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L'ibuprofene può avere effetti sul concepimento?

di Ines Delio - 22.04.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
È uno dei farmaci più usati al mondo, ma può avere effetti sulla fertilità? Ecco cosa sapere su ibuprofene e concepimento

In questo articolo

Ibuprofene e concepimento

L'ibuprofene è uno dei farmaci più usati al mondo per alleviare diversi disturbi. Una delle preoccupazioni delle persone in cerca di una gravidanza riguarda gli eventuali effetti che questo popolare antinfiammatorio potrebbe avere sulla fertilità, femminile e maschile. Ecco cosa sapere su ibuprofene e concepimento.

Cos'è e a cosa serve l'ibuprofene

L'ibuprofene è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (Fans), generalmente ben tollerato, anche se come tutti i farmaci può causare alcuni effetti collaterali più o meno gravi. Ha proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche e viene utilizzato per disturbi di vario genere. Tra i più comuni:

  • mal di testa
  • dolori muscolari
  • dolori mestruali
  • stati influenzali
  • mal di schiena
  • mal di denti
  • doloti post-parto
  • dolori post-operatori

Ibuprofene e fertilità

Se vi state chiedendo se ci sia un legame tra ibuprofene e concepimento, la risposta degli esperti è che dipende dall'uso che se ne fa. È piuttosto improbabile che l'assunzione occasionale del farmaco per alleviare il dolore, ad esempio in caso di mal di testa, influisca sulla fertilità. Tuttavia, è meglio non assumere questo antinfiammatorio per un lungo periodo, ad esempio per più di una settimana, se si sta cercando di rimanere incinta. In questo caso, il paracetamolo è considerata un'opzione migliore. L'assunzione di ibuprofene (compresse, capsule, granuli o in forma liquida) in dosi elevate o per un lungo periodo di tempo può, infatti, influenzare l'ovulazione. Questo può rendere più difficile il concepimento, ma di solito si ricomincia a ovulare normalmente quando si smette di prendere l'ibuprofene.

Ibuprofene e infertilità maschile

Riguardo al legame tra ibuprofene e concepimento, uno studio pubblicato su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America), ha gettato luce su un nuovo possibile effetto indesiderato del farmaco che riguarda i giovani maschi. I risultati di questo studio internazionale, cui hanno contribuito ricercatori di università danesi, francesi e cinesi, suggeriscono che l'assunzione di ibuprofene si può associare ad alterazioni della salute riproduttiva nell'uomo, prevalentemente nei giovani Questo fenomeno sarebbe imputabile agli effetti anti-androgeni degli analgesici.

In particolare, l'assunzione di ibuprofene sarebbe responsabile dell'alterazione di una serie di importanti aspetti della funzione testicolare, tra cui la produzione di testosterone. La conseguenza è uno stato di 'ipogonadismo compensato', una condizione che finora era stata osservata solo nei maschi anziani, per di più associata a disturbi sia fisici, che riproduttivi. Secondo gli autori dello studio, l'effetto può essere reversibile se l'assunzione di ibuprofene è di breve durata, mentre non è da escludere che possano diventare irreversibili se assunto in maniera prolungata.

Si tratta di una ricerca importante non solo perché attira l'attenzione su un effetto indesiderato dei FANS finora poco conosciuto, ma anche perché fornisce una possibile spiegazione, benché solo parziale, del crescente fenomeno dei disturbi riproduttivi maschili che affligge il mondo occidentale e che in gran parte risulta ancora inspiegabile.

Ibuprofene e gravidanza

Dopo aver chiarito il rapporto tra ibuprofene e concepimento, proviamo a fare chiarezza anche su cosa accade se si assume questo farmaco in gravidanza. Stando a quanto spiega la Prof.ssa Elisabetta Poluzzi, docente di Farmacologia presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell'Università di Bologna, in questo articolo pubblicato su NostroFiglio, "i FANS andrebbero evitati a ridosso del parto perché potrebbe alterarne l'evoluzione. Il meccanismo d'azione dei FANS inibisce l'azione delle prostaglandine, gli ormoni che stimolano il travaglio, con un conseguente prolungamento della gravidanza o una maggiore durata del travaglio. I FANS aumentano anche il rischio di emorragie per la donna e questo devono essere evitati a ridosso del parto" conclude Poluzzi. In realtà, i farmaci antinfiammatori non steroidei andrebbero evitati già a partire dalla trentesima settimana di gestazione perché potrebbero causare la chiusura del dotto di Botallo, un vaso fondamentale per la circolazione sanguigna fetale.

Negli ultimi anni sono stati pubblicati alcuni studi che hanno cercato di indagare il rapporto tra farmaci antinfiammatori e rischio di aborto, come ad esempio questa ricerca pubblicata sul The British Medical Journal, ma per ora le prove non sono sufficienti.

Come ci tiene a precisare la Prof.ssa Poluzzi, "esistono delle condizioni cliniche che devono essere trattate farmacologicamente, anche con alcuni di questi medicinali, per tutelare la salute della donna e anche perché se la condizione della futura mamma dovesse degenerare, il feto subirebbe un danno più grave rispetto a quello prodotto dal farmaco".

Per tutti questi motivi e per stare il più tranquille possibile, è fondamentale consultare sempre il proprio medico prima di assumere ibuprofene in gravidanza, così che possa consigliarvi il trattamento più sicuro per voi e per il vostro bambino.

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