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Biopsia endometriale per fertilità: come funziona e a cosa serve

di Francesca Capriati - 09.02.2022 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Biopsia endometriale per fertilità: come restare incinta dopo la biopsia endometriale. E' dolorosa? A cosa serve e come viene fatta

Biopsia endometriale per fertilità

La biopsia endometriale per la fertilità è un test fornisce informazioni importanti sul rivestimento uterino di una donna. L'endometrio, o rivestimento uterino, è lo strato rinnovabile di tessuto che si accumula durante la prima metà del ciclo mestruale e che poi viene espulso durante le mestruazioni. Si tratta di un tessuto altamente vascolarizzato, indispensabile per il corretto attecchimento dell'embrione dopo la fecondazione – nei primi giorni dopo il concepimento – e quindi per il buon andamento della gravidanza. Ma a cosa serve questo esame e quando viene eseguito?

In questo articolo

Cos'è l'endometrio

A cavallo dell'ovulazione, l'endometrio (il rivestimento interno dell'utero) si riempie di vasi sanguigni, ghiandole e sostanze nutritive che sono state immagazzinate per consentire a un ovulo fecondato di impiantarsi e crescere. Se la fecondazione non si verifica, il tessuto endometriale viene espulso durante il flusso mestruale. Il progesterone e l'estrogeno controllano la crescita e la stabilizzazione del tessuto endometriale. Una anomalia nella produzione di questi ormoni può rendere impossibile, per l'utero, accogliere e portare avanti una gravidanza.

A cosa serve

Insomma se l'endometrio non è sano, anche l'embrione migliore non riuscirà a impiantarsi. Una biopsia endometriale eseguita nel momento giusto del ciclo consente, quindi, di sapere se l'utero è in grado di sostenere una gravidanza.

La biopsia endometriale è dolorosa?

L'esame non è doloroso, anche perché la zona viene intorpidita con un anestetico locale. Piccoli crampi e doloretti possono sopraggiungere nelle ore successive. In questo caso possono essere risolutivi dei blandi antidolorifici da banco prescritti dal medico. 

Dopo l'esame è consigliato di stare un po' a riposo ed evitare attività pesanti.

In quali casi è utile fare una biopsia endometriale

Una biopsia endometriale fornisce allo specialista una serie di informazioni preziose:

  • Può valutare la ricettività uterina o se l'utero può consentire l'impianto.
  • Può valutare la finestra temporale migliore per l'impianto o i giorni in cui l'utero è ricettivo.
  • Può rilevare se una donna ha l'endometriosi, una patologia che può impedire l'impianto.
  • Può diagnosticare una eventuale infezione batterica che può impedire l'impianto.

L'esame è utile quando:

  • c'è stato un fallimento dell'impianto di embrioni geneticamente sani in un ciclo di fecondazione in vitro
  • c'è stato un fallimento dell'impianto di blastocisti di grado A o B in un ciclo di fecondazione in vitro la donna ha una storia di endometriosi
  • la donna soffre di dismenorrea o cicli dolorosi
  • la donna ha precedenti di endometrite o infezione del rivestimento uterino.

Come funziona l'esame

L'esame consiste nel prelievo di un minuscolo campione di cellule dal rivestimento uterino a un certo punto del ciclo mestruale - in genere si esegue tre giorni prima dell'inizio prevedibile delle mestruazioni.

Per fare il prelievo il ginecologo utilizzerà lo speculum e poi inserirà un catetere di plastica molto sottile attraverso la cervice fino alla sommità della cavità uterina per prelevare ottiene un minuscolo pezzo di tessuto.

La procedura non richiede più di 15 secondi e la donna può riprendere le sue normali attività lo stesso giorno.

Un legger spotting dopo l'esame è normale.

Biopsia endometriale VABRA

La biopsia VABRA (acronimo di Vacuum Aspiration Biopsy Random Assay) è un esame che non è mirato ad una specifica zona della mucosa uterina, ma serve a prelevare un campione di tessuto e cellule presenti nella cavità uterina. L'aspirazione avviene mediante una micro cannula inserita nel canale cervicale.

Biopsia endometriale e tecniche di fecondazione assistita

La biopsia dell'endometrio è un esame importante anche per le donne che fanno ricorso a tecniche di fecondazione assistita. In genere viene eseguita con il fine di verificare in che modo l'endometrio risponde agli ormoni estrogeni prima della mestruazione, quindi serve anche a determinare l'avvenuta ovulazione.

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