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Contraccezione: come funziona l’anello vaginale

di Elena Berti - 16.08.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Anello vaginale: che cos'è l'anello contraccettivo, come si usa, affidabilità, vantaggi e svantaggi, si prende peso, e se lo dimentico?

Anello vaginale: come si usa e affidabilità contraccettiva

Scegliere il metodo contraccettivo non è sempre semplice, perché le opzioni sono molte. Ovviamente bisogna parlarne col proprio ginecologo, ma se volete arrivare preparate all'appuntamento può essere utile informarsi prima. Oltre alla pillola, alla spirale e al cerotto, esiste un altro anticoncezionale ormonale che potete usare: l'anello vaginale. Ma cos'è è come funziona?

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Cos’è l’anello vaginale

L'anello vaginale non è altro che… un anello da inserire in vagina! Ebbene sì: consiste in un anello di circa 4-5cm di diametro, flessibile, incolore e trasparente che rilascia ormoni, per la precisione etonogestrel ed etinilestradiolo (un mix di progestinici ed estrogeni). È realizzato in un materiale particolare, cioè etilene vinilacetato, che altro non è che una plastica biocompatibile, non tossica e non allergica che può quindi essere tenuta all'interno del corpo per diverso tempo. L'anello rilascia ormoni, impedendo l'ovulazione e inoltre modificando la composizione del muco vaginale, che facendosi più spesso frena il passaggio degli spermatozoi.

Come si usa l’anello anticoncezionale

L'anello vaginale ha lo stesso utilizzo della pillola o del cerotto anticoncezionale: agire per 21 giorni, dopo i quali avviene l'emorragia da sospensione (non si tratta infatti di mestruazioni vere e proprie). L'anello va inserito in vagina stringendolo con le dita fino ad appiattirlo per poi lasciare che si apra sul fondo del canale vaginale. Oggi l'unico anello venduto in Italia dispone di applicatore: si inserisce l'anello nell'applicatore, e quest'ultimo in vagina, con lo stesso meccanismo dei tamponi igienici.  

L'anello vaginale va inserito il primo giorno di ciclo nel caso sia la prima volta, altrimenti dopo sette giorni dalla sospensione nel caso delle volte successive. Per estrarlo, è necessario inserire un dito in vagina, "arpionarlo" e tirarlo.

Non è doloroso, ma chi non ha confidenza col proprio corpo potrebbe preoccuparti. NO: l'anello non può andare in giro per il corpo. Se estraendolo non lo sentite, basta spingere un po' (come per partorire o per andare in bagno) e scenderà naturalmente, rendendovi più semplice l'estrazione.

Vantaggi dell’anello vaginale

L'anello è a oggi uno dei metodi contraccettivi moderni preferiti dalle donne: pratico da usare, non c'è bisogno di ricordarsi ogni giorno di fare qualcosa, non c'è rischio di perderlo e ha un basso dosaggio ormonale. Anche gli effetti collaterali sono in genere pochi, migliora cicli mestruali abbondanti, lunghi o dolorosi e ha benefici sull'acne. La sua affidabilità è pari a quella della pillola, e i rischi di dimenticanze sono minori.  

Svantaggi dell’anello vaginale

L'anello vaginale può risultare fastidioso per il partner in caso di rapporti sessuali: se così fosse, è necessario toglierlo prima della penetrazione, l'importante è reinserirlo entro le tre ore. Può avere effetti collaterali come sbalzi d'umore, aumento di peso, ritenzione idrica ed emicrania, in questo caso meglio parlarne col ginecologo.  

Tenere un anello più dei 21 giorni per dimenticanza non causa problemi, ma è importante inserire quello nuovo nel giorno previsto per non diminuirne l'efficacia. Se invece si dimentica di inserire quello nuovo, come nel caso della pillola o del cerotto bisogna rimediare con altre protezioni e seguire le istruzioni sul foglietto illustrativo. Il consiglio è di mettersi un alert sul telefono nel giorno in cui va tolto e in quello in cui va rimesso, che cade nello stesso giorno della settimana.  

L'anello vaginale sta prendendo sempre più campo come metodo contraccettivo perché pratico e con pochi effetti collaterali.

Il suo costo è simile a quello della pillola, circa 20 euro al mese, ma ha il vantaggio di restare inserito per 3 settimane. Un metodo sicuro per evitare le gravidante indesiderate che però non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili.  

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