Nostrofiglio

Psiche famiglia

Lei vuole il terzo figlio, lui no

coppialite

08 Luglio 2008 | Aggiornato il 24 Gennaio 2017
Claudia (38 anni) vorrebbe un terzo bambino. Francesco (37) non è d'accordo. Il perché sì di Claudia e il perché no di Francesco.

Facebook Twitter Google Plus More

La lettera di lei a lui

Caro Francesco,

sono stati faticosi questi ultimi anni. E' vero, ma anche magnifici. Gli ultimi anni con Alessandra e Tommaso. Prima di diventare madre, non potevo immaginare quanto avrei potuto avere dalla mia nuova vita: fiducia in me stessa, forza, gioia di vivere, ottimismo.

 

Lei: un nuovo bebè sarebbe un riconoscimento nei miei confronti

 

Prima vedevo solo un futuro incerto: cosa succederà se il nuovo capo mi manda via? Se non ottengo la promozione? Se il padrone di casa mi manda via? Oggi sono molto più rilassata. Grazie ad Alessandra e Tommaso. E per loro: i bimbi, si sa, hanno bisogno di una mamma forte, di cui fidarsi. Se li vedo felici e sani, io sono felice; e vorrei averne di più, di questa felicità.

Di aver trascurato il lavoro, non mi lamento. Le mattine che ora trascorro in ufficio mi piacciono, mi piace il lavoro concentrato, il contatto con i colleghi, la sensazione di concludere qualcosa con successo. Naturalmente anche i soldi che guadagno e che la nostra famiglia può utilizzare. Sono anche felice di potermi dedicare ogni pomeriggio ai bambini. Posso seguire la loro crescita, per me è un privilegio. Un terzo figlio, in questa vita, ci starebbe benissimo.

In me, in questo momento, ci sono così tanta forza e così tanto amore: ce ne sarebbe di sicuro ancora per diversi figli… Ora impallidisci! Non serve, non preoccuparti, tre è un buon numero.

Caro Francesco, le tue argomentazioni non sono sbagliate e nel profondo so che non sono contro me. Però che tu sia contro un terzo figlio un po’ mi inquieta. La voglia di un nuovo bambino per me sarebbe importante come un rinnovato riconoscimento nei miei confronti, nei confronti della nostra famiglia e della nostra vita.

Ti amo

Claudia

La lettera di lui a lei

Cara Claudia,

va bene così, abbiamo già tutto! Ti sei già dimenticata di quanto ti trascinavi stanca morta tutto il giorno, quando Alessandra non chiudeva occhio la notte? O di quanto nervosa fossi, quando i nostri due piccoli si ammalavano continuamente, tosse, raffreddore e febbre per tutto l’inverno, e tu per settimane uscivi a malapena di casa? Anche il nostro rapporto ne aveva risentito, era diventato un po’ freddo, ma forse sono solo io che ho questi ricordi.

 

Lui: è anche una questione economica

 

Oggi che i nostri bambini sono un po' più indipendenti e giocano da soli, noi abbiamo ricominciato a parlare. Per me questo è importante. Ed è importante anche potermi godere un po' di più la vita dopo anni di fatiche.

Un'altra cosa: i nostri due piccoli sono sani e crescono bene e ne sono felicissimo. Non vorrei forzare troppo il destino. Chi può saperlo se la gravidanza e il parto andranno nuovamente bene? Se un terzo bambino sarebbe altrettanto sano?

E ancora una cosa, forse tipicamente maschile. In un modo o nell’altro tu trovi sempre crudele pensare ai soldi quando i bimbi sono piccini, ma in realtà a me sta a cuore anche il futuro economico nostro e dei nostri figli. Doppia scuola di musica, doppia ora di equitazione, forse un giorno lezioni di sostegno, l’università: sono costi che vanno considerati. Tre figli? Il mio stipendio non basta.

Per quanto riguarda il tuo lavoro, i bimbi sono ancora così piccoli che puoi lavorare solo part-time: cosa che però tu mi assicuri fai volentieri e che non vorresti altrimenti. Ma Tommaso ha quattro anni ormai. Quando, fra due anni, andrà a scuola, potresti tornare a lavorare full-time e potremmo cercare (e pagare) una scuola a tempo pieno per entrambi.

I bimbi crescono così in fretta; fra non molto avrai di nuovo molto spazio libero per occuparti di più del tuo lavoro. E visto che sei brava, puoi ancora toglierti molte soddisfazioni, lo dico davvero. Cosa succederebbe invece con un terzo figlio?

E lo sai che cosa mi ha infastidito per tanto tempo? Fin da bambino mia madre mi ha dato sempre la sensazione di abbandonarla. Quando volevo giocare con altri ragazzi, quando volevo stare con la prima fidanzatina, quando me ne andavo in ferie da solo, lei mi diceva: “Te ne vai, e mi lasci sola!” Uscivo di casa con la coscienza sporca. Forse per questo mi piacciono le mamme che lavorano; non passano il tempo ad aspettare i loro figli.

Ti amo anch'io

Tuo Francesco

Cosa dice la psicologa

Margarethe Schindler è una psicologa che lavora da molti anni come terapeuta di coppia e di famiglia. Ecco cosa dice sul desiderio di avere un figlio non condiviso e cosa consiglia alla nostra coppia:

“Un figlio comune per una coppia rappresenta il legame, l'insieme. Quando una coppia non è d’accordo sul volere un figlio, questo potrebbe indicare necessità diverse. Colui che desidera il bambino può avere questo pensiero: “Se non posso avere di più da te, voglio almeno avere (ancora) un figlio da te.” A volte però il desiderio di un figlio porta con sé una lotta di potere: chi avrà la meglio?

 

Ci sono donne per cui i figli sono una sorta di collante della vita di coppia. Ma in realtà non funziona così

 

Claudia e Francesco sono d’accordo sul fatto che la loro vita insieme ai due figli è bella. Finora sono stati felici e fortunati. Lui è soddisfatto così e non vuole cambiare nulla. Nessun cambiamento, nessun rischio con un terzo figlio. Claudia invece vorrebbe di più ed è sicura che un terzo figlio alzerebbe la qualità della loro vita. Inoltre c'è anche la consapevolezza che a 38 anni non è più così giovane e che la decisione di mettere al mondo un altro figlio non può essere spinta troppo in là.

Un uomo, questi motivi non li può capire fino in fondo, per lui c’è ancora molto tempo per fare figli. Sicuramente lui non pensa: se voglio un altro figlio, la lascio e me ne trovo un’altra con cui cominciare di nuovo. Ma non si trova neppure al capolinea, questo lo sa.

Un compromesso Claudia e Francesco non lo possono trovare: essere incinta solo un po’ non è possibile. Possono tuttavia porsi qualche domanda, per chiarire i motivi reciproci: cosa manca a Claudia veramente? A cosa dovrebbe rinunciare, se arrivasse un terzo figlio? Lei è convinta che la sua vita, con un terzo figlio, diverrebbe più bella e ricca: ma cosa cambierebbe se non arrivasse il terzo figlio? Se tutto rimanesse così come adesso? Con l’ultima sua frase (“La scelta di un nuovo bambino per me sarebbe importante come un rinnovato riconoscimento nei miei confronti…”) esprime un bisogno di maggior sicurezza.

Ci sono donne per cui i figli sono una sorta di collante della vita di coppia. Ma in realtà non funziona così. Per il rapporto, solo i due partner sono responsabili. Se Claudia ha paura di essere abbandonata, il suo uomo dovrebbe chiedersi (e chiederle) cosa deve fare per contrastare tale paura. Per non sentirsi reciprocamente feriti dai punti di vista l’uno dell’altro, entrambi potrebbero fare quanto segue: lei dovrebbe credere al suo uomo quando dice che pensa alla famiglia e agisce in modo responsabile, cercando di dare sicurezza a tutti. Per sé stessa dovrebbe pensare che il suo futuro lavorativo, con un altro figlio, con molta probabilità si fermerebbe. Lo vuole veramente? Al contrario lui dovrebbe cercare di capire la “sensazione da ultima stagione” della sua donna e comprendere che la decisione contro l’avere ancora un bambino con sua moglie probabilmente è definitiva. E poi potrebbe fidarsi di lei e capire che non si può programmare tutto. Tre figli non comportano spese così gravose che una famiglia normale non possa sostenere".

(Articolo tratto da Eltern.de)