Salute uomo

Infertilità, cause maschili

Di Cristina Ferrario Daniela Ovadia
infertilita_maschile
22 Maggio 2012 | Aggiornato il 18 Maggio 2018
Problemi legati agli spermatozoi o al liquido seminale, problemi o anomalie strutturali, anomalie ormonali: sono le cause principali di infertilità maschile
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Perché avvenga la fecondazione, lo spermatozoo maschile deve essere in grado di “nuotare” per tutta la lunghezza del tratto riproduttivo femminile e penetrare all’interno dell’ovulo, cosa che di solito avviene nelle tube di Falloppio. Dunque, perché tutto vada bene, devono esserci spermatozoi di buona qualità e in buona quantità, in grado di essere veicolati nell’apparato riproduttivo femminile, e sufficientemente mobili per spostarsi all’interno di questo. Non sempre, però, tutte queste condizioni sono soddisfatte, e si parla allora di infertilità o sterilità maschile.

 

Il problema principale: anomalie degli spermatozoi o del liquido seminale


Per fecondare l’ovocita, gli spermatozoi - e in generale il liquido seminale - devono rispondere a certi criteri. In particolare, deve essere disponibile sperma sufficiente a rendere possibile la fecondazione, e gli spermatozoi devono avere:

  • una buona motilità, cioè la capacità di sospingersi in avanti con forza;
  • la giusta morfologia (forma) per poter penetrare la cervice superando il muco cervicale;
  • la capacità di penetrare all’interno dell’ovulo (capacitazione).

Un uomo sarà considerato completamente infertile (cioè sterile), oppure subfertile (con una fertilità ridotta) se:
- è incapace di produrre liquido seminale (aspermia);


- il liquido seminale non contiene spermatozoi (azoospermia);


- il liquido seminale contiene un numero ridotto di spermatozoi (oligospermia). In particolare: la fertilità è fortemente ridotta se la conta spermatica è inferiore a 20 milioni di spermatozoi per ml di liquido seminale; l’infertilità è probabile se la conta spermatica è inferiore a 5 milioni per ml;


- gli spermatozoi sono di forma o dimensione anomala (teratospermia): almeno il 40% degli spermatozoi dovrebbe avere una forma corretta;


- gli spermatozoi hanno una motilità ridotta (astenospermia). La fertilità richiede una motilità nella norma in almeno il 50% degli spermatozoi; se meno del 20% sono mobili, l’uomo è probabilmente infertile;


- gli spermatozoi hanno nel complesso un buon grado di maturazione. Se molti di loro sono immaturi, ossia ancora allo stadio di spermatidi, la fertilità potrà essere ridotta. All’analisi microscopica, gli spermatidi sono visibili come cellule dalla forma tondeggiante invece che dalla normale sagoma a “girino” che contraddistingue la cellula matura.

 

Non è tutto: un’altra causa di infertilità è data da una scarsa attività degli enzimi contenuti nel cappuccio che riveste la testa degli spermatozoi (acrosoma), fondamentali per permettere agli spermatozoi stessi di penetrare la zona pellucida (la “scorza”) dell’ovulo.

 

Infine, in alcuni casi potrebbe verificarsi la produzione di anticorpi diretti contro gli spermatozoi, che ne provocano la distruzione: si parla di autoimmunità o risposta autoimmune se gli anticorpi sono prodotti dall’uomo, e di risposta immune se sono prodotti dalla donna.

 

Problemi legati al liquido seminale


Il volume
Il volume del liquido seminale normale emesso al momento dell’eiaculazione dovrebbe essere di almeno 2 ml. Se viene eiaculato meno di 1 ml, questa quantità potrebbe essere troppo scarsa per consentire allo sperma di entrare in contatto con il collo dell’utero (cervice). Un’eiaculazione superiore a 7 ml potrebbe invece diluire eccessivamente lo sperma, facendo sì che solo pochi spermatozoi il collo.

 

La viscosità
Il liquido seminale di solito si liquefa entro 30 minuti dall’eiaculazione. Se resta troppo denso, gli spermatozoi possono non riuscire a liberarsi per attraversare la cervice.

 

Il pH
Il liquido seminale nella norma dovrebbe essere neutro o leggermente alcalino (pH 7,2–8,0). Un pH che non rientri in questi parametri potrebbe essere indicativo di una qualche anomalia.

 

Infertilità o sterilità


Oggi si sente parlare molto più frequentemente di infertilità che di sterilità, e i due termini sono generalmente usati come sinonimi. A voler essere proprio precisi, però, indicano condizioni leggermente differenti.

Tecnicamente, per sterilità si intende l’incapacità di concepire, mentre per infertilità si intende l’incapacità di portare a termine una gravidanza: in questo caso può anche esserci concepimento ma, per esempio, non c’è attecchimento dell’embrione o si va incontro ad aborti ripetuti.

 

 

Da cosa dipende l’infertilità maschile


Le cause possono essere numerose e diverse. Per esempio:

Fattori genetici e cromosomici
Anomalie cromosomiche come la sindrome di Klinefelter, in cui le cellule corporee contengono tutte un cromosoma X aggiuntivo – ossia XXY invece del normale XY maschile – possono portare ad azoospermia. Lo stesso può verificarsi nel caso di fibrosi cistica, una malattia genetica, di perdita di alcuni geni dal cromosoma Y o per l’assenza di entrambi i vasi deferenti, una condizione ereditaria nota come assenza bilaterale congenita dei vasi deferenti.

 

Anomalie anatomiche
Tra queste malformazioni o ostruzioni dei dotti ma anche condizioni come il criptorchidismo (mancata discesa dei testicoli nello scroto entro i primi 6-12 mesi di vita) o il varicocele (dilatazione delle vene testicolari) che possono interferire con la produzione di spermatozoi.

 

Eiaculazione retrograda
L’eiaculazione retrograda è un disturbo che colpisce meno dell’1 per cento degli uomini. Si verifica quando l’orgasmo viene normalmente raggiunto durante il rapporto sessuale, ma i muscoli che controllano l’eiaculazione non agiscono in modo coordinato, facendo sì che l’eiaculato ritorni nella vescica anziché essere rilasciato in avanti nella vagina.

 

Infezioni
La classica infezione responsabile di infertilità maschile è la parotite (orecchioni) dopo la pubertà, che può causare grave deficit nella produzione di spermatozoi, anche a lungo termine o addirittura permanente. Fortunatamente, l’uso esteso della vaccinazione ha fatto sensibilmente diminuire l’incidenza dell’orchite (infiammazione del testicolo) causata da parotite. Altre infezioni sono quelle da Chlamydia e da micoplasmi.

 

Un’infezione attiva può provocare la presenza nel liquido seminale di un elevato numero di globuli bianchi, che possono danneggiare gli spermatozoi in via di sviluppo. Perfino quando i segni dell’infezione attiva sono scomparsi, gli effetti a lungo termine sulla fertilità maschile permangono.

 

Anomalie ormonali
Come per le donne, i disturbi ormonali nell’uomo possono far insorgere problemi di fertilità: anomalie della secrezione degli ormoni ipotalamici o ipofisari sono dunque cause rare di infertilità maschile. Anche le malattie della tiroide e l’iperprolattinemia (aumento della concentrazione di prolattina nel sangue) possono talora causare infertilità nell’uomo. Alti livelli di prolattina riducono la secrezione del testosterone.

 

Inquinamento
“Diversi studi hanno mostrato che, negli ultimi 20 anni, la qualità media dello sperma nei paesi occidentali è calata” dice il ginecologo Carlo Flamigni. “Questo significa che, in media, gli uomini di oggi sono meno fertili dei loro padri e dei loro nonni”.

 

Le ricerche per comprendere le cause di questo fenomeno si stanno concentrando sul danno ai testicoli causato da composti tossici. Si discute molto dei fattori di rischio lavorativi (come esposizione a piombo e solventi organici) e dell’inquinamento ambientale (causato per esempio da diossine, ftalati e PCB) sugli spermatozoi.

 

Farmaci
L’uso di farmaci chemioterapici o la radioterapia dell’area pelvica per il trattamento del cancro sono altri fattori che possono provocare grave oligospermia o azoospermia.

 

Disfunzione erettile o impotenza
Sebbene l’impotenza non sia collegata di per sé ad anomalie del liquido seminale, tuttavia influisce sulla normale funzione sessuale, in quanto rende impossibile il rapporto. Può avere diverse cause, sia psicologiche sia organiche (o una combinazione delle due). Tra le cause organiche si trovano diabete, obesità, traumi chirurgici, disturbi ormonali o neurologici.

 

Per una guida completa alla fertilità e al concepimento vai alla serie di articoli su Fertilità e concepimento, dalla fecondazione naturale alla procreazione assistita

(Revisione a cura di Valentina Murelli)

 

Fonti per questo articolo: Consulenza del prof. Carlo Flamigni,  medico chirurgo, libero docente in Clinica ostetrica e ginecologica, membro del Comitato Nazionale di Bioetica; materiale informativo del Ministero della salute (qui e qui