tecniche di riproduzione assistita

Coltura e trasferimento dell'embrione

Di Cristina Ferrario Daniela Ovadia
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07 Giugno 2012
Gli ovociti che sono stati fecondati mediante Fivet vengono messi in un mezzo di coltura per circa tre giorni. Il trasferimento dell’embrione coltivato in vitro viene indicato come IVET (in vitro embryo transfer).
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Gli ovociti che sono stati fecondati mediante Fivet vengono messi in un mezzo di coltura per circa tre giorni. A tale stadio l’embrione è indicato come morula. Il trasferimento embrionale viene effettuato utilizzando un catetere flessibile. Gli embrioni sono posti nel catetere che viene fatto passare attraverso la cervice, dopodiché viene iniettato il contenuto. Il trasferimento dell’embrione coltivato in vitro viene indicato come IVET (in vitro embryo transfer).

Fino alla fase di 16 cellule l’embrione si chiama zigote; da qui in avanti (da 16 a 64 cellule) prende il nome di morula (piccola mora, cui ora il piccolo ammasso di cellule assomiglia). La morula di 16 cellule è la forma con cui l’embrione arriva nell’utero, circa tre giorni dopo la fecondazione. Dopo la fase di 64 cellule, l’embrione si trasforma, da un ammasso pieno, in una massa con una cavità centrale cistica e viene chiamato blastocisti. È la blastocisti che si impianta nella parete dell’utero, circa un settimana dopo la fecondazione.

Talvolta, il trasferimento allo stadio consueto di tre giorni dopo la fecondazione non porta a una gravidanza, in quanto l’embrione non riesce a impiantarsi. Un’alternativa è rappresentata dalla coltura dell’embrione per altri due o tre giorni, fino allo stadio di blastocisti. A questo punto, l’embrione si è già sviluppato nei suoi due tipi cellulari e le possibilità di conseguire una gravidanza possono essere maggiori.

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