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Endometriosi e assegno di invalidità

Endometriosi: come richiedere il riconoscimento dell'invalidità

Di Giulia Foschi
endometriosi

17 Novembre 2017
L'endometriosi è un disturbo invalidante, molto diffuso e spesso sottovalutato. Chi soffre di questa malattia al terzo e quarto stadio può richiedere alla propria Asl l'assegnazione di un punteggio di invalidità civile per ottenere accesso gratuito a visite ed esami. 

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L’endometriosi è, tecnicamente, la presenza di endometrio al di fuori della cavità uterina in altre zone del corpo femminile. Al momento, si stima che il 10% delle donne in età riproduttiva ne soffra, ma le statistiche possono variare.

 

Nel 30-40% dei casi la malattia determina infertilità. Si tratta di una malattia fortemente sintomatica, il che significa che incide in modo grave sulla vita della donna dal punto di vista fisico, psicologico e pratico. È una malattia invalidante: sono stati fatti alcuni passi avanti, ma il percorso per il suo riconoscimento non è ancora terminato, come ci ha spiegato il Dottor Pietro Giulio Signorile, presidente dell’Associazione Italiana Endometriosi.

 

Una malattia complessa e dolorosa

«L’endometriosi è una malattia dalla genesi ancora discussa: esistono varie teorie – spiega il Dottore -, ma è importante il polimorfismo genetico messo in luce nel corso degli anni dalla ricerca: si tratta di geni normali che si comportano in maniera diversa. La malattia è caratterizzata da una forte sintomatologia che può comparire sin dalla prima mestruazione: si verifica una forte infiammazione a livello pelvico con dolori spesso molto forti».

 

 

Endometriosi: si possono curare solo i sintomi

Non esiste una cura per la malattia: «Non ci sono medicine che la fermino o la facciano regredire – sottolinea Signorile -, la malattia va avanti perché le ovaie producono estrogeni, sostanza che fa crescere il tessuto, quindi finché la donna continua a produrli, normalmente fino ai 50 anni, la malattia si alimenta. Sicuramente è importante non assumere estrogeni, dopodiché esistono medicinali che agiscono unicamente sui sintomi, alleviandoli e riducendoli».

 

Endometriosi e invalidità civile

È evidente, quindi, che l’endometriosi sia una malattia invalidante: meno scontato è il riconoscimento da parte delle istituzioni. L’Associazione Italiana Endometriosi sta lavorando da anni in questa direzione: ad oggi è possibile ottenere l’esenzione per alcune prestazioni sanitarie specialistiche in base al grado di gravità della malattia. «Nel 2009 la nostra Fondazione ha siglato un protocollo d’intesa con il ministero delle Pari Opportunità per promuovere insieme a Inps e Inail la ricerca scientifica sulla malattia e una maggiore conoscenza tra i cittadini. Un primo risultato è stato il recente inserimento dell’Endometriosi nelle tabelle dell’Inps e nei nuovi LEA, Livelli Essenziali di Assistenza».

 

 

Come richiedere l’assegnazione del punteggio di invalidità

«In base alla gravità della malattia viene assegnato un punteggio di invalidità, che va da un minimo del 10% a un massimo del 35%. Possono accedere a questa graduatoria le donne che hanno una malattia del terzo e quarto stadio (i più gravi). Bisogna presentare domanda alla propria Asl, consegnando un certificato medico che attesti la patologia, per essere sottoposte all’esame della commissione medica dell’Inps, che rilascia il parere a seconda della situazione».
 

Ma quali sono i vantaggi dell’ottenimento di un punteggio di invalidità? «Non moltissimi a livello pratico – chiarisce Signorile -: permette di accedere ad alcune cure e a determinati esami a titolo gratuito, come ecografie e visite ginecologiche, ma le modalità variano di regione in regione. Inoltre, per le donne ai primi livelli di malattia i costi per l'acquisto delle cure restano invariati. Considerando che siamo partiti da zero questo è già un primo passo, contiamo di ottenere sempre di più».