Esami

A che punto è la fertilità di una donna? Lo dice la riserva ovarica

Di Valentina Murelli
riserva_ovarica
04 Maggio 2011 | Aggiornato il 22 Maggio 2018
Se la gravidanza tanto cercata non arriva, ci si può sottoporre a esami che stimano la riserva ovarica, cioè dicono quante chance ha ancora la donna di concepire
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Un anno di rapporti non protetti senza riuscire a rimanere incinta

: in queste condizioni – ma anche prima se la donna ha più di 40 anni – gli esperti cominciano a parlare di infertilità, e se si desidera un bambino è il caso di capire se c’è qualcosa che non va. “Tra i primi esami che il ginecologo potrebbe richiedere alla donna ce ne sono alcuni che permettono di stimare la riserva ovarica, una misura del potenziale riproduttivo femminile” afferma Antonio La Marca, professore di ginecologia e ostetrica all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore della clinica Eugin. Vediamo di che cosa si tratta esattamente.

 

Riserva ovarica, cos’è


“Il termine si riferisce a una valutazione del numero di follicoli ovarici presenti nelle ovaie in un certo momento della vita della donna. Indica quindi a che punto si trova la donna nel suo periodo riproduttivo e all’incirca quanto può durare ancora questo periodo” chiarisce il professore.

 

Esame per la riserva ovarica, come si misura


Ci sono diversi marcatori che possono essere utilizzati per stimare la riserva ovarica, e in particolare:

  • livello di ormone FSH (follicolostimolante), misurato tra il terzo e il quinto giorno del ciclo;
  • livello di ormone AMH (antimulleriano), un ormone prodotto dalle cellule della granulosa dei follicoli ovarici e poi rilasciato nel sangue, misurabile in qualunque momento del ciclo;
  • conta dei follicoli antrali, i follicoli che hanno raggiunto un diametro compreso tra i 2 e i 10 millimetri, presenti nelle ovaie. Anche questo marcatore può essere misurato (attraverso un’ecografia transvaginale) in qualunque momento del ciclo.

“Questi marcatori possono essere presi in considerazioni singolarmente, perché già da soli possono dare informazioni utili sulla riserva ovarica, oppure possono essere integrati, per migliorare ulteriormente la capacità diagnostica” sottolinea La Marca.

 

Riserva ovarica, i valori


Ovviamente, la valutazione della riserva ovarica va fatta da uno specialista, nell’ambito di un’indagine e di un ragionamento complessivi sulla fertilità. “A titolo indicativo, situazioni con AMH inferiore a 1 nanogrammo per ml, FSH superiore a 10 unità per litro o conta dei follicoli antrali inferiore a 7-10 possono essere indicative di una riserva ovarica in via di esaurimento, per cui consiglierei un consulto specialistico”.

 

A cosa serve


La riserva ovarica rappresenta un’informazione importante per stabilire che cosa fare se la coppia desidera un bambino: "Se è bassa, potrebbe essere il caso di accedere rapidamente a un percorso di PMA anche se non ci sono altri problemi di fertilità” afferma La Marca.

 

Da cosa dipende


Il patrimonio follicolare di una donna – e dunque la riserva ovarica misurata a una certa età - dipende da una combinazione di fattori genetici e ambientali.

 

“Sappiamo che l’età della menopausa di una donna è fortemente influenzata dall’età della menopausa della mamma, a indicare una componente genetica” speiga il professore. “Ma sappiamo anche che alcuni fattori ambientali possono influenzare la produzione di follicoli durante la vita in utero (ricordiamo che le bambine nascono già con il numero di follicoli definitivo) e il loro mantenimento nel corso della vita. Per esempio, il fumo di sigaretta, il trattamento con alcuni farmaci come i chemioterapici e probabilmente anche l’esposizione ad agenti tossici anticipano la menopausa e dunque intaccano la riserva ovarica”.

 

Come preservarla


Come abbiamo detto, non si può fare nulla per incrementarla, ma si può cercare di evitare che peggiori prima del previsto, seguendo un corretto stile di vita: dieta sana ed equilibrata, attività fisica, niente fumo.

 

“Per il resto, quello che si può fare è consigliare alle donne di non ritardare troppo la ricerca della gravidanza, specie se provengono da famiglie in cui le donne tendono ad andare presto in menopausa, o proporre il congelamento degli ovociti” afferma La Marca.

 

Per le donne che stanno per sottoporsi a chemioterapia il costo del congelamento è a carico del Servizio sanitario nazionale. Per tutte le altre, invece, è necessario ricorrere a un regime privato (occorrono circa 2000 euro).

 

E se è esaurita?


“In futuro, la ricerca sulle cellule staminali potrebbe aprire nuove prospettive su questo fronte, ma per il momento non  è possibile fare nulla”. L’unica possibilità per avere una gravidanza è intraprendere un percorso di PMA con fecondazione eterologa, possibile in Italia dal 2014.