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Coito interrotto e la probabilità di una gravidanza

di Penelope Greco - 19.04.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il coito interrotto è una pratica contraccettiva usata molto spesso, ma ha una bassissima efficacia. Ecco cosa sappiamo

Secondo una ricerca del Ministero della Salute, il 26% dei giovani utilizza il coito interrotto. Esistono vere e proprie statistiche riguardo l'efficacia o inefficacia dei metodi contraccettivi. Secondo l'indice di Pearl, che è lo strumento più utilizzato, la percentuale di gravidanze effetto del coito interrotto è tra il 18 e il 22%. In altre parole, su 100 donne che si affidano a questa pratica, in un anno sono una ventina quelle rimaste incinta con coito interrotto. Naturalmente le probabilità di una gravidanza indesiderata sono più alte se si pratica il coito interrotto nei giorni fertili, cioè quelli che coincidono con l'ovulazione.

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Coito interrotto: che cos'è

Il coito interrotto consiste nell'estrazione del pene dalla vagina, durante un rapporto sessuale, poco prima dell'eiaculazione dell'uomo. Si tratta di un metodo contraccettivo non affidabile, che è alla base di un gran numero di gravidanze non desiderate.
In Italia, secondo l'Istat, viene utilizzato ancora dal 18.7%, contro i francesi che sono allo 0,4%. 
La tendenza si trova principalmente tra i giovani, anche se sta diminuendo, segno di una maggiore consapevolezza per quanto riguarda i rischi connessi ai rapporti non protetti, sia sul fronte delle gravidanze indesiderate che su quello delle malattie sessuali.

I rischi del coito interrotto

Ovviamente il primo rischio utilizzando il coito interrotto è quello di una gravidanza non desiderata. Si stima che ogni hanno, su 100 donne che lo praticano, 20 siano in stato di gravidanza. 

Il rischio dipende da due fattori:

  • il controllo dell'uomo sull'eiaculazione: non tutti riescono a fermarsi in tempo
  • il liquido preseminale contiene già spermatozoi, quindi in grado di fecondare

L'emissione continua di liquido lubrificante pre-eiaculatorio durante la penetrazione, prodotto dalle ghiandole di Cowper, è risultato infatti contenere nel 37% dei casi piccole quantità di sperma dotato di mobilità.

Ma un altro grave problema è il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, che si può evitare solo con l'uso del preservativo. Alcune malattie veneree restano asintomatiche anche a lungo. Altre malattie, invece, danno sintomi come secrezioni genitali anomale, bruciore intimo, dolore e sanguinamento quando si fa pipì o durante i rapporti sessuali, e se non vengono riconosciute e curate tempestivamente possono avere conseguenze anche serie sulla salute.

Problemi per l'uomo: sul lungo termine, aumenta il rischio di avere problemi di salute come infiammazione della prostata e varicocele. Probabile aumento del rischio di eiaculazione precoce e disfunzione erettile nell'uomo.

Problemi per la donna: può diventare più difficile raggiungere l'orgasmo, un po' per la modalità del rapporto e un po' per l'ansia. 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che la percentuale di donne che ha avuto una gravidanza indesiderata impiegando il metodo del coito interrotto durante il primo anno di utilizzo, varia dal 4 al 27% a seconda dell'attenzione che si ha nel praticarlo. Inoltre, questo tipo di pratica anticoncezionale non evita la trasmissione di batteri e virus per via sessuale che sono contenuti nel liquido pre-eiaculatorio. È, quindi, importante avere sempre rapporti protetti mediante l'uso del preservativo invece di affidarsi al coito interrotto.

Non si può quindi esporsi ad un potenziale rischio di infezioni basandosi sul fatto che il partner apparentemente sia sano, come spesso ancora oggi accade. L'utilizzo del preservativo resta il principale metodo di prevenzione per le malattie sessualmente trasmissibili. I preservativi maschili correttamente usati, evitano gravidanze nel 98% per cento dei casi, mentre la pillola e la spirale hanno una percentuale di successo che arriva al 99%.

Fonti articolo: issalute, salute gov, istat

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