Salute

Allarme ftalati, possono ridurre la fertilità del 20%

fertilita
13 Maggio 2014
Sono sostanze chimiche presenti in moltissimi prodotti, dalle plastiche utilizzate per conservare il cibo ai profumi ai cosmetici e, secondo una ricerca dei National Institutes of Health, potrebbero compromettere la fertilità
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Le donne i cui compagni presentano alti livelli di ftalati nel sangue hanno una riduzione della fertilità del 20%, secondo una recente ricerca dei National Institutes of Health pubblicata su Fertility and Sterility. Gli ftalati sono sostanze chimiche presenti in moltissimi prodotti, dalle plastiche utilizzate per conservare il cibo ai profumi ai cosmetici, e già dal 2003 sono oggetto di controversia poiché, secondo diversi studi, sono in grado di produrre effetti analoghi a quelli degli estrogeni, causando una femminilizzazione dei neonati maschi. (Leggi anche I test per scoprire i tuoi giorni fertili)

Nello studio i ricercatori hanno misurato la concentrazione di Bisfenolo A e di 14 ftalati in 500 coppie che cercavano di avere un figlio, e che durante tutto il periodo della ricerca hanno tenuto un diario annotando rapporti sessuali, ciclo mestruale e test di gravidanza. (Leggi tutto sulla FERTILITA')

Secondo i risultati, i livelli di Bisfenolo A non hanno inciso sul tempo necessario alle donne per restare incinte, mentre nelle coppie nelle quali l’uomo aveva alti livelli di tre tra gli ftalati più comuni, il tempo necessario per concepire è stato del 20% maggiore. Ciò, secondo i ricercatori, suggerisce che “l’esposizione a certi ftalati possa ridurre le possibilità di concepimento per coppie altrimenti sane”, ed è “comparabile a quello osservato per i fumatori o per gli obesi”. (Potrebbe interessarti Arrivano le mutande per la fertilità di lui)

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