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Rimanere incinta

Rimanere incinta: dieta e sostanze pro-bebè nel libro I segreti della fertilità

Di Valentina Murelli
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15 Novembre 2017 | Aggiornato il 05 Giugno 2018
Stefania Piloni, ginecologa esperta di fertilità e medicina naturale, e Simonetta Basso, giornalista, hanno scritto un libro ricco di consigli mirati a "potenziare il dono della procreazione" per coppie alla ricerca di un bimbo che non arriva. Ecco i suggerimenti principali su su alimentazione e integratori.

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Il compagno è quello giusto, il lavoro è stabile, la casa è a posto: non ci sono più ostacoli e, anzi, è il momento giusto per provare ad avere quel figlio che si desidera da un po'. Smesso il contraccettivo, però, i mesi passano e - complice magari l'età non più giovanissima - la gravidanza non arriva.

Per molte coppie, il passo successivo è rivolgersi a tecniche di procreazione medicalmente assistita, che tuttavia non sempre hanno successo, aggiungendo frustrazione a frustrazione.

 

Che fare allora, quando la cicogna non arriva? Una possibile risposta arriva dal libro Il segreto della fertilità (Sperling & Kupfer, 2017), appena pubblicato da Stefania Piloni, ginecologa esperta di medicine complementari, e Simonetta Basso, giornalista. Un libro con l'obiettivo dichiarato di aiutare le coppie in difficoltà a "potenziare il dono della procreazione, senza perdere di vista l’armonia individuale e l’intesa di relazione", con una serie di consigli molto dettagliati sullo stile di vita, gli integratori e le medicine "dolci", come fitoterapia e agopuntura, che possono dare una mano.

 

Senza dimenticare che la fertilità è una caratteristica che va curata per tutta la vita, evitando il più possibile sostanze e situazioni che la possano mettere a rischio, come il fumo di sigaretta o le infezioni sessualmente trasmesse.

Tra i vari suggerimenti, le autrici dedicano ampio spazio a quelli relativi alle sostanze pro-bebè: vitamine, minerali e altro capaci di dare una mano alla capacità di concepire e portare avanti una gravidanza. Sono sostanze che in genere vengono tranquillamente assunte con la dieta - purché sia varia ed equilibrata, di tipo mediterraneo - ma che in alcuni casi possono essere integrate con dei supplementi. Ovviamente sempre su consiglio di specialisti della fertilità. Vediamo di quali sostanze si tratta.

 

Vitamina B6 e folati
Una carenza di vitamina B6 potrebbe pregiudicare l’impianto dell’ovulo e lo sviluppo della placenta. I folati (vitamina B6) riducono il rischio di alcune malformazioni congenite del feto come la spina bifida e sembrano aumentare la possibilità di rimanere incinta. Sono anche importanti per l'uomo, per una spermatogenesi efficace.

 

La vitamina B6 si trova in particolare in alcuni alimenti di origine animale (uova, latte, formaggi, carne di pollo e tacchino, fegato), lievito di birra, cereali integrali, olio di germe di grano, spinaci, lenticchie. Sono invece ricchi di folati le verdure a foglia larga, carciofi, asparagi, broccoli, cavoli e cavolfiori, legumi, cereali integrali, alcuni frutti come arance, avocado, kiwi e fragole, frutti di mare.

 

Tuttavia, tutte le donne che cercano una gravidanza (o non escludono di averne una), dovrebbero assumere un integratore di acido folico per alcuni mesi precedenti il concepimento.

 

Vitamina C
Come scrivono Piloni e Basso, questa vitamina gioca un ruolo di primo piano nel salvaguardare il materiale genetico di ovuli e spermatozoi dai danni provocati dallo stress ossidativo. Si trova in agrumi, kiwi, fragole, lamponi, mirtilli, succo d’uva, peperoni, rucola e verdure a foglia verde, ma un po’ in tutta la frutta e gli ortaggi.

 

Carotenoidi: beta-carotene e licopene
Sono pigmenti vegetali fortemente antiossidanti. Nella donna, aiutano l'endometrio ad accogliere un'eventuale gravidanza, mentre nell'uomo proteggono lo sperma dall’aggressione dei radicali liberi. Il betacarotene colora tutti gli ortaggi giallo-arancio, mentre il licopene si trova soprattutto nel pomodoro, ma più nelle salse e nei concentrati che nell’ortaggio crudo. Per assorbirlo meglio, l'ideale è condire la salsa con un filo di olio crudo (il grasso rende il licopene più assorbibile).
 
