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I vaccini bloccano la fertilità?

di Francesca De Ruvo - 01.06.2021 - Scrivici

vaccini
Fonte: Shutterstock
Sempre più spesso circolano sul web numerose fake news sul tema delle vaccinazioni. Oggi ne smentiamo una: i vaccini non interferiscono con la fertilità!

L'infertilità è un problema davvero serio che in Italia colpisce circa il 15% delle coppie e le cui cause sono numerose e talvolta inspiegabili. Gli studi scientifici hanno dimostrato che stress, alcol, fumo e infezioni sessuali sono solo alcuni dei tanti fattori che possono compromettere la possibilità di diventare genitori. Ma c'è chi, soprattutto all'interno dei movimenti antivaccinisti, addirittura avanza l'ipotesi che siano i vaccini i responsabili dell'infertilità di donne e uomini.

Un vaccino può davvero portare all'infertilità? Risponde la Prof. Susanna Esposito, pediatra e infettivologa, Direttore della UOC Clinica Pediatrica presso l'Ospedale dei Bambini Pietro Barilla, Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma.

In questo articolo

Vaccini e infertilità: cosa sappiamo

"Non c'è alcuna correlazione tra vaccinazioni e riduzione della fertilità – afferma la Prof. Esposito – e chi mette in giro queste voci certamente non si basa su informazioni scientifiche". Effettivamente ad oggi non esiste proprio alcuno studio scientifico che sostenga che i vaccini possano compromettere la fertilità. "È sufficiente pensare a come agiscono i vaccini per comprendere perché è impossibile una relazione di questo tipo. Il meccanismo d'azione del vaccino prevede una stimolazione del nostro sistema immunitario allo scopo di produrre delle sostanze, gli anticorpi, che hanno la funzione di proteggerci da determinati agenti infettivi. La risposta immunitaria prodotta dal vaccino non può influire sulla funzionalità degli organi genitali" spiega l'infettivologa.

Ecco quindi spiegato che no, i vaccini non possono compromettere la fertilità né delle donne né degli uomini. Eppure, proprio recentemente si è sparsa la voce che il vaccino anti-Covid prodotto da Pfizer-BioNTech possa interferire con la fertilità.

Vaccino anti-Covid e infertilità

A dicembre 2020 un medico tedesco, insieme a un ex dipendente dell'azienda Pfizer, ha chiesto all'Agenzia europea del farmaco di ritardare l'approvazione del vaccino per via di un possibile effetto avverso sulla fertilità. Il vaccino Pfizer, spiegato in modo molto semplicistico, funziona dando al nostro corpo le informazioni per produrre una particolare proteina, denominata Spike, in modo tale che se e quando la persona viene in contatto con il virus, il suo sistema immunitario sia già pronto a difendersi.

Il dubbio del medico tedesco nasce dal fatto che una minuscola parte della proteina Spike assomigli a una proteina essenziale per la formazione della placenta, chiamata Syncytin-1. Avendo un aspetto simile (solo in una sequenza molto breve), il medico ha quindi ipotizzato che il sistema immunitario potesse confondere le due proteine e attaccare anche la proteina Syncytin-1 dopo la somministrazione del vaccino. In realtà, secondo gli esperti, questa evenienza è estremamente improbabile. Talmente improbabile che la dott.ssa Stephanie Langel, immunologa ed esperta di immunità materna e neonatale presso la Duke University, in un'intervista al New York Times ha affermato che "sarebbe come scambiare un rinoceronte per un giaguaro solo perché indossano lo stesso collare". Nessuna prova quindi che il vaccino anti-Covid interferisca con la fertilità.

"Se vogliamo essere onesti – precisa la Prof. Esposito – non solo i vaccini non causano infertilità, ma anzi è tutto il contrario perché esistono vaccinazioni, come quella contro il papilloma virus umano, che proteggono la fertilità delle donne e anche degli uomini".

Vaccino anti-HPV e infertilità

Introdotta da più di una decina d'anni, la vaccinazione contro il papilloma virus umano protegge da infezioni potenzialmente molto gravi. "L'infezione da HPV può essere la causa di tumori del collo dell'utero e dell'ovaio, oltre che di altri tumori dell'apparato genitale che possono influire in modo negativo sulla fertilità non solo femminile, ma anche maschile" commenta Esposito.

Anche il vaccino anti-HPV nel corso degli anni è stato accusato da alcune associazioni espressamente antivacciniste di poter causare infertilità, ma i dati parlano chiaro. Come hanno dimostrato numerosi studi, tra cui uno pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Vaccine, la relazione non sussiste e anzi il vaccino continua a proteggere milioni di persone in tutto il mondo da gravi neoplasie.

