Test ed esami

Infertilità femminile: i parametri di riferimento dei dosaggi ormonali

Di Irma Levanti
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04 Maggio 2011 | Aggiornato il 24 Maggio 2018
Tra i primi, semplici, esami da fare quando una gravidanza non arriva, ci sono i dosaggi di alcuni ormoni. Ecco i parametri di riferimento per questi esami. Ma attenzione: soltanto uno specialista può avere la competenza per valutarli
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Stai cercando una gravidanza, ma non arriva? Tra i primi esami che il medico potrebbe prescriverti ci sono i cosiddetti dosaggi ormonali

, per valutare eventuali squilibri ormonali che potrebbero compromettere la tua fertilità.

 

Si tratta di un semplice esame del sangue che permette di misurare i livelli di alcuni ormoni. Quelli analizzati più di frequente sono: FSH, LH, estradiolo e prolattina (da eseguire tra il 2° e il 3° giorno del ciclo mestruale), progesterone (da eseguire il 21° giorno), TSH, fT4 e AMH (che possono essere eseguiti indipendentemente dal ciclo).

 

I risultati dei dosaggi ormonali sono piuttosto difficili da interpretare e vanno comunque valutati nell’ambito di un quadro generale che deve tenere conto di altri aspetti clinici. Per questo solo il medico, e in particolare lo specialista, può occuparsene.

In ogni caso, ecco i parametri di riferimento degli esami principali (con l’avvertenza ulteriore che gli intervalli di riferimento possono anche variare da laboratorio a laboratorio).

 

FSH, ormone follicolo stimolante


E’ l’ormone che guida la maturazione dei follicoli nella prima fase del ciclo ovarico. Può fornire una stima della riserva ovarica.

 

  • Fase follicolare: 3,1-7,9 microUI/ml
  • Picco ovulatorio: 2,3-18,5 microUI/ml
  • Fase luteale: 1,4-5,5 microUI/ml
  • Post menopaura: 30,6-106,3 microUI/ml

(Fonte Medscape)

 

LH, ormone luteinizzante


Ha un picco prima dell’ovulazione; sotto la sua azione, le cellule delle ovaie producono altri ormoni che dovrebbero sostenere un’eventuale gravidanza.

 

  • Fase follicolare: 1-18 microUI/ml
  • Fase ovulatoria: 20-105 microUI/ml
  • Fase luteale: 0,4-20 microUI/ml
  • Post menopausa: 15-62 microUI/ml

(Fonte Medscape)

 

Estradiolo


E’ un estrogeno che agisce sull’endometrio, favorendone la preparazione a un eventuale impianto dell’embrione.

 

  • Fase follicolare: 27-123 picogrammi/ml
  • Fase ovulatoria: 96-436 picogrammi/ml
  • Fase luteale: 49-294 picogrammi/ml
  • Post menopaura: 0-40 picogrammi/ml

(Fonte Medscape)

 

Prolattina


Oltre a indurre e mantenere la produzione di latte, stimola quella di progesterone.

 

Donne non in gravidanza o in allattamento: 2-29 nanogrammi/ml

 

(Fonte Medscape)

 

Progesterone


E’ un ormone prodotto dal corpo luteo, con la funzione di nutrire l’endometrio e sostenere un’eventuale gravidanza. I suoi livelli aumentano dopo l’ovulazione per poi diminuire se non c’è fecondazione.

 

  • Fase follicolare iniziale: 0,6 nanogrammi/ml
  • Fase follicolare tardiva: 14,5 nanogrammi/ml
  • Fase luteale: 31,4 nanogrammi/ml
  • Seconda metà del ciclo mestruale: 16,1 nanogrammi/ml
  • Post menopausa: 0,2 nanogrammi/ml

(Fonte Medscape)

 

AMH, ormone antimulleriano


E’ uno degli ormoni che possono essere usati per la stima della riserva ovarica.

 

Donne in età fertile: 0.9-9.5 nanogrammi/ml (tende a diminuire con l’età)

 

(Fonte Mayo Clinic)

 

 

Infertilità o sterilità


Oggi si sente parlare molto più frequentemente di infertilità che di sterilità, e i due termini sono generalmente usati come sinonimi. A voler essere proprio precisi, però, indicano condizioni leggermente differenti.

Tecnicamente, per sterilità si intende l’incapacità di concepire, mentre per infertilità si intende l’incapacità di portare a termine una gravidanza: in questo caso può anche esserci concepimento ma, per esempio, non c’è attecchimento dell’embrione o si va incontro ad aborti ripetuti.