Vitamina D
Piloni e Basso ricordano che bassi livelli di vitamina D interferiscono a vari livelli con la fertilità. Questa vitamina è presente in piccole concentrazioni negli alimenti, in particolare in quelli animali (fegato, pesce grasso come il salmone, latte, tuorlo d’uovo), ma è sintetizzabile attraverso l’esposizione del corpo al sole. Di conseguenza, sono a rischio carenza tutte le donne che trascorrono la maggior parte della giornata in ambienti chiusi.

 

Vitamina E
È il principale antiossidante, presente in molte membrane cellulari, ed è importantissima soprattutto per gli spermatozoi. Le fonti migliori sono gli oli vegetali come quello extravergine d’oliva o di arachidi, soia, mais e girasole, il germe di grano, i semi, le noci, le mandorle, le nocciole, i cereali integrali, il basilico e le cime di rapa. È presente in discreta quantità negli asparagi, nell’avocado, nei pomodori, nei vegetali a foglia verde e nei frutti di bosco.

 

Ferro
Vari alimenti di origine animale sno ricchi della forma più assorbibile, che si chiama ferro-eme. Si tratta di tuorlo d’uovo, tonno, merluzzo e salmone, ma soprattutto carne (rossa e magra, o bianca).

 

Il ferro è presente anche in cibi di origine vegetale come cereali integrali, legumi, frutta essiccata (albicocche, fichi) e verdure a foglia scura (radicchio in primis): quella presente è tuttavia la forma  non-eme, meno assorbibile. Per questo, sarebbe meglio assumere questi alimenti insieme ad alimenti ricchi di vitamina C (i classici spinaci al limone, per esempio), che ne facilita l'assimilazione. Meglio evitare invece l’accoppiata con cibi e bevande che la ostacolano come formaggi, tè, caffè, vino, cioccolato.
 
Inositolo
Sostanza analoga alle vitamine in grado di normalizzare l'ovulazione, sia in presenza di ovaio policistico sia - sembra - in condizioni fisiologiche oltre i 38-40 anni. E alcuni studi suggeriscono che possa migliorare anche la fertilità maschile.

 

"La sua carenza è rara perché può contare su ottime e varie fonti alimentari: lievito di birra, tuorlo d’uovo, cereali integrali e, soprattutto, frutta (arance, fragole, banane e noci); è presente anche nelle frattaglie (fegato)" scrivono Piloni e Basso.

Iodio
È il costituente fondamentale degli ormoni tiroidei, e un suo deficit mette a rischio la funzionalità di questa ghiandola, il che potrebbe compromettere, in gravidanza, il benessere di mamma e bambino.

 

Negli alimenti è abbastanza scarso (eccezion fatta per pesce, crostacei e alghe), ma per essere certi di assumerne quantità adeguate basta utilizzare del sale iodato. Per arrivare preparate alla gestazione questo sale andrebbe utilizzato per almeno due anni prima del concepimento.


Omega 3 e Omega 6
Gli Omega 3 sono importanti per la produzione ormonale, riducono l’infiammazione e aiutano a modulare il sistema immunitario. "Sul fronte maschile - si legge ne Il segreto della fertilità - c’è da registrare un miglioramento di tutti i parametri del liquido seminale negli uomini che consumano cibi che ne sono ricchi". Sono inoltre fondamentali nei primi mesi di gravidanza per un corretto sviluppo del sistema nervoso del feto.

 

Si trovano in prodotti ittici, alghe, oli di pesce, semi di lino e di zucca e frutta a guscio (noci, mandorle, nocciole). "Per un giusto rifornimento basta consumare 2 o 3 porzioni di pesce (di piccola taglia per evitare i metalli pesanti) la settimana, più qualche noce o mandorla durante la giornata, senza esagerare per l’elevato contenuto calorico dei semi oleosi".

 

Gli Omega 6 favoriscono la capacità di fusione tra spermatozoi e cellule uovo e, una volta avvenuta la fecondazione, anche l'impianto dell'embrione. Sono tipici di oli vegetali come lino, mais, soia e girasole.
 
Selenio
È uno stretto collaboratore della vitamina E nel prevenire i danni da stress ossidativo. È  indispensabile per qualità e numero degli spermatozoi, mentre nella donna una sua carenza è associata al rischio di aborto.

