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Infertilità femminile, la sindrome dell'ovaio policistico

Di Irma Levanti
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02 Maggio 2013 | Aggiornato il 03 Maggio 2018
È una delle principali cause di infertilità. Dai sintomi alle terapie mediche, tutto quello che c'è da sapere su questa condizione

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La sindrome dell'ovaio policistico (in sigla PCOS) è un disturbo endrocrino causato da uno squilibrio degli ormoni sessuali e rappresenta una delle principali cause di infertilità femminile. Interessa circa il 5-10% delle donne di età riproduttiva.

 

I sintomi
I sintomi possono essere vari, non necessariamente presenti tutti insieme. Tra i più comuni troviamo:

 

  • presenza di cisti multiple nelle ovaie, che risultano ingrossate. Le cisti sono rilevabili tramite ecografia;
  • mestruazioni irregolari o del tutto assenti (amenorrea);
  • irsutismo, cioè crescita eccessiva di peli su viso, torace e addome;
  • infertilità o fertilità ridotta;
  • insulino-resistenza. Significa che le cellule del corpo non rispondono più correttamente all'insulina, ormone deputato alla regolazione dei livelli di zuccheri nel sangue. Di conseguenza, l'organismo immette in circolo più insulina, proprio nel tentativo di ridurre gli zuccheri. Sono a maggior rischio di insulino-resistenza le donne con la sindrome che abbiano anche obesità o sovrappeso, stile di vita poco salutare per quanto riguarda alimentazione ed esercizio fisico, storia familiare di diabete;
  • obesità;
  • acne;
  • assottigliamento o perdita di capelli, con calvizie di tipo maschile.

Spesso ci si accorge di soffrire di PCOS quando si cerca un figlio e si vede che non arriva, ma i sintomi possono comparire già durante la pubertà.

 

 

Le conseguenze
Come abbiamo visto, la sindrome può causare infertilità. Inoltre, le donne colpite corrono un rischio più elevato di sviluppare alcune malattie tra le quali diabete, sindrome metabolica, ipertensione, malattie cardiovascolari, apnee notturne.

 

Nel complesso, obesità, disturbi ovulatori, insulino-resistenza e diabete (tutti comuni nelle donne con la sindrome) tendono ad aumentare il rischio di tumore all'endometrio.

 

Le cause
Le cause precise non sono ancora ben note, per quanto sappiamo che la sindrome è più comune nelle donne con obesità o che hanno madri e sorelle a loro volta con la sindrome (il che fa pensare a una componente ereditaria). È molto probabile che la sindrome dipenda dalla concomitanza di più fattori, di tipo genetico e ambientale.

 

Quello che sappiamo, però, è che i sintomi osservati dipendono dagli squilibri ormonali tipici della sindrome, che comprendono:

 

  • aumento dei livelli di androgeni, ormoni maschili prodotti dalle ovaie che inibiscono l'ovulazione e favoriscono l’irsutismo e l’acne;
  • anomalie nei livelli di gonadotropine, LH e FSH. Di norma, il rilascio di FSH e LH da parte dell’ipofisi dipende dalla frequenza della stimolazione periodica dell'ipofisi stessa da parte dell'ormone di rilascio delle gonadotropine prodotto dall’ipotalamo (GnRH). Le donne colpite da PCOS mostrano livelli di FSH bassi o normali ma livelli elevati di LH. Questo FSH spiega la presenza dei caratteristici follicoli multipli, piccoli e immaturi, visibili nell’ovaio nelle donne con PCOS. Nessuno di questi follicoli raggiunge dimensioni maggiori di circa 8 mm e, perciò, nessuno di essi diventa abbastanza grande da produrre l’ovulazione;
  • aumento dei livelli di insulina.

 

Come avviene la diagnosi
La diagnosi si basa su diversi elementi:

  • visita medica, che permette di identificare eventuali segni di iperandrogenismo, come l'irsutismo, e visita ginecologica, con raccolta di informazioni sulla storia mestruale e riproduttiva;
  • ecografia transvaginale per visualizzare l’aspetto delle ovaie e le loro dimensioni;
  • dosaggi ormonali, eseguiti con un prelievo di sangue, per valutare il livello degli androgeni nel sangue.

Come si interviene
Non c'è una cura risolutiva per la sindrome dell'ovaio policistico, ma si possono tenere sotto controllo i sintomi con varie terapie mediche. In particolare:

  • pillola anticoncezionale (o altri contraccettivi ormonali), che aiuta a regolarizzare il ciclo e a migliorare acne e irsutismo. Ovviamente non è indicata se si è alla ricerca di una gravidanza;
  • ormoni antiandrogeni, che migliorano la calvizie, l'irsutismo e l'acne;
  • metformina, farmaco utilizzato per il trattamento del diabete e in questo caso contro l’insulino-resistenza, con l'effetto di abbassare la glicemia.
  • induttori dell'ovulazione come clomifene, gonadotropine e progestinici per chi ha difficoltà di concepimento ed è alla ricerca di una gravidanza.

Negli ultimi anni, vari studi hanno mostrato vari effetti positivi dell'assunzione di integratori di inositolo, un analogo delle vitamine, in chi soffre di sindrome dell'ovaio policistico. L'inositolo, infatti, riduce i livelli di androgeni, migliora l'attività dell'insulina, per cui ne viene prodotta meno, e regolarizza l'ovulazione, il che automaticamente migliora la fertilità aumentando le probabilità di un concepimento spontaneo.

 

Importante anche seguire uno stile di vita salutare, con dieta equilibrata e regolare esercizio fisico: non fanno miracoli ma danno una mano importante nell'alleviare i sintomi.

 

Fonti per questo articolo: materiale informativo di Humanitas Research Hospital; materiale informativo del Dipartimento di salute femminile del governo americano; materiale informativo di Medline Plus; libro Il segreto della fertilità di Simonetta Basso e Stefania Piloni.