti, sia perché disponiamo oggi di strumenti per ridurli o tenerli sotto controllo, intervenendo in modo precoce se necessario”.

 

Nel caso del rischio di parto pretermine, per esempio, “abbiamo alcune strategie importanti da giocarci, dall'uso di farmaci tocolitici, che aiutano a ridurre l'attività contrattile dell'utero, a quello di farmaci che – se il parto si presenta inevitabile – promuovono la maturazione fetale, riducendo i rischi correlati alla prematurità”.

 

In caso di malformazioni cardiache, invece, anzitutto si gioca d'anticipo, "prescrivendo alla donna che intende sottoporsi a Pma alte dosi di acido folico, che riducono il rischio di malformazioni". In più c'è la diagnosi precoce – con ecografie ed ecocardiografie fetali anche prima delle 20 settimane di gravidanza – che permette di valutare molto presto la situazione, con l'eventuale possibilità di intervenire con una correzione del difetto direttamente in utero (ovviamente in casi molto rari e selezionati).

 

Quello che è importante, ovviamente, è farsi seguire in centri specializzati e di alto livello, che permettano un'assistenza attenta e continua della mamma e del feto.