 

Si trova in pesci e molluschi, nelle frattaglie, nel germe di grano, nelle noci del Brasile, nel pane e nel riso integrali, nell’avena.


Taurina
Si tratta di un amminoacido molto utile per il cuore e per la fertilità maschile (attraverso effetti sul testosterone). È presente naturalmente negli alimenti di origine animale: pesce, carne, uova e latticini, ma nella dieta vegana la sua carenza è compensata dalla presenza dei legumi, ricchi di due amminoacidi che ne sono precursori.

 

Zinco
È un minerale importantissimo per molte reazioni cellulari ed è indispensabile per la corretta attività di molti ormoni, tra cui quelli sessuali e l’insulina. Sembra favorire la qualità degli ovociti, ma è importante soprattutto per la maturazione e la mobilità degli spermatozoi.

 

Tra gli alimenti maggiormente ricchi di zinco ci sono le ostriche (non a caso considerate cibo afodisiaco), la carne bovina, ovina e suina, i funghi, il cacao, le noci, i cereali e il tuorlo d’uovo.

 

L'elenco di tutte queste sostanze può forse spaventare. Qualcuno potrebbe chiedersi se sia davvero possibile recuperarle tutte con la sola alimentazione. Niente paura: nella maggior parte dei casi, la risposta è sì. A patto, ovviamente, che si tratti di un'alimentazione equilibrata e molto varia.

 

 

Dieta mediterranea, ma per davvero
Il modello vincente, ricordano Piloni e Basso, è senza dubbio quello della dieta mediterranea. L'importante, però, è che sia veramente tale. In pratica, questo significa puntare su:

  • cereali e pseudo-cereali di preferenza integrali (non solo grano, ma anche riso, orzo, farro, segale, avena, mais, quinoa, amarando), che sono ricchi di vitamine e minerali e assicurano una buona quantità di fibra;
  • tanta frutta e verdura, di colori differenti, per garantire il pieno di vitamine, minerali e pigmenti. Fondamentale variare la tavolozza di colori nel piatto: il giallo arancio di zucca e carote , il rosso di pomodoro e fragole, il verde di spinaci e broccoli, il bianco di cavolfiori e finocchi, il viola di cavoli e mirtilli. Piloni e Basso consigliano di privilegiare prodotti di stagione, possibilmente provenienti da colture biologiche o a lotta integrata e a chilometro zero. In cucina, invece, meglio evitare le cotture aggressive, come lessature prolungate e fritture;
  • proteine da fonti differenti. Va bene la carne, soprattutto quella bianca, per 3 o 4 volte la settimana, ma le proteine non dovrebbero venire solo da lì. Altre fonti fondamentali devono essere il pesce, che ha il vantaggio di non contenere grassi saturi, e i legumi. Da riscoprire, specialmente in abbinata ai cereali. Le autrici, inoltre, sottolineano che per sfruttare al meglio le proteine, "conviene distribuirle equamente nell’arco della giornata e non, come spesso si fa, concentrarle nel pasto serale dimenticandosene del tutto al mattino". La proporzione ideale prevede invece un terzo a colazione, un terzo a pranzo e un terzo a cena;
  • Grassi buoni. L'eccesso di grassi nella dieta, e in particolare l'eccesso di grassi saturi, contenuti in carni rosse, burro, formaggi, olio di palma, è un nemico della fertilità. Quindi, se l’apporto massimo dei grassi nella dieta è del 30%, solo un 10% può essere coperto da quelli saturi. La quota restante spessa ai grassi insaturi, in particolare gli omega 3 del pesce e gli omega 6 di noci, semi di lino e olio di semi di lino e di girasole.
  • Vino? Poco o niente. un bicchiere di vino ogni tanto non è certo un dramma, ma se la ricerca di un bebè si fa difficile sarebbe meglio rinunciare. Si è visto infatti, scrivono le autrici, che "bastano tre bicchieri di vino la settimana per diminuire del 18% le probabilità di successo di una donna che si sottoponga a PMA. Negli uomini, invece, l’alcol inciderebbe negativamente sulla qualità del seme, un effetto tanto più evidente quanto più l’assunzione è frequente e abbondante". Altre ricerche suggeriscono che  consumo eccessivo potrebbe alterare il buon funzionamento delle ghiandole che regolano la produzione di ormoni sessuali.