Tecniche di riproduzione assistita

Icsi, iniezione intracitoplasmatica di sperma

Di Cristina Ferrario Daniela Ovadia
icsi
07 Giugno 2012
L’Icsi rappresenta oggi quasi la metà di tutte le fecondazioni in vitro. Prima dell’Icsi, gli uomini privi di spermatozoi non potevano procreare. Poiché, anche in casi di apparente assenza di spermatozoi, alcuni spermatozoi sono presenti e possono essere prelevati, l’ICSI ha oggi reso possibile il trattamento dell’infertilità maschile
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Sebbene la Fivet sia efficace in taluni casi di infertilità maschile, si ottengono minori successi rispetto ai casi di infertilità di origine femminile. Il maggior progresso nel trattamento dell’infertilità maschile è costituito dall’introduzione, avvenuta nel 1992, della tecnica conosciuta come ICSI, ovvero iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (intra-cytoplasmic sperm injection).

L’ICSI rappresenta oggi quasi la metà di tutte le fecondazioni in vitro. Prima dell’ICSI, gli uomini privi di spermatozoi non potevano procreare. Poiché, anche in casi di apparente assenza di spermatozoi, alcuni spermatozoi sono presenti e possono essere prelevati, l’ICSI ha oggi reso possibile il trattamento dell’infertilità maschile.

L’ICSI è oggi considerato come il trattamento di elezione per l’infertilità maschile causata da azoospermia (assenza di spermatozoi) o da grave oligospermia (comprendente i casi di ostruzione dei dotti eiaculatori), con conta spermatica inferiore a 500.000 cellule/mL nell’eiaculato totale. La tecnica è indicata, inoltre, nei casi di presenza di anticorpi antispermatozoi nel liquido seminale e nei casi di infertilità non spiegata (comprese le coppie in cui la FIVET sia fallita una o due volte). Poiché i tassi di successo dell’ICSI sono spesso più elevati rispetto alla FIVET “classica”, nei centri di alcuni Paesi si ricorre sempre all’ICSI come parte delle procedure.

Diversamente dall’infertilità femminile, l’età dell’uomo non influisce sulle probabilità di successo, in quanto gli spermatozoi vengono sempre prodotti.

Nell’ICSI uno spermatozoo unico viene iniettato all’interno del citoplasma (la sostanza gelatinosa che circonda il nucleo) di un solo uovo. L’uovo viene penetrato con un ago microscopico e lo spermatozoo iniettato in modo che la fecondazione abbia luogo in vitro. L’embrione che ne risulta viene quindi impiantato nell’utero.

Il successo dell’ICSI dipende, in gran misura, dall’abilità e dall’esperienza del centro presso cui viene praticata, ma le percentuali di successo continuano a migliorare a mano a mano che la tecnica viene utilizzata sempre più diffusamente. Le percentuali di successo riportate in Italia 30% (con un tasso di bambini vivi del 25% per singolo trasferimento).

Poiché lo spermatozoo utilizzato per l'ICSI non è selezionato naturalmente tra quelli contenuti nell'eiaculato, e quindi non compete con gli altri per la fecondazione, si è ipotizzato che tale tecnica possa aumentare le anomalie congenite. Diversi studi effettuati sui bambini nati con questa tecnica non hanno però rilevato nulla di cui preoccuparsi. (Leggi anche che cosa è la FIVET)

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