Ribadire l'importanza del vaccino anti-HPV è essenziale, soprattutto in un momento come questo in cui, per via della pandemia, le coperture vaccinali hanno subito una drastica riduzione. "Il vaccino anti-HPV si somministra solitamente nell'11°-12° anno di vita e questa dovrebbe essere anche l'occasione giusta per parlare ai ragazzi dell'importanza di prevenire le infezioni a trasmissione sessuale" spiega l'infettivologa, che poi aggiunge "solo con un allargamento delle conoscenze sulla prevenzione delle infezioni sessuali, anche tramite il vaccino, è possibile favorire davvero la fertilità".

Oltre al vaccino contro il papilloma virus, vi sono poi altri vaccini che sono raccomandati dal Ministero della Salute proprio per le donne in età fertile.

I vaccini per le donne in età fertile

Alcune malattie, prevenibili con la vaccinazione, possono incidere negativamente sulla fertilità o avere conseguenze sull'esito di una gravidanza. Ecco perché per le donne in età fertile, se non già immuni, sono indicate le vaccinazioni contro:

Oltre al richiamo decennale della vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse.

Queste vaccinazioni sono essenziali per chi programma una gravidanza perché se la donna incinta contrae una delle infezioni sopra elencate i rischi per il feto sono elevati, specie se l'infezione si verifica nelle prime settimane di gestazione. Ecco quindi spiegato che i vaccini non solo non compromettono le possibilità di procreare, ma anzi proteggono la fertilità della donna e dell'uomo e salvaguardano la salute del nascituro. Le cause alla base dell'infertilità sono ben altre e sono ormai note da diversi anni.

È importante, inoltre, sottolineare che la vaccinazione antininfluenzale e quella contro la pertosse sono raccomandate in gravidanza: la prima in qualsiasi trimestre per proteggere dall'influenza la mamma e il nascituro nei primi 6 mesi di vita, la seconda per evitare al neonato e al lattante nei primi 6 mesi di vita di contrarre la pertosse che nei bambini molto piccoli può associarsi a gravi complicanze.    

Le cause dell'infertilità

L'infertilità, sia femminile che maschile, è una condizione che ostacola la possibilità di concepire un figlio. Secondo le stime, nel nostro paese circa il 15% delle coppie ha problemi di fertilità e le cause sono molteplici. Le più comuni sono:

  • endometriosi: una malattia di cui si parla ancora troppo poco e per cui le donne sono costrette ad attendere anche molti anni prima di avere una diagnosi;
  • tubariche/pelviche: nel caso in cui vi sia l'ostruzione o la chiusura delle tube di Falloppio, oppure vi siano delle aderenze pelviche;
  • ovulatorie/ormonali: quando l'ovulazione manca o avviene in modo irregolare, ma anche in caso di iperprolattinemia, ciclo mestruale irregolare, sindrome dell'ovaio micropolicistico e ridotta o assente riserva ovarica;
  • cervicali: se a causa di infezioni, di una carenza di estrogeni o di precedenti interventi chirurgici che hanno compromesso le ghiandole cervicali, il muco presente nella cervice uterina della donna "ostacola" il passaggio degli spermatozoi;
  • maschili: quando il partner non produce un numero adeguato di spermatozoi o se essi presentano caratteristiche (forma, mobilità) che rendono difficile la fecondazione;
  • uterine: causate da malformazioni dell'utero, miomi, o da aderenze presenti all'interno della cavità uterina;
  • sconosciute (infertilità idiopatica): quando gli accertamenti non hanno evidenziato una o più cause che spiegano l'infertilità.

Alcune cause sono reversibili, mentre altre purtroppo non possono essere rimosse.

Le regole base della prevenzione

La prevenzione dell'infertilità sia nella donna che nell'uomo inizia dall'infanzia e continua durante l'adolescenza e la giovinezza. Per preservare la fertilità è importante:

  • non trascurare banali infezioni che possono avere conseguenze negative a lungo termine;
  • avere uno stile di vita sano, evitando alcuni importanti fattori di rischio come il fumo, l'alcol, l'obesità o l'eccessiva magrezza, la sedentarietà, ma anche l'eccessiva attività fisica;
  • utilizzare le dovute precauzioni per evitare infezioni sessualmente trasmesse;
  • sottoporsi regolarmente a controlli ed esami per valutare la salute degli organi genitali.

È molto importante, quindi, iniziare a parlare di fertilità e di fattori di rischio già negli adolescenti, prima che inizi l'attività sessuale.

Fonti utilizzate:

  • Consulenza della Prof. Susanna Esposito, pediatra e infettivologa, Direttore della UOC Clinica Pediatrica presso l'Ospedale dei Bambini Pietro Barilla, Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma;
  • Ministero della Salute, Donne in età fertile e in gravidanza;
  • NewsCovid-19: No evidence that vaccines can affect fertility, says new guidance, The british Medical Journal, 2021;
  • No, there isn't evidence that Pfizer's vaccine causes infertility, The New York Times, 2020
  • No association between HPV vaccination and infertility in U.S. females 18–33 years old, Vaccine, 2020.

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