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tecniche di riproduzione assistita

Congelamento e conservazione degli embrioni

Di Valentina Murelli
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07 Giugno 2012 | Aggiornato il 21 Dicembre 2017
Caduto il divieto di crioconservazione degli embrioni imposto dalla legge 40 del 2004, oggi gli embrioni prodotti in sovrannumero - sono stati oltre 34 mila nel 2015 - vengono conservati nei centri di PMA, con costi a carico dei centri stessi.

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Le tecniche di fecondazione in vitro possono far sì che una coppia produca più embrioni rispetto a quanti possono essere trasferiti in utero di volta in volta. In genere, infatti, vengono trasferiti uno o due embrioni (al massimo) per volta, per ridurre il rischio di complicazioni legato alle gravidanze gemellari. Ma che cosa succede, dunque, agli embrioni prodotti in sovrannumero?

 

Il testo originale della Legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita (PMA) vietava la conservazione di embrioni, specificando che non si dovessero produrre più di tre embrioni per ogni ciclo e che tutti dovessero essere trasferiti contemporaneamente. Limitazioni che sono però cadute in seguito a una sentenza emanata dalla Corte costituzionale nel 2009.

 

Oggi, dunque, il congelamento degli embrioni è legale. "Tutti gli embrioni prodotti in un ciclo di trattamento che non sono trasferiti in utero vengono crioconservati ed il loro mantenimento è a carico dei centri di PMA dove sono stati prodotti", specifica Giulia Scaravelli, responsabile del Registro nazionale della PMA dell'Istituto superiore di sanità.

 

In effetti, i centri di PMA sono considerati veri e propri istituti dei tessuti, "al pari per esempio delle biobanche di sangue cordonale" precisa Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti (CNT). Ed è proprio il CNT che si occupa di vigilare, con apposite ispezione, sull'adesione dei centi agli standard di qualità e sicurezza previsti per legge.

 

Secondo i dati raccolti nel registro e riportati nell'ultima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40, nel 2015 sono stati congelati in tutto poco più di 34 mila embrioni. Nello stesso anno, ne sono stati scongelati circa 20.400 per l'utilizzo in nuovi cicli di PMA.

 

Un caso particolare è quello dei cosiddetti embrioni crioconservati in stato di abbandono: embrioni crioconservati di fatto abbandonati nei centri dove sono stati prodotti, o perché la coppia che li ha prodotti ha espressamente firmato una dichiarazione di abbandono o perché il centro non è più riuscito a mettersi in contatto con la coppia stessa. "Un decreto ministeriale emanato nell'agosto 2004 prevedeva che questi embrioni dovessero essere trasferiti a un'apposita Biobanca del Policlinico di Milano" ricorda Scaravelli. "Il trasferimento però non è mai stato attuato e così anche questi embrioni sono sono ancora conservati nei centri di PMA dove sono stati prodotti".

 

Il loro destino è uno dei punti ancora al centro del dibattito sul tema della PMA. C'è, infatti, chi ne chiede la possibilità di utilizzi alternativi, che potrebbero essere la donazione alla ricerca o la disponibilità all'adozione.

 

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