Infertilità

Clamidia, il nemico numero uno della fertilità

ragazza_noia
08 Luglio 2008
Un’infezione dovuta al batterio Chlamydia Trachomatis può essere la causa dell’infertilità femminile. In molti casi questa infezione non ha sintomi, spesso non viene neppure curata e diventa un pericolo per chi ha intenzione di diventare mamma.
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La clamidia: che cos'è?

Chlamydia trachomatis: questo è il nome scientifico dell’infezione batterica che va annoverata tra le malattie trasmissibili sessualmente più diffuse al mondo.

Nella donna la clamidia infetta inizialmente la cervice. Se non viene curata tempestivamente, l'infezione può raggiungere le tube di Falloppio dando origine a un'infezione pelvica, con una probabilità del 10% di causare un'occlusione tubarica.

I danni alle tube che derivano da questa infiammazione, rappresentano la causa più comune di infertilità femminile. (inserire link)

Come avviene il contagio?

La clamidia si diffonde soprattutto attraverso rapporti sessuali completi non protetti. Il contagio, tuttavia, può avvenire anche praticando petting e sesso orale. Le donne incinte potrebbero trasmettere l’infezione anche al proprio bambino.

Spesso i batteri possono “rimanere in letargo” per anni e riattivarsi in ogni momento. I sintomi si manifestano da una a tre settimane dopo il contagio, molti mesi dopo o nella maggior parte dei casi, non manifestarsi affatto.

I possibili sintomi sono:

- per gli uomini la sensazione di bruciore nell'urinare;

- per le donne un flusso più abbondante, dolori al basso ventre o perdite di sangue.

Le conseguenze

Se l’infezione non viene individuata tempestivamente, le conseguenze della clamidia possono essere anche molto gravi: infiammazioni, dolori cronici e spesso anche infertilità.

Se le tube sono chiuse, gli ovuli non riescono a raggiungere l’utero. Tuttavia anche quando le tube rimangono aperte, sono spesso così danneggiate dall’infezione, che non riescono più a svolgere la propria funzione.

Negli uomini la malattia può causare infiammazioni di epididimo e prostata o il restringimento dell’uretra. In rari casi possono manifestarsi infiammazioni alle articolazioni o agli occhi.

Leggi: Intervista all'esperto: come prevenire e curare la clamidia